Voti pindarici: Juventus-Manchester City

di Andrea Pegolo |

Buffon – voto 6,5

Dopo la settimana di festeggiamenti per il suo passato (20 anni di carriera), lui risponde “Presente!”, tuffandosi ancora una volta verso il futuro, con l’aiuto dell’istinto e del palo.

 

Barzagli – voto 7

Gli ammericcani ci fanno un baffo. Altro che USA, lo scudo spaziale più efficace del mondo è made in Italy, ubicato a Torino. Contrattacca da terra e cielo, intercetta qualsiasi cosa, sia essa invisibile, come i bombardamenti dei “gufi”, sia essa ben visibile, come le offensive degli alieni verdi fosforescenti… In pratica, per chiunque osi sfidarlo sono solo razzi amari!

 

Bonucci – voto 6

Non impeccabile in fase d’impostazione. In copertura invece se la cava bene, anche perché in campo non c’è “El Kun”, ma solo Sergio Aguero, l’ex genero di Maradona.

 

Chiellini – voto 6,5

Riecco il Gorilla, uscito sano e salvo dalla nebbia, sceso incolume dall’Empire State Bulding. Rieccolo grintoso ed essenziale, come piace a me: finalmente un Gorilla che parla coi fatti e, per imporsi, non ha bisogno di ricorrere a sceneggiate da cinematografo.

 

Lichtsteiner – voto 6,5

Nulla di eclatante (a parte la splendida accelerazione che ha rischiato di sfondare il muro del suono), ma dà una sensazione di solidità che in partite così “aperte” funge da ansiolitico.

 

Alex Sandro  – voto 7,5 MVP

Se continua così, occorrerà aggiungere sul retro della sua maglietta il simbolo “&”, tra “Alex” e “Sandro”. Già, perché il brasiliano corre e lotta per due, sdoppiandosi con nonchalance tra il ruolo di terzino e di ala pura.
L’ennesimo assist (ulteriore tassello verso la doppia cifra) lo consacra MVP… pardon, li consacra MVPs.

 

Evra (SUB) – senza voto

Gioca pochi minuti, ma sembra ringiovanito di dieci anni. Un po’ di sana competizione evidentemente non guasta.

 

Marchisio – voto 6

Impreciso e pasticcione, ma tatticamente inappuntabile: è lui il fulcro della leva calcistica.

 

Sturaro – voto 6,5

Fino a questo punto della stagione, Stù era passato alle cronache solo per l’uso reiterato del polsino. Oggi, invece, a dispetto dei suoi 22 anni, dimostra che sotto il polsino c’è un polso che non solo batte, ma talvolta è anche in grado di governare la situazione. Speriamo che non sia un episodio sporadico, come fu quel celebre Juve-Real.

 

Pogba – voto 7,5

“Pogba è spettacolare: si muove come una pantera e ha movenze da cestista. Ricorda Kevin Durant”. Si esprimeva così Dino Meneghin in un’intervista rilasciata a Tuttosport il mese scorso. Ecco centrato il punto (dalla lunetta), Pogba non può assomigliare a nessun calciatore del passato, è qualcosa di diverso, un’assoluta novità: le sue giocate rompono gli schemi e ridefiniscono la teoria… Chissà, forse un giorno non si chiamerà più football, ma Pogball.

 

Mandzukic – voto 7

Ecco il bomberone croato con l’argento vivo addosso che ci era stato annunciato l’estate scorsa. Eccolo combattere su ogni fronte, in ogni fase, con ogni mezzo, senza rinunciare al senso ultimo del bomber: il gol.

 

Morata (SUB) – voto 6

Giocate da 8, giocate da 4. In poco più di mezz’ora fa tutto e il contrario di tutto. Insomma, detto in gergo boskoviano: “Morata è cinghiale impazzito chi sale e scende di collina”.

 

Dybala – voto 6,5

E’ pronto, non c’è bisogno di aspettare anche un tunnel a CR7 o un sombrero a Neymar per capirlo.

 

Cuadrado (SUB) – senza voto

 

Allegri – voto 7

Tiene fuori Cuadrado e Morata, suscitando pericolosi mormorii iniziali. Il campo gli dà ragione, mostrando una Juve solida, equilibrata e coraggiosa.