#ZeroDieci – Godiamoci la Juve di Marzo

di Sandro Scarpa |

ZERO è il tempo da dedicare a chi urla, polemizza, starnazza su una Juve che in stagione ha accumulato più di 10 rigori non concessi, 2 gol irregolari subiti, 1 gol regolare non concesso e decine di rossi mancanti agli avversari. Zero è il risalto che gli va dato, tanto se lo prendono da soli. Zero è la credibilità di cui si ammantano. Zero la loro professionalità e imparzialità. Zero è l’impatto che queste urla devono avere sulla nostra goduria, sulla nostra squadra stellare. Dopo il 6-1 Barca-PSG i giornali madridisti, inglesi, tedeschi hanno parlato di ROBO, PISCINEROS, UEFAlona, i nostri “giornalisti” hanno invece criticato chiunque osasse parlare di errori arbitrali dopo un’impresa del genere. Ecco, pensate forse che se fosse finita 1-1 qualcuno di questi avrebbe parlato del rigore su Dybala, pensate che ci sarebbero stati 10 giorni di moviola sul gol in offside di Bacca o una sola riga sul mani del colombiano nella sua area? No! Si sarebbe parlato di superMilan e Juve in crisi di risultati. E invece abbiamo Pioli che vede i rigori a intermittenza, Giuntoli che vede i suoi ma non ha bisogno di vedere quelli contro e Costacurta che “da regolamento è rigore ma per me non lo è“. Ecco, allora godete, anche perché, ancora una volta non abbiamo rubato niente, solo i sogni di tutti gli altri.

UNOè il calcio, lo spettacolo, lo sport, il gioco, la passione che adoriamo e ci muove tutti. Uno spettacolo fantastico, un gioco spietato eppure sincero. Una gara stra-dominata, una partita spettacolare, una #JuveDiMarzo a tratti devastante, poi la delusione, poi l’assedio, poi ancora i miracoli del portiere rivale, poi la paura per la beffa e poi ancora, ancora e ancora, fino agli ultimi minuti, secondi, istanti. E la goduria finale. Che dannato fantastico gioco che è il Calcio!

DUEtiri in porta del Milan, il gol e una paratina facile di Gigi il vecchio, a 100 metri da Gigio il giovane prodigio. Sì, il Milan ha avuto qualche folata, qualche transizione efficace, ha resistito benino, ma alla fine, 24 tiri, 12 in porta, 6 miracoli. Andiamo su, è stato un dominio totale.

TRE – è il ruolo di un Asamoah straordinario, forse il migliore dei nostri. Impeccabile dietro, corridore indefesso e scattista pauroso. Fino alla fine, senza soluzione di continuità, fino al break che spacca il centrocampo Milan con il rosso a Sosa che ci dà quei 30 fondamentali secondi di recupero in più e ci tiene ancora avanti, fino al 95°

QUATTRO – i giorni che si separano da Juve-Porto. Carichi di adrenalina ma anche di tranquillità sul fronte campionato e di attesa folle di vedere anche in Champions una Juve così arrembante, tecnica, intensa e dominante, speriamo senza la stessa sofferenza sul piano del risultato. Potremmo passare anche con un pareggino, addirittura un KO di misura, ma vincere in modo perentorio e brillante darebbe un segnale alle 3 big che al momento sono favorite e ci darebbe un’iniezione di fiducia preziosa per convincerci di essere anche noi, anche in Europa, una big.

CINQUEscudetti che hanno fatto impazzire di gioia noi e di rabbia tutti gli altri, tifosi di strada, di stampa e di TV. Ne vogliamo altri cinque, altri cinque PLEASE!!!

SEI – ad un Pjaca da stropicciarsi gli occhi quando parte e dribbla secco (sempre!) il primo uomo, quando stoppa e mulina le gambe, quando duetta di classe con Pjanic o Dybala, quando ha la personalità di un tunnel col tacco o di un tiro al volo (sbagliato), ma Marko si divora anche due gol, e per passare da 6 a 8 devi abbinare le cose sublimi a quelle semplici ed efficace. Stesso identico discorso per Dani Alves che fa e stra-fa ad ogni singola azione, brillando come nell’assist delizioso a Benatia ma anche andando fuori giri in alcuni passaggi e dribbling fuori misura. Devono crescere, in diverse direzioni, entrambi.

SETTE – ad un Higuain che sembra scomparire dal campo per mezz’ora per poi riapparire con un lampo parato da Donnarumma, e ancora lottare e sgomitare in mezzo a due centrali rossoneri che spingano e sgambettano, per poi riapparire ad un passo dal sigillo personale per due volte negli ultimi concitati minuti. Sette anche a Pjanic che finché ha retto ha guidato una Juve stratosferica e nel finale ha ritrovato lucidità per l’assedio decisivo.

OTTO – a Dybala che fa una mezz’ora messianica dopo gli stenti di Udine. Quando Dybala trova la posizione tra le linee e la velocità di gambe ideale è imprendibile. Sguscia, guizza, accelera, si intrufola e disegna poesie sinistrorse. E poi, al 96° la mette dentro alle spalle del suo Babau personale, l’unico ad avergli parato un rigore in maglia Juve a Doha, per il resto sono 12 su 12 in bianconero. Otto anche a Sami Khedira che fa tutto, imposta basso nella salida lavolpiana in mezzo ai difensori, duetta con Pjanic, appoggia il gioco in fascia, si fa trovare due volte davanti a Donnarumma senza la giusta forza e compie un paio di recuperi prodigiosi dietro. Top player ritrovato. Otto anche a Montella, stile e coerenza nel dopo gara. Quello che Allegri fa sempre, ma farlo da rivale della Juve è più difficile.

NOVE – lo concediamo a Donnarumma. FENOMENALE. A 18 anni da qualche giorno salva almeno 5-6 volte i suoi, talento stellare, sicurezza mostruosa e anche carisma e personalità debordante. Gli si perdona il pathos finale, con le urla e il bacio allo stemma Milan sotto la curva Juve (parecchi baciatori di stemma abbiamo visto anche a 30 anni, figuriamoci a 18…). Probabilmente non avremo la forza di prenderlo, ma fossimo in Barcellona, Bayern e Real oggi stesso consegneremmo una caparra da 80-100 milioni per assicurarci un portiere con 10-15 stagioni davanti che ti fa vincere le gare e i trofei.

DIECI – a tutto ciò, all’epica, al meraviglioso finale thriller e meritatissimo. A questa squadra che è arrivata a 31 (TRENTUNO!!) vittorie di fila in A in casa (Coppa Italia a parte..), con in panchina Cuadrado, Mandzukic, Alex Sandro, Marchisio, Rugani e Chiellini (!!). 31 volte grazie, 31 giorni o serate di goduria e felicità, quella piccola futile straordinaria irripetibile felicità che ti regala il calcio, e la Juve!