Zaza s'inceppa nell'Italia B: le statistiche

di Alex Campanelli |

Praticamente tutti, dalla stampa ai tifosi passando per gli addetti ai lavori e ovviamente anche Antonio Conte, si aspettavano molto da Simone Zaza ieri sera; l’impatto devastante del numero 7 azzurro contro la Svezia, prestazione di grande cuore e lotta culminata con lo stacco imperioso che ha dato il la alla rete di Eder, aveva  esaltato la critica che in un attimo l’ha eletto a salvatore della patria, uomo della provvidenza, l’attaccante che l’Italia cercava. Non è andata esattamente così: penalizzato dalla “squadra B” mandata in campo da Conte, da una difficoltà ancor più elevata del solito nel costruire il gioco e da una gara decisamente sottoritmo, Zaza non è riuscito a brillare e trascinare l’Italia fuori dal grigiore che permeava la provincia di Lille. Andiamo a dare un’occhiata ai suoi numeri.

La difficoltà dell’Italia nel servire le proprie punte sta tutta in questi numeri: Zaza e Immobile, rispettivamente con 24 e 19 palloni giocati, sono stati di gran lunga gli azzurri meno coinvolti nella manovra della squadra (sopra di loro Bernardeschi con 36 palloni giocati, poi ben staccati tutti gli altri). Da questo punto di vista il paragone con i bistrattati Eder e Pellé, rispettivamente 33 e 41 tocchi in media nelle due gare precedenti, è assolutamente impietoso. Decisamente sotto il minimo consentito anche la percentuale di passaggi riusciti (67%, solo De Sciglio e Bernardeschi hanno fatto peggio) e il numero totale di appoggi, 15, meglio solo del compagno di reparto Immobile e di Sturaro.

zaza irlanda heatmap

Due sono le indicazioni principali che si possono trarre dalla heatmap di Zaza: la posizione media decisamente bassa, con poca presenza in area e molta nel cerchio di centrocampo o addirittura nella propria trequarti, e il solito forsennato pressing a tutto campo, contrastando un po’ qua e un po’ là per tamponare le iniziative avversarie. A tanta foga però, almeno in questa occasione, non corrisponde un elevato contributo alla causa azzurra. Appena 3 duelli vinti su 14, un duello aereo vinto su 6, un solo pallone recuperato, un fallo subito e 7 fatti: numeri che mai verrebbero accostati a un giocatore che fa della forza fisica e della grinta due delle sue armi principali.

Davvero poco anche del punto di vista offensivo: 12 passaggi effettuati nella metà campo avversaria, nessun key pass e la miseria di un tiro in porta, la girata volante su assist di De Sciglio a metà ripresa, col pallone spentosi alto sopra la traversa.

Al di là dell’Italia poco convinta e molto sperimentale scesa in campo ieri sera, Zaza ha disputato una delle gare per lui più negative in questa stagione; tanta foga ma poca convinzione, tanta voglia di spaccare il mondo ma poca lucidità, in generale poca intesa coi compagni. Allegri lo ha spesso definito un’arma capace di spaccare le partite, un ragazzo che invece fa più difficoltà a rendersi pericoloso nell’arco dei 90′, osservazioni che Zaza finora ha decisamente confermato anche in azzurro.