#ZeroDieci – la Juve si scansa, 5 stelle spente

di Sandro Scarpa |

ZEROtiri in porta dei 4 attaccanti. Cuadrado e Mandzukic a motori spenti. Il colombiano a ZERO dribbling assieme al sostituto Pjaca (fatto epocale). Higuain vivo solo per due scambi, Dybala incisivo solo nella punizione a rientrare sul gol di Bonucci. La Juve è umana: alla 5° di fila tra weekend e mercoledì arriva una prestazione scialba per intensità psico-fisica ancorché tecnicamente. Nel nuovo modulo molto è delegato alle individualità dei 4, se calano di intensità a risentirne è anche Pjanic, isolato e ingabbiato.

UNOil gol subito in un 1° tempo bolso, come in Coppa col Napoli. Lì si accusò il modulo, a Udine invece la Juve parte svagata, sicura di poterla spuntare passeggiando. Dietro a 4 sono più frequenti gli uno vs uno e l’opacità mentale porta Bonucci a titubare su Zapata nel gol subito, con l’uomo in più, senza l’aiuto dell’esterno avanzato (Alves) e dell’altro centrale. Se scendi in campo a marce basse  è difficile aumentarle in corsa.  A meno che tu non sia Alex Sandro

DUEè il secondo passaggio a vuoto dal cambio di modulo, dopo il primo tempo col Napoli, quando il 4231 aveva poi messo le ali nella ripresa. Due campanelli d’allarme attenuati dal doppio tonfo Roma (coppa e campionato). Non va minimizzato perché se il gap resta ampio va detto che le trasferte con Samp e Napoli (di fila) così come il trittico Bergamo-Derby-Roma sono trappole che affrontate con la flemma di Udine possono farti male. Il timore non è farsi sfuggire il sesto scudetto (vista la Roma in flessione) ma arrivare a giocarsi la fase calda di Champions con una preoccupazione in più.

TREgare prima della sosta, ancora venerdì-mercoledì-domenica. Milan e Porto in casa, clienti scomodi e in forma, da regolare senza appello e poi una Samp che in casa ha già battuto la Roma e appare squadra non in vacanza, ma vogliosa di concedersi risultati di lusso. Calendario più tosto di Roma (Palermo e Sassuolo) e Napoli (Crotone ed Empoli) che avranno gli scontri europei con Real e (doppio) Lione. L’obiettivo è assicurarsi i quarti di CL e tenere il +8 alla sosta, per prepararsi alla doppia trasferta di Napoli con la calma dei forti e la consapevolezza del vantaggio da difendere.

QUATTRO – episodi dubbi in area Udinese, anzi non dubbi per i moviolisti (rigore per gomitata di Samir su Alves, ancora rigore per Samir che ha braccia troppo larghe anche dopo il rimpallo, oltre alla spinta su Dybala nella stessa azione e un’altra su Pjaca alla fine). Eppure, zero polemiche, zero lamentele, zero scandali, zero vergogna, zero indignazione, zero giornalisti faziosi che twittano e zero sindaci che difendono la città. Zero veleni oggi (e nei prossimi 10 giorni) sui giornali. Anzi, a dire il vero c’è Delneri che si lamenta, ma non si sa bene di cosa e il solito codazzo di siti e sitarelli antiJuve che titolano “La Juve pareggia grazie a Damato“. Ooook.

CINQUE al pacchetto offensivo. Incastrato, ingabbiato, per nulla incisivo e riluttante a dare una mano al centrocampo e rintuzzare le ripartenze Udinese. Cuadrado non salta mai l’uomo, quando non lo buttano a terra prima di ricevere palla, Mandzukic termina con la peggiore prestazione un ciclo in calo, Dybala cerca vanamente la posizione tra centro-sinistra e destra sparando male da una posizione dalla quale di solito incantava, Higuain non supera la coppia dei -modesti- centrali friuliani. Resettiamo tutto, se no ci sarebbe da preoccuparsi.

SEI – ad Alex Sandro, l’unico che riesce a cambiare passo nella ripresa, dopo un 1° tempo abulico e svagato. Si porta sulle spalle il peso della fascia e dell’iniziativa dalla sinistra, con un Mandzukic non pervenuto e, negli ultimi minuti, un Pjaca tutto fumo. Mette dentro qualche cross in più e compie un paio di recuperi prodigiosi su transizioni rivali che rischiano di affettare una Juve mai così poco compatta.

SETTE- a Dani Alves, il meno arrendevole e il più convinto. Sospinge la manovra sulla destra molto di più di quanto non accada sulla sinistra. Non è un caso se proprio lui e Alex Sandro sono gli unici degli 11 ad aver riposato in Coppa col Napoli. Catalizza l’impostazione bianconera e arriva un paio di volte in area (unico dei nostri) creando presupposti di pericolosità (cross sprecati dagli avanti), la punizione del pareggio e prodromi di rigori che non sarebbero certo stati “scandalosi”…

OTTO punti di vantaggio. Equivalgono a 2 bonus da poter regalare nelle residue 11 gare. Chiuderla già al 5 marzo sarebbe stato eccessivo, così la Juve spreca il match point che a +10 significava poter regalare 3 sconfitte. A +8 qualsiasi Bayern o PSG avrebbero già archiviato Bundes o Ligue1 ma in questa serie A, con quelle trasferte (Samp, Napoli, Atalanta, Roma), con la Champions che speriamo continui, con arbitri sempre traumatizzati dagli “scandali mediatici”, toccherà sudare ancora un po’. Non come ieri.

NOVEal centravantone Duvan Zapata che da discreto marcantonio  con qualche guizzo, diventa sponda sicura e immarcabile, lotta e difende palla su ogni azione offensiva smistando su Fofana e sul partner d’attacco Perica, poi parte in solitaria bruciando Bonucci e difendendo il vantaggio con spalle a braccia per freddare Buffon. 442 scolastico, intenso e tosto che basta a fermare la Juve.

DIECIalla reazione di Allegri e Bonucci quando in TV gli mostrano gli episodi in area friulana. Il mister glissa sorridendo a chi vorrebbe farlo polemizzare, il centrale è così incazzato per la prestazione che manco presta attenzione agli episodi. Che bello se tutti i post-gara fossero così, che spettacolo! Soprattutto, queste reazioni sono l’ovvia garanzia di una squadra che comprende i propri errori, la reale motivazione di una battuta d’arresto e continua a lavorare per evitare altri cali di tensione.