Ziliani e la sfida fra mondi paralleli: realtà reale VS realtà parallela, lotta surreale

di Fabio Giambò |

L’1 novembre del 1897, dunque poco più di 119 anni fa, nasceva l’F.C. Juventus, una squadra di calcio che col tempo è diventata una vera e propria passione per (poco meno di) mezza Italia, mentre l’altra (poco più di) metà ha deciso di eleggere la Vecchia Signora come oggetto da odiare prima sportivamente, poi non solo sportivamente, perché a furia di scrivere e dire questo e quell’altro, la situazione è inevitabilmente scappata di mano.

Manifestazione lampante di tale situazione la si trova nell’operato del giornalista Paolo Ziliani, già simpatico pagellista ai tempi di Controcampo, oggi generale dell’esercito del movimento anti-gobbo ed antesignano del fronte “si scansano” poi ripreso qualche giorno dopo da La Gazzetta dello Sport: nelle scorse settimane una serie impressionante di messaggi polemici relativi alle conseguenze economiche di Calciopoli, poi una difesa all’ormai ex allenatore dell’Inter Frank De Boer, qualche carezza che mai male fa a Mauro Icardi, e negli ultimi giorni ancora dito puntato contro la Juve (vero e proprio incubo considerando la frequenza dei suoi attacchi), rea di condizionare implicitamente il campionato italiano con il fondamentale ausilio dell’asservita stampa. Tutto ciò leggibile sul suo profilo Twitter. Nel confronto quotidiano con gli altri amici di Juventibus mi è stato detto, probabilmente a ragione, di non perdere tanto tempo su certe faccende, ma non essendo io un buon cristiano capace di porgere l’altra guancia, cinque minutini li ho voluti gettare al vento.

Giusto per far capire di cosa si sta parlando nel dettaglio, di seguito una serie di tweet pubblicati nelle ultime settimane, e che raccontano la realtà secondo Ziliani a confronto con quella che invece la realtà è effettivamente per il resto del mondo:

Limitandosi al solo commento e non tutto il pezzo (si perderebbe eccessivo tempo, e probabilmente non ne vale la pena), va fatto presente, anche seguendo la logica accusatoria, che bisognerebbe eventualmente aspettare la stesura del bilancio 2016/2017, il primo che avrà la voce Higuain al suo interno considerando che tale acquisto è arrivato dopo la chiusura della scorsa stagione.

Juve (e Fiorentina) allo stato attuale delle cose non rischiano nessuna condanna per falso in bilancio per il semplice fatto che un “mancato accantonamento” non implica di suo un reato del genere: basta dare una rapida lettura all’IAS 37 (International Accounting Standard 37, lo standard internazionale valido per l’Unione europea che regola tutto ciò che ha a che fare con “accantonamenti, passività potenziali ed attività potenziali”) per rendersi conto di come sono regolamentate situazioni del genere.

Fra il turno infrasettimanale (10.a giornata) e quello del weekend successivo chiuso col monday-night di ieri (11.a giornata), la metà delle squadre di Serie A hanno cambiato almeno 4/11 della formazione titolare: oltre alla Sampdoria anche la Juventus con Buffon/Neto, Barzagli/Dani Alves, Cuadrado/Lichtsteiner, Marchisio/Hernanes ed Alex Sandro/Evra. Chievo, Genoa, Milan, Bologna, Sassuolo, Cagliari, Palermo e Torino le altre otto.

Il 26 ottobre, durante Juventus-Sampdoria, Fabio Quagliarella ha fatto il suo ingresso in campo al minuto 61. Il punteggio in quel momento era 2-1, la partita è finita 4-1: il gol blucerchiato l’ha siglato proprio colui che ha lasciato il posto a Quagliarella, mentre l’attaccante campano è stato protagonista negativo sul quarto gol bianconero quando ha tenuto in gioco Chiellini sulla punizione di Cuadrado.

Nel “Tweet non disponibile” linkato nel messaggio ci stava un post con le presunte dichiarazioni di Giampaolo nel post-partita di Juve-Samp: “Ho proprio scelto di non essere competitivo a Torino”. Le vere parole del mister blucerchiato, però, sono state le seguenti: “Contavamo di essere competitivi a Torino”.

Senza entrare nel merito delle cose, considerando il chiaro riferimento a Calciopoli, si ignora il fatto che quei fatti riguardano un’unica stagione, la 2004/2005, non esattamente una “truffa durata anni”.

In attesa di capire meglio la situazione sui diritti relativi al cartellino di Pogba, probabilmente non ci si accorge quello che di fatto è stato già segnalato nei tweet: anche quando nell’affare fosse entrato un TPO, non si capisce quale sarebbe il problema della Juve considerando che al momento dell’arrivo del francese a Torino era tutto perfettamente legale.

Ed il fallo da rigore, sullo 0-0, di Spolli su Mandzukic? E la trattenuta di Dainelli su Higuain neanche citata? Nessun commento sul fatto che il fallo di Lichtsteiner su Pellissier sia avvenuto fuori area? Ed i rigori non dati alla Lazio contro il Napoli ed al Palermo contro il Milan se li è mangiati qualcuno? Ah, l’imparzialità…

Si sarebbero potuti aggiungere tanti altri tweet (Dybala definito mezzo giocatore, Higuain acquisto sanguinoso ed inutile, e l’invito alla Procura Federale di intervenire sullo scoop della Gazzetta relativamente alle presunte parole di Buffon, per esempio), tante altre considerazioni, ma nulla di più si sarebbe aggiunto per rendere maggiormente chiaro il quadro della situazione: non è noto se quanto sopra è un’azione pluriennale dettata da un focoso sentimento interno, o se è semplicemente il gioco delle parti perché ormai non si può più tornare indietro, o ancora se è semplicemente una scelta di marketing o di ricerca di consenso popolare. Quel che è certo, però, è che il calcio può essere vissuto in tanti modi differenti, ma questo non è uno di questi: qui si va oltre, è un teatrino che evidentemente a qualcuno piace (e fa anche comodo, ma questo è un altro discorso), fortunatamente non a tutti. Si continui così, non c’è problema, a patto che ci si ricordi che, come detto prima, un conto è la reale realtà e ben altro conto è la realtà virtuale e parallela dove vivono Ziliani e seguaci.