Caro Zaza, hai vinto tu

di Juventibus |

di @Giaduzzola90

Non ti volevo.
Lo ammetto.
Ma chi è questo energumeno antipatico e burbero come pochi con la maglia neroverde che ogni volta che gioca ci mette la foga di un toro, per niente composto e anzi disordinato negli interventi, ogni scivolata che fa è un giallo e fa brutto appena gli si dice qualcosa?!
Dai ma mica ci serve uno così!
Quanto mi sbagliavo Simone, quanto.
Un’altra stagione comincia
Via Carlitos
Via Andrea
Via Arturo
Via Nando
Dentro esperienza: Sami, Mario
Dentro promesse: Paulo, Daniele
Dentro giovani: Stefano e tu Simone.
Mi stavi tremendamente antipatico, ma ora con quei due colori addosso ora un po’ di meno
Ma non credere che tu mi abbia già convinto eh.
Inizia la stagione
Inizio disastroso
12 punti nelle prime 10 partite
Lo sconforto, l’amarezza
In uno di quei pareggi c’è anche la tua firma; ma il Frosinone e Blanchard mi hanno offuscato il ricordo. Rimandato.
Arriva poi quella musichetta che tutti sogniamo, la Champions: un girone difficile, ma non impossibile se nonostante le clamorose sbandate in campionato, ti ricordi di essere la squadra vice campione d’Europa.
È proprio in una di queste partite, Simone, che te lo ricordi anche tu. E allora subentri dalla panchina. E allora segni.
Caro ragazzino di Policoro mi stai facendo vacillare, ti avverto.
E poi ritorna il campionato e proprio un girone esatto fa: la svolta.
Proprio contro quella squadra fucina di talenti, sempre sotto l’occhio vigile degli osservatori bianconeri, proprio la tua ex squadra, Simone.
I “vecchi” si fanno sentire
I “giovani” si risvegliano
Ma per te ancora poco spazio, perché hai un argentino dai piedi d’oro davanti, uno spagnolo che se anche non brillante e con tanti pensieri in testa si fa valere e un omone croato che..che..che te lo dico a fa’!
Nonostante tutto ti ritagli il tuo spazio, segnando la tua prima doppietta in Coppa Italia, contro i cugini granata
Un sogno, la perfezione, la goduria
E ti assicuro dallo stadio ancora di più.
Basta.
Hai vinto tu.
Mi hai conquistata.
Hai spazzato via tutti i miei pregiudizi, tutto il mio scetticismo
Una doppietta a LORO non può lasciarti indifferente.
Passano un paio di mesi e le sirene di mercato invernale sono ormai lontane, come le tante panchine.
Arriva quella che per tutti è LA partita, ma per noi è una delle 38 da disputare, tuttavia importantissima da vincere per ritornare dove ci compete.
Partita difficile, molto tattica, sembra che i due allenatori si divertano a giocare a scacchi, inducendo al pensiero di tutti un finale quasi già scritto
E invece…
Subentri dalla panchina (ormai il tuo marchio di fabbrica, cos’hanno alla base le panchine dello stadio le duracell?! :grin:) e
all’88esimo minuto prendi il pallone e al limite dell’area scagli un siluro che si insacca alle spalle di Reina
È il delirio.
È la consacrazione.
Non c’è più nessuno ormai che, a quel gol così pesante, non abbia esultato con te e per te.
E nel (quasi) giorno di San Valentino mi hai fatta definitivamente innamorare.
E allora caro Simone sai cosa ti dico?!
Ti dico che:
dal vivo sei una bestia, un energumeno antipatico e burbero (all’apparenza), che ogni volta che gioca ci mette la foga di un toro, per niente composto e disordinato negli interventi, ogni scivolata che fai è un giallo (ma ora non più ti sei affinato e stai crescendo) e ogni volta che ti si dice qualcosa fai brutto.

Quest’anno uno così ci serve.
Ci è servito.
Ci servirà.
Simone Zaza, quel ragazzone lucano che mi ha fatto ricredere.

D’altronde solo gli stupidi non cambiano idea.