Intervista a Marcel Vulpis: C.Ronaldo, i diritti tv e lo stadio

di Giacomo Scutiero |

Ancora in piena e dolce preparazione mentale su CR7, abbiamo rivolto giustappunto sette domande al direttore di Sporteconomy.


1) La Juventus è l’unico club italiano col piede sull’acceleratore in direzione top club europei. Che valore ha in questo senso l’acquisto di Cristiano Ronaldo?

L’arrivo di Cristiano Ronaldo è prodromico al progetto di internazionalizzazione del brand Juventus in Asia. Non a caso il calciatore lusitano ha stretto un accordo con la MintMedia di Peter Lim che, nel 2015, ha acquisito i diritti per lo sfruttamento della sua immagine nel Far East; questo contratto scadrà in concomitanza con la fine del rapporto con la Juventus, tra 4 anni.
È probabile che CR7 possa essere utilizzato soprattutto per la stipula di “regional sponsorship”, ovvero contratti commerciali collegati a mercati specifici (da parte del management bianconero).

2) Andando oltre le cifre della fattispecie, dove/come la Juventus può sensibilmente incrementare i ricavi ed in quanto tempo?

Il tempo è strettamente collegato alla durata del contratto ed anche all’età del calciatore, già trentatreenne. La Juventus deve correre, perché un quadriennio è un periodo medio-breve come sodalizio.
Come spiegavo già sopra, mi aspetto un rafforzamento della Juventus soprattutto in Asia, dove marchi calcistici del calibro di Manchester United, Real Madrid, Barcellona e Manchester City si stanno muovendo molto bene in ambito marketing.

 

3) La Juve sarà svantaggiata dal nuovo accordo sui diritti televisivi. Quale sarà l’impatto di C.Ronaldo sul prodotto Serie A?

I diritti tv del calcio italiano sono stati assegnati poche settimane fa, prima che arrivasse CR7. È chiaro che, se questa operazione fosse stata ufficializzata prima, oggi gli stessi diritti avrebbero un altro valore almeno per il prossimo triennio di riferimento.
L’impatto più in generale sarà soprattutto sotto il profilo mediatico e sul ticketing, in occasione delle trasferte con il resto del plotone della Serie A (19 club).
4) È possibile stimare quanto la Juventus ricaverà dalla vendita della maglia n.7?

È troppo presto per prevederlo; dipende da una serie di fattori diversi tra loro, ma assolutamente concatenati. Trovo però difficile che siano state vendute 500mila maglie, come leggo su molti giornali. Non è tecnicamente possibile.

 

5) Dal punto di vista finanziario, l’affare C.Ronaldo è più un alto rischio o un investimento sostenibile?

Ce lo diranno i bilanci della Juve dei prossimi anni. Per me contano i dati, i numeri. E valuteremo anche la crescita percentuale e in termini di valori assoluti delle diverse aree di ricavo di anno in anno.

 

6) Per la maggior parte dei tifosi, l’Allianz Stadium ha un limite: la capienza. Andando oltre l’argomento tecnico, è auspicabile un ampliamento o questa non è una discriminante?

Assolutamente auspicabile. Credo di essere stato il primo giornalista a sottolineare questo “minus”, ovvero la capienza della struttura. La Juventus meriterebbe un impianto da almeno 65mila persone. Minus ancor di più alla luce dell’arrivo di CR7; tutti vorranno ammirare le imprese del calciatore della nazionale portoghese.
È mancato coraggio in fase di progettazione dell’impianto, auspico che la Juventus lo ampli in tempi non biblici.

 

7) Se il livello del campionato italiano (per strutture, club, classi dirigenti) restasse questo per un altro lustro, alla Juve converrebbe continuare a parteciparvi? E quali sono gli unici club italiani in scia bianconera (seppur alla lontana)?

L’idea di una Super Lega gira da molto tempo nel settore, ma ad oggi è impossibile tecnicamente. Ogni volta che se ne è parlato, UEFA è corsa ai ripari aumentando i ricavi da Champions da redistribuire tra le 32 squadre partecipanti. L’unica cosa che posso dire è questa: la Juventus inserita nella Premier League oggi fatturerebbe almeno 100-130 milioni di euro in più tra diritti tv, commerciali e da gare.
Inter e Roma sono i due club che possono più avvicinarsi in misura prospettica alla Juventus. Il club nerazzurro per la forza economica della sua proprietà cinese, la Roma perché sta crescendo molto in diverse aree e la presenza nella semifinale di Champions dell’ultima stagione conferma la bontà del progetto sportivo.
 

Grazie a Leonardo Dorini per la collaborazione all'intervista