W la SuperLega, che il dio calcio la benedica!

di Sandro Scarpa |

La Superlega esplode in un giorno movimentato e in una notte storica!

Si sa tutto sui 12 club che hanno fondato una nuova era del calcio, inclusi il format, le polemiche e le minacce di UEFA e Federazioni affiliate.

La SuperLega non è una mossa strategica per “trattare” con la UEFA e ottenere condizioni favorevoli per la nuova “Champions League”. Un evento del genere, con 12 top club che fanno deflagrare tutto con comunicati simultanei e con capi di stato (Macron, Johnson) che tuonano contro, non è una mossa, è una BOMBA ATOMICA!

Cosa accadrà ora? Le Federazioni squalificheranno i reietti? I calciatori dell’élite saranno banditi dalle nazionali (con gli Europei tra 2 mesi)? Difficile. Squalifiche del genere potevano accadere in altre ere dello sport con strappi storici e sanzioni memorabili, ora non è possibile, perché ci sono i soldi, tantissimi, una valanga.

E’ credibile una Premier con contratti miliardari che mette al bando le BIG SIX? E’ immaginabile che gli sponsor di Liga accettino, per il bene dello sport e delle regole, l’estromissione di Real, Barca e Atletico? Una Serie A senza Juventus (l’abbiamo già vista), Inter e Milan, che volume di affare avrebbe, in epoca post-Covid? Pensate ad una UEFA che decida di fare una sua Champions escludendo i 12 club che hanno vinto il 90% dei titoli nell’era moderna e portano il 90% di ricavi. E come potrebbero le federazioni squalificare ora i 12 club -che non hanno ancora trasgredito alcuna regola- senza essere sommersi da ricorsi miliardari?

Dopo uno sconquasso così prorompente, dopo un passo in avanti così gigantesco, anche se ipotizzato da anni, c’è perplessità: giusto o sbagliato?

UEFA, Federazioni, Politici e Giornalisti hanno subito cavalcato il classico populismo antistorico (sanno fare altro?):

  • Pochi club distruggono il calcio pensando solo al proprio interesse: dichiara UEFA e FIFA tuffandosi nei soldi intrisi di sangue del Qatar,
  • Il merito sportivo non può essere distrutto così! Dichiara la Liga denunciando i 3 club che hanno occupato i primi 3 posti negli ultimi 10 anni
  • Ammazzano il calcio per soldi! Dichiarano le TV che decidono date, orari e calendari perché hanno cacciato i soldi!
  • Un baraccone egoistico che calpesta le regole! Si dichiara nel Paese in cui i tornei vengono decisi da ASL, Laboratori, Coni e baracconate!

Eppure cosa cambierà?

Se i tornei domestici resteranno tali (o morte certa senza l’80% di audience e soldi di chi finanzia il player trading) a soccombere sarà la Champions, quella competizione che fa brillare gli occhi per 5-6 gare l’anno e che dovrebbero essere invece 40-50 ora. Quella stessa Champions che vede in semifinale City e PSG, una bandita per 2 anni e salvata dal TAS a colpi di cavilli e carte bollate, l’altra che paga miliardi per avere giocatori grazie ai soldi di Fondazioni ed Enti del Turismo.

Diciamo la verità: il calcio è in crisi irreversibile. Senza una mossa del genere sarebbe collassato. Pagare 150 milioni un cartellino, dare 20 milioni ad un 20enne per fargli giocare solo 4-5 big match l’anno è roba da sceicchi che si divertono con risorse illimitate, avulse dall’autofinanziamento di un sport che dovrebbe PRODURRE ricavi, non bruciare debiti. I ragazzini preferiscono vedere gare di FIFA e PES piuttosto che tornei domestici con i soliti 4-5 big match l’anno e altre gare -sportivamente importanti- con poche migliaia di tifosi allo stadio o in TV. Il campanilismo resterà, le “favole” sportive resteranno (che poi il Leicester era di un super-miliardario thailandese mica un’associazione sportiva di quartiere, l’Atalanta. è di Percassi nei top 30 di Forbes, mica un oratorio bergamasco). Il calcio proverà ad essere più show, più bello esteticamente e più ricco. E in mano ai Club, a chi mette i soldi e li rivuole indietro, non in mano a Federazioni che fanno disastri con pause nazionali, giustizia sportiva ridicola e mazzette varie.

E la Juve?

Se le federazioni terranno duro ed escluderanno le big (restringendo il volume d’affari al 10-15% dell’attuale) la Juve avrà vinto 9 degli ultimi 10 scudetti “seri” e proverà invece, all’interno di un sistema calcio più livellato in cui il gap economico rispetto agli altri tornei non ci sarà più e quello “commerciale” sarà tutto da rivedere, a vincere una SuperLega in Europa, lì dove non vince da 25 anni e dove, nonostante sforzi ciclopici e grandi stagioni non è riuscita comunque a colmare sul campo la differenza economica abissale.

Siete ancora indecisi?

Fatevi un giro qui per capire da che parte stare:

 

 

W LA SUPERLEGA!