#ZeroDieci – La miglior difesa è l'attacco (atomico)

di Sandro Scarpa |

ZERO – Le volte in cui la Lazio mette piede nella nostra area, i dribbling riusciti a Felipe Anderson e le puntate di Immobile. Inaspettato se si pensa alla batteria di punte e mezze punte schierate eppure quasi ovvio: la Lazio teneva i suoi bloccati su HD e sugli arrembanti Mandzukic e Cuadrado, ma anche a seguire le avanzate degli esterni e tamponare Pjanic. Risultato: Buffon al sole di mezzogiorno

UNO -L’unico tiro (gol) di Gerardo Pipa Higuain, e 3 tackle vinti. Piccolo record al contrario per un centravanti imprescindibile. Con la potenza di fuoco alle sue spalle, Higuain scocca un solo tiro, anzi una tallonata per il 2-0 e gara da tenere in ghiaccio. La Juve ha tirato 7 volte (2 gol e 4 occasioni divorate da Dybala e Pjaca), minimo stagionale e uno dei record negativi Stadium. Eppure in 15′ ha stroncato la Lazio, poi gestito senza rischiare e quasi divertendosi nello sciupare il 3 o 4-0. Dominio e poi controllo. Allegri quasi orgasmava..

DUE – Davanti alla difesa, Mire e Sami, Sami e Mire. Dopo un lustro con un solo play (IL play: Pirlo) o un solo metodista (IL metodista: Marchisio) ecco due soluzioni in uscita per i nostri difensori. Pjanic e Khedira lucidi e calmi, il piede fatato bosniaco e il cervello geometrico tedesco. La manovra partiva sicura e fluida: loro due, poi doppia catena in fascia o appoggio a Dybala. In non possesso se la sono cavata, lasciando un paio di tiri centrali innocui. Senza Marchisio è difficile trovare una soluzione migliore.

TRE – Voto al solito desolante teatrino farsesco in TV. A Firenze gol irregolare viola e rigore negato, a Genova rigore non dato ai grifoni contro la Roma, eppure si parla SOLO di insulti inesistenti di Allegri; ieri forti dubbi in Roma-Cagliari, eppure di cosa si parla? L’abbraccio di Buffon a Tagliavento (che ha il record di 3 rigori contro la Juve in una sola gara..) o -surreale- di Pjanic che in foto calpesta una maglia laziale (poco dietro ce n’è anche una Juve). “Il ridicolo cresce in proporzione a quanto ci si dà da fare per difenderlo.”

QUATTRO-2-3-1. Europa arriviamo! Impensabile in estate, ancor più incredibile dopo Firenze. Abbiamo un po’ di mediani di gamba (Rincon, Sturaro e torna Lemina) e, in una gara cruciale, il “cazzeggiatore” (ipse dixit) livornese spariglia tutto e mette due da ritmo lento come Pjanic e Khedira e davanti (da sinistra a destra) Mandzukic-Higuain-Dybala-Cuadrado. Roba da far impallidire chi “il tridente non lo farà mai“, “se lo fa di sicuro senza Pjanic“, “e assolutamente senza Cuadrado!“. E invece, detto dei due in mezzo e dei recuperi di Higuain, le fasce lavorano alla grande, Cuadrado un po’ capra ma sempre di corsa a dribblare e Licht che lo sopravanzava quasi sempre (spesso non servito), un Mandzukic tuttocampista e dietro un Asa commovente. Bene, bravi e forse non bis, ma solo perché Pjanic subito dietro HD è comunque un bel vedere..

CINQUE – contrasti vinti, cinque intercetti riusciti, cinque lanci lunghi riusciti su cinque e infine 5, solo 5, passaggi sbagliati su 90 (96,5% di accuratezza) per Miralem Pjanic: CHEGGIOCATORISSIMO! Messo lì dopo la mediocre gara con l’Inter e l’incoraggiante prestazione di Lione, Miralem è perfetto, non la butta mai, la accarezza, la fa viaggiare, la protegge il giusto la consegna a chi di dovere. Avere accanto Khedira e intorno una Juve cazzuta lo aiuta tanto ma lui svolge il compito in modo sublime. Parere personalissimo: io lo preferisco sempre e comunque trequarti a fare quello per cui Mire è nato, mettere in porta la gente.

SEI – A Cuadrado, croce e delizia di tutti noi. Non esiste a memoria un’ala dribblomane come lui capace anche, all’occorrenza, di seguire l’uomo e tamponare come un terzino. Il dannatissimo problema di Cuadrado è che mille ne pensa e una ne fa. Dribblati mille rivali spreca o si incarta o non vede Licht libero 10 volte su 10, però avere Juan è quasi sempre un plus, salta l’uomo e crea superiorità, arriva in zona calda, prende gialli e punizioni e poi, quando finalmente fa la cosa giusta, ci pensa il tallone del Pipa a sigillare la gara.

SETTE – a Milinkovic-Savic, 21 anni, già tra i migliori ai mondiali U-20 di due anni fa, crescita graduale e stabile con la Lazio, senza squilli o fughe in avanti, solido ed efficace, ancora da sgrezzare ed inserire in un contesto vincente. Piano con i paragoni forti, noi preferiamo non essere ridicoli con “il Pogba bianco“, facciamo così, è il “Gagliardini serbo“..da prendere.

OTTO – a Paulino Dybala. Si, so cosa pensate, che si intestardisce troppo, che sottoporta si divora due gol da bastonarlo, che non è ancora quel piccolo Messi che squarta le difese che si perde spesso ed è discontinuo ancora. Ma ragioniamo: preferite 90 minuti da applausi e due golletti semplici da tap-in o un giocatore che al 5′ minuto cesella una rasoiata così perfetta da sembrare quasi semplice? Dopo 5 minuti di una gara così delicata su un pallone fuori area Dybala fa un capolavoro quasi senza sforzo, una Gioconda sorridendo, e inclina il piccolo pianeta di una gara verso la gioia. Ormai ci stiamo abituando a queste gemme, quasi fossero dovute. E non è così..

NOVE – a Marione Mandzukic. Perché quando tutti urlano che in un 4231 QUEL posto è di Pjaca, quando tutti sentenziano che lì è fuori posto, che in una Juve di sola qualità lui è quello sacrificabile, è proprio allora che Mandzukic si fa il mazzo e ara la fascia, fa il terzino e rintuzza, fa lo Sturaro e ringhia. Poi assiste ancora di testa la Joya e apre magistralmente il campo mettendo Cuadrado in posizione da “non-puoi-sbagliare-questo-cross”. Semplicemente, non puoi mettere Mandzukic in un angolo!

DIECI – al connubio straordinario Juventus-Stadium. VENTISETTE volte vincente di fila, dopo l’imbattibilità del primo anno, dopo le 19 vittorie su 19 il terzo anno, ecco il record (non più italiano ma europeo, l’Europa che conta), ecco la dominanza, ecco la gestione, la sensazione palpabile che qui siamo padroni totali di tutto, della palla, del tempo, del gioco e dei tre punti. “La casa è il nostro corpo più grande. Vive nel sole e si addormenta nella quiete della notte; e non è senza sogni.” (Gibran)

Provate ora, 5 scudetti e 10 titoli dopo, provate ora dopo 143 gare allo Stadium (112 vittorie, 26 pareggi e 5 sconfitte) a rivedere questo breve video. Quello che all’epoca guardammo con soddisfazione e curiosità, per una squadra reduce da due settimi posti, a digiuno non solo di vittorie ma anche di speranze e sogni. Provate ora, dopo 27 vittorie di fila allo Stadium, che è imbattuto in Europa da quasi 5 anni. Mette i brividi!