Willkommen zurück Emre / Bentornato Emre

A distanza di 37 giorni dall’intervento chirurgico (era il 29 ottobre) è tempo di riabbracciare il nostro Emre, tornato finalmente in gruppo e con una voglia matta di mettere minuti in corpo. Per il centrocampista tedesco adesso dovrà finalmente parlare il prato verde. “Felice di essere tornato con i ragazzi. Grazie a tutti i tifosi per il vostro supporto durante la mia guarigione. #ForzaJuve”. Emre Can, tramite il suo profilo Instagram ufficiale, ha condiviso una settimana fa la gioia di essere tornato ad allenarsi alla Continassa, ringraziando anche i tifosi per la vicinanza mostratagli in un momento così delicato. Pronosticato per la metà di dicembre, il rientro del centrocampista vive sui segnali che giungono all’allenatore e allo staff dal 23 bianconero sono incoraggianti, e la buona prova fornita in amichevole, con tanto di gol – una dolce eccezione per lui – sono la conferma che Emre c’è e, da buon fighter, vuole bruciare le tappe.
In una club come la Juventus, sempre competitiva su tutti i fronti, c’è bisogno delle energie di tutti per arrivare al top nei momenti decisivi della stagione. Momenti che abbiamo nel mirino, ma che devono ancora arrivare. Proprio per questo il recupero di Can è una manna dal cielo per la squadra e per l’ambiente, il quale adesso potrà pensare di affidarsi anche ai muscoli del tedesco. In un reparto dove ci sono grandi uomini ma non abbondanza, si tratta di un rientro fondamentale: sia per permettere ai vari Pjanic, Bentancur e Matuidi di tirare un po’ il fiato, sia per capitalizzare al massimo la “nuova” risorsa di Allegri.

Emre Can? Deve giocare ed adattarsi”, in questa maniera Allegri si esprimeva alla vigilia della terza di Serie A sul suo mediano, e viste le sole 3 presenze da titolare e i 10 gettoni complessivi, queste parole a distanza di mesi suonano ancora come nuove e attuali. Le sue qualità, e la sua prepotenza fisica, sono fuori discussione, ma per adesso a Torino si è appena intravisto il Can di Liverpool. Su più fronti Emre viene considerano il clone del connazionale Khedira, ma la sua maggiore propensione difensiva e il vizio del gol non proprio eccelso (17 reti in 201 gare da professionista), lo configurazano come calciatore di grande sostanza, all’occorrenza utile anche a blindare il pacchetto arretrato.

Fino a qui, fino a 37 giorni fa, Max Allegri lo ha impiegato in varie posizioni in mezzo al campo, il tutto a conferma di un’altra sua riconosciuta qualità: la duttilità. Nelle occasioni in cui è partito titolare in bianconero ha agito due volte da mezz’ala e una da perno centrale del centrocampo a 3, rivelandosi una buonissima seppur diversa alternativa a Pjanic. Gli inserimenti “alla Khedira” – per rimanere in casa nostra – e la velocità di circolazione della palla sono cose su cui il tecnico bianconero insisterà molto, per plasmare così un jolly completo in grado di ricoprire tutti i ruoli della mediana senza perdere di efficacia.
Considerati i soli 24 anni, la stoffa c’è, ma nel frattempo, prima della smania, c’è un un solo messaggio… Willkommen zurück Emre!

di Giacomo Nannetti