Zanimacchia e le motivazioni da ritrovare

di Massimiliano Cassano |

Si può dire che nel calcio siano le motivazioni a incidere di più sulla prestazione. La gara di ieri sera contro il Cagliari certamente non aveva nulla da dire sul piano mentale (oltre che fisico), visto che arrivava tre giorni dopo il titolo di Campioni d’Italia conquistato dai bianconeri, che hanno – giustamente – festeggiato e goduto di giorni di riposo dopo il match con la Samp. Non stupisce quindi che a brillare nella notte della Sardegna Arena siano stati in particolare i giovani dell’Under 23, convocati da Sarri per far rifiatare gli uomini della prima squadra.

Peeters, Muratore, Olivieri e soprattutto Zanimacchia hanno provato a prendersi la scena in una delle rare occasioni che gli verranno concesse per mettersi in mostra in Serie A. Su tutti è balzata all’occhio la prestazione, appunto, di Luca Zanimacchia, esterno offensivo entrato al 16′ al posto di un opaco Pjanic. Da subito propositivo e desideroso di avere il pallone tra i piedi, il 22enne di Desio (10 chilometri a nord di Monza) ha dato la scossa a una partita polverosa e stantia, con la sua voglia di dimostrare di poter essere da Juve. In 29 minuti giocati, 31 tocchi, 93% di precisione nei passaggi, 7 cross in area e un key pass, dimostrazione che Luca è in grado di offrire una prestazione di qualità anche in pochi minuti. E poi, 3 contrasti vinti, 2 falli subiti dopo percussioni solitarie e un tiro – e che tiro – che ha fatto sobbalzare noi tifosi e che si è rivelato l’unico acuto bianconero degno di nota dell’intero match.

Una partita del genere la giochi solo se sei ben motivato, se hai quel fuoco dentro che ti fa sentire il peso – ma anche il privilegio – di vestire la maglia della Juventus. La differenza con alcuni elementi della squadra sta tutta qui, tra chi ce la mette tutta, perché vede la Juve come un obiettivo ancora da raggiungere, e chi sta iniziando a darla per scontata, scivolando nell’opacità di prestazioni via via sempre più incolori. Come in un matrimonio, dopo tanti anni insieme ci sta che subentri un po’ di ruggine: per evitare il divorzio, però, serve darsi una scrollata, prendere esempio dagli Zanimacchia di turno, e ritrovare la voglia di stare in campo e rappresentare la Juventus. Il giovane esterno ha sempre dovuto guadagnarsi tutto da sé, senza l’aiuto di nessuno. Fino a quattro anni fa giocava in Serie D con la maglia del Legnago, e proprio grazie a quella stagione il Genoa lo notò e lo acquistò, strappandolo alla Juve, che a Vinovo gli aveva anche fatto sostenere un provino.

Un legame che sarebbe nato due anni più tardi, con il trasferimento nell’Under 23. Lì Zanimacchia ha vinto da leader la Coppa Italia Serie C di quest’anno. Non sappiamo se il futuro sarà roseo per lui, glielo auguriamo, ciò che è certo è che giocatori con la sua voglia servono a dimostrare – e a ricordare – cosa significhi stare alla Juventus, con lo spirito di voler impressionare, colpire, meritarsi ogni giorno di essere lì. Perché stare alla Juve è un privilegio, non un diritto. Per nessuno.


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