Welcome Pep (deduzioni e considerazioni di un lettore)

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Jorge Ponzu

È successo quello che ci si aspettava, quello che alcuni volevano sentirsi dire, quello che i più attenti hanno saputo leggere tra le righe degli eventi.

Se per alcuni il video di Guardiola sul sito ufficiale del Manchester City ha rappresentato una croce sul suo approdo alla Juventus, per altri ha sancito la fine di una tormentata ma eccitante attesa.

Il City non naviga in buone acque, ha grossi problemi, ben più grossi di Guardiola, da gestire; e ha dovuto fare il gioco necessario per cercare di non affondare, dare dimostrazione di forza agli occhi dei suoi tifosi, nel momento di maggiore fragilità.

La spada di Damocle della sentenza UEFA è lì ad attenderli e il ricorso al CAS ha semplicemente offuscato la visuale della tifoseria che si vanta di avere un club “bigger than yours” e che non ha paura di affrontare gli ignobili ladri dell’UEFA che vogliono eliminarli dal calcio che conta.

“Ladri”: perché loro sono “onesti”, non hanno fatto nulla di male, sono semplicemente ricchi e quindi possono iniettare soldi da qualsiasi poro dello sceicco nel club e chi li biasima è solo invidioso.

Purtroppo tifoserie senza storia che improvvisamente si ritrovano nell’elite del calcio mondiale non hanno la lucidità di ragionare coscientemente. Tutto gli è dovuto e qualsiasi punizione appare ingiustificata.

Cerchiamo di capirli, poveri ragazzi.

Capitolo video odierno:

Avendo già i c***i da pelare di cui sopra, il City prepara una exit strategy che suppone essere la meno dolorosa.

Il video è un’autocelebrazione che però non avviene sotto forma di documentary. Assolutamente no. Viene data in pasto ai tifosi (che noi educatamente comprendiamo nel momento del disagio) uno degli artefici delle loro recenti glorie nazionali.

Che – casualmente- corrisponde al nome di Pep Guardiola.

In un video di circa 23 minuti spiega e parla alle telecamere di svariati argomenti calcistici, che non vi elenco o racconto (guardatevi il video se volete) includendo diversi messaggi subliminali che pochi hanno carpito.

Certamente si sono celebrati i successi, analizzati momenti difficili, giustamente valorizzato la qualità (in termini di competitività) della premier league (il tutto intervallato da diversi “until the end” piazzati qui e lì in momenti chiave della “filippica” di Guardiola.)

Guardiola che, parlando indicativamente, il giorno dopo la finale di FA Cup o giù di lì, reitera la sua fedeltà ( mascherata sufficientemente bene) di essere ancora il cardine dei Citizens.

Perché il City manda tale messaggio al mondo, venerdì 7 giugno?

Chiaramente vuole dimostrare una posizione di forza agli occhi di tutti, prima “affrontando” a muso duro la UEFA e poi mandando in pasto alle iene Pep come il Leonida del giorno che non molla di un centimetro anche quando tutto sembra perso.

Quali conclusioni trarre da tutto ciò?

Il City ha capito che la sfida da gestire non è contro Pep Guardiola, gli allenatori vanno e vengono. Le sanzioni marchiano e lasciano ferite che resteranno molto più a lungo, se mai verranno curate.

Così è stato meglio autocelebrarsi attraverso le parole dell’allenatore dei recenti successi anziché perdere totalmente credibilità cadendo in entrambe le battaglie.

Welcome Pep