Viva la Juve, forza Sinisa

di Giacomo Scutiero |

Forse molti di noi erano al mare quel sabato 13 Luglio. In città, a Bologna, andò in scena la conferenza calcistica più formativa e terapeutica di sempre.

Siniša Mihajlović non è un uomo ordinario: animoso, ardito, aggressivo, uno che non si confonde tra la folla. Usiamo il tempo presente perché nulla è variato da quel pomeriggio d’Estate; il male ha ferito il corpo, ma non lo spirito.

Sta combattendo come faceva da calciatore, come ha fatto da allenatore con piene energie. Oggi come sempre, più di sempre.
È appropriato ricordare che stiamo parlando di qualcosa che non possiamo comprendere ed a fatica riusciamo soltanto ad immaginare.

La salute consente di godere la vita e la malattia di comprenderla.
La comparsa pubblica è un’azione forte: imbarazzante mostrarsi quando si sta male, c’è spesso voglia di rimanere soli per piangere e non rivelare sofferenza e paura.

Non abbandona il gruppo anche se fisicamente è altrove, non molla.
Spesso capita e capiterà di non poter presenziare, anche se stasera (meteo permettendo) non mancherà allo Stadium, ma comunque si fa sentire: “Ci fa delle lavate di testa niente male in videochiamata”, “Con le telecamere installate al campo, ci segue e corregge in tempo reale”, parole di Riccardo Orsolini.

Mister Sarri non vede l’ora di abbracciarlo.
Quando l’allenatore della Juventus lavorava ad Empoli, Mihajlović trascorse quattro giorni in Toscana per studiarne gli allenamenti: riempiva il blocco di appunti, soprattutto sulla fase difensiva; dopo le sessioni tattiche, i due si chiudevano in stanza a chiacchierare di calcio.

Il Bologna di oggi recupera molti palloni, tira molto in porta e concede poco. No, non è un caso.
Attraverso il tattico De Leo, Siniša trasmette coraggio ed autostima, in una formula insegna ad essere competitivi.

É un allenatore concreto e la Juve ha mai ignorato le sue qualità.
Un doppio corteggiamento senza matrimonio, la prima volta per colpa di Conte: Antonio lasciò il club a ritiro appena iniziato, ma Mihajlović era già stato confermato dalla Sampdoria; l’ultima volta nella scorsa estate, quando era uno dei selezionati per sostituire Allegri.

 

Di questi tre mesi, l’immagine più eloquente è quella del 30 Agosto: Bologna-Spal e gol della vittoria di Sansone al 93° minuto, lui ad imprecare la gioia prorompente.

A noi piace pensare che, da qualche tempo, la citazione preferita da Siniša sia di Winston Churchill: “Niente è più emozionante nella vita che vedersi sparare addosso e non essere colpiti”. Il successo non definitivo, il fallimento non fatale, il coraggio perpetuo. Queste sono le cose che contano.

C’è chi in partenza sa di perdere e si batte comunque, perché pensa che battersi vale più di vincere o perdere.
Leggere ciò non serve di certo a quest’omone.

Viva la Juve, forza Siniša.