VOTI PINDARICI Juventus-Empoli 1-0

di Andrea Pegolo |

Buffon – voto 6,5
Puntuale, umile, concentrato. Dopo il triplice fischio eguaglia il record di 90’ d’imbattibilità, detenuto da 4 milioni di portieri: è solo pensando un passo alla volta che si raggiungono traguardi lontani e si diventa il migliore.

 

Rugani – voto 7
No, no, quel piccolo “24”, posizionato in alto a destra sul viso angelico del nostro numero 24, non è certo un giochetto di sovrimpressioni televisive… Chi ha il terzo occhio riesce a vederlo davvero! Indica la crescita esponenziale del Ruga, sempre attento sull’uomo, sempre preciso nelle diagonali e, soprattutto, sempre più roccioso (ahhh, la forza della consapevolezza!).

 

Barzagli – voto 6,5
Buttato al centro del mare, si dimostra un faraglione insormontabile, anche se ogni tanto perde il senso della misura… D’altronde, ci vuole tempo prima che gli agenti atmosferici plasmino la forma definitiva della roccia, ricollocata in un nuovo contesto.

 

Chiellini – voto 6,5
La volta precedente è uscito dopo mezz’ora, oggi dopo un’ora… Considerato che la matematica non è un opinione, la prossima dovrebbe durare novanta minuti… Speriamo, almeno! Perché, oltre alla matematica, anche l’agonismo del Chiello non è un’opinione: serve come i numeri dei campioni.

 

Cuadrado (SUB) – voto 6,5
Cuadrado ha l’argento vivo addosso. Cuadrado ha l’argento vivo addosso. Cuadrado ha l’argento vivo addosso. Cuadrado ha l’argento vivo addosso. Cuadrado ha l’argento vivo addosso. Etc. Ecco cosa avrebbe scritto Jack Torrance, se fosse al mio posto nella redazione di Juventibus, invece che all’ Overlook Hotel.

 

Marchisio – voto 6,5
Una prestazione da veterano: non corre mai a vuoto, è sempre ben posizionato, gioca di testa, dopo essersi debitamente appropriato della reminiscenza di certi suoi predecessori. Con un po’ più di qualità nel tiro e nella verticalizzazione avrebbe meritato un voto superiore.

 

Lichtsteiner – voto 6
L’express svizzero ha gamba, anzi ruota ferrata, è in forma, si propone al cross e al tiro, ma in fase difensiva deraglia ingenuamente sulle finte avversarie, guadagnandosi tra l’altro un giallo. Comunque c’è ancora troppa distanza tra questo Licht e quello che faceva impallidire i macchinisti dello Shinkansen.

 

Evra – voto 6
Gara giudiziosa, senza picchi ed ecco un 6 “alla Pessotto”, per non dire “alla Padoin”.

 

Pogba – voto 7,5 MVP
Tanti errorini, troppi leziosismi, eccessi di foga, ma tutto gli si deve perdonare perché non solo copre il campo come nessun altro, ma sono sue tre delle quattro giocate bianconere più belle del match: i due assist per Mandzo e quella parabola schizofrenica che avrebbe meritato di intersecare le maglie della rete.

 

Pereyra – voto 5,5
La domanda nasce spontanea: sul suo passaporto c’è scritto nato a San Miguel de Tucumán o nato a Caterville? Dopo l’ennesima prestazione impalpabile, il dubbio è lecito.

 

Asamoah (SUB) – voto 6,5
Entra subito in partita, con gamba, grinta e sangue freddo. Anche se non ci sarà mai un suo cimelio all’interno del J-Museum, merita comunque la juventinità a vita.

 

Mandzukic – voto 6,5
Finalmente fa il suo dovere: segnare un gol, tanto più decisivo. Tutto il resto, per quanto mi riguarda, è noia. #StaiManzoCiPensailMandzo

 

Morata – voto 7
Quando vola palla al piede è inarrestabile e si libra con inaspettata leggerezza nel cielo artistico di Gianmaria Testa, laddove “Lasciano tracce impercettibili, le traiettorie delle mongolfiere e l’uomo che sorveglia il cielo non scioglie la matassa del volo e non distingue più l’inizio di quando sono partite”. A proposito di traiettorie, la più bella, galattica, sappiamo solo dov’è finita: schiantata contro l’infausto destino, peccato!

 

Allegri – voto 6,5
1-0, senza patemi, contro un avversario di tutto rispetto, che gioca sempre a viso aperto (e se tutti in Italia si comportassero così, saremmo più forti in Europa!). Ciò che colpisce è l’umiltà nell’approccio alla gara da parte dei bianconeri, che forse è parsa eccessiva per il tifoso ben abituato, ma decisamente ponderata per chi sa come si costruiscono, dalle radici, certe abitudini.