West Ham-Juve 2-3: Allegri toglie le rotelle alla bicicletta

di Juventibus |

di Mattia Demitri

West Ham-Juventus ci offre la prima vera sbirciata sulla stagione imminente. L’amichevole al London Stadium sa di Europa, e le line up del primo tempo sono da gara ufficiale. La partita ci mostra fin da subito quale sia l’ideale che Allegri vuole perseguire, 4312, un difensore in meno, un centrocampista in più: squadra ragionatrice in basso, dinamica e verticale mentre sale, pochi tocchi, palla che si muove più veloce del solito, tutto all’insegna della qualità tecnica.
Subito una particolare notevole: Pjanic vertice basso a fare il regista. Alex Sandro, Rugani, Benatia, Alves in difesa. Questo quintetto di piedi buoni garantisce un upgrade critico nel giro palla basso: la palla (almeno oggi) va realmente dove vogliono loro, e la manovra non è “guidata”, condizionata, dalle imprecisioni.
La Juventus appare in assoluto controllo nella propria metà campo, una sensazione nuova e piacevole.
A possesso consolidato, gli esterni brasiliani sono molto propositivi, come il libretto delle istruzioni del 4312 indica, Pjanic gioca spesso in verticale su di loro o su Dybala. Vediamo così le mezzali, Asamoah e Lemina, che stringono per dialogare con l’argentino. Davanti si ritorna con nuovi interpreti al meccanismo che portò fino in finale a Berlino nel 2015, Dybala riferimento sulla trequarti, Mandzukic che lavora di sponda in sua funzione, e Pereyra ad incunearsi negli spazi.
Il primo tempo è veramente incoraggiante, non si nota la superiorità atletica degli inglesi, il cui campionato inizia fra una settimana. I bianconeri sono incalzanti, si presentano spesso in area con una manovra che sorprende per fluidità ed efficienza, pochi tocchi, la palla si muove in verticale e raggiunge spesso l’uomo libero sul lato scoperto (il cosiddetto lato debole, quello sul quale non è posizionata la sfera). Il primo gol nasce così: cross dalla trequarti di Dani Alves sul secondo palo, sponda di Mandzukic, Dybala a rimorchio.
Secondo gol ancora da destra, giocate a un tocco in verticale tra Lemina e Alves che liberano Dybala palla al piede. Dopo pochi istanti sul lato opposto Mandzukic deve solo battere il portiere.
Dani Alves sembra già imprescindibile, è decisivo nei cambi di gioco, anche nell’ultimo terzo di campo pesca molte volte con precisione l’uomo sul secondo palo.
Nel secondo tempo, ancora difesa a 4, nonostante l’ingresso di Chiellini e Barzagli. Sembrerebbe proprio che la main road sia stata tracciata. Forse. Fa il suo esordio un gargantuesco Higuain, entra anche Pjaca al posto di Dybala, e si rimane con l’assetto di partenza (4312), niente albero di natale quindi. La partita ora sembra piu un’amichevole, il ritmo scende e i carichi di lavoro si fanno sentire, il West Ham rimonta con Carroll che sovrasta tutti in area per due volte. Esce Pereyra, e Allegri ci mostra un’altra sfumatura di Pjaca, il croato va a finire dietro le punte con Zaza a far coppia con Higuain. Nel finale spazio a molti primavera e al 352, entra Marrone e come ogni anno ci fa dubitare del suo destino, apparecchiando con un lancio “a lá” Bonucci il match winner per Zaza.
Nel complesso una prestazione da incorniciare, al di là del punteggio, Allegri sembra aver ben chiaro in testa cosa fare con i pezzi pregiati che gli sono arrivati, sa che può osare, andare più veloce, e per farlo sta togliendo le rotelle dalla bicicletta.