Ho visto cose che voi juventini… / 7 – Ti piace vincere facile?

di Giuseppe Gariffo |

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Non è ancora la veste regale con cui ci aspettiamo di veder presto abbigliata la Vecchia Signora, ma è comunque una settimana con spunti interessanti quella appena trascorsa dalla Juventus, condita da tre vittorie in altrettante trasferte (pur tra le più agevoli, sulla carta, della stagione), otto gol fatti e zero subiti.

Dopo la gara di Palermo, vittoriosa ma brutta, la Juventus ha passeggiato a Zagabria su un avversario oggettivamente improbabile, ma lo ha fatto con padronanza del palleggio e voglia di “infierire” sui malcapitati croati, indici di una coscienza della propria superiorità che non si mostrava da tempo, forse dalla lontana era Lippi, in Europa. Passi avanti da confermare in occasioni più probanti, è chiaro, ma piuttosto che evidenziarli molti juventini si sono accodati agli strepiti – partiti da chi, nelle vittorie e nelle sconfitte, ci ha permesso di conoscere squadre di indubbio spessore, dall’Helsingborgs al Beer Sheva, dal Mazembe al Qarabag – sull’inconsistenza della Champions League dovuta a squadre inadeguate come la Dinamo Zagabria. A Praga ringraziano.

L’indomani, il valore della vittoria, già sbiadito, è stato del tutto cancellato dalla splendida prestazione (senza ironia) e dei quattro gol del Napoli di Sarri al Benfica. Pur riconoscendo la pochezza della fase difensiva portoghese si sono giustamente rimarcati i meriti dei partenopei, autori di una prestazione autorevole e di alto livello estetico. E quindi “#dajuventino, il Napoli ad oggi ci è superiore”, “pensa se avessimo Sarri”, “non ci sarebbe storia”, “il 4-3-3, lo spettacolo, i gol a valanga”. Purtroppo dobbiamo sorbirci Acciughina.

Dopo soli quattro giorni, le pessime condizioni del campo di Bergamo (altre volte era stata la penombra) hanno impedito al 4-3-3 di Sarri di farci stropicciare nuovamente gli occhi e hanno permesso alla Juventus di portarsi in vantaggio di 4 punti nella classifica tradizionale, e addirittura di raggiungere gli azzurri nella più moderna “classifica secondo Caressa”, sebbene “l’algoritmo” preveda ancora scenari nefasti per Madama. Sarà…

Mentre attendiamo che l’algebra faccia il suo dovere, notiamo che per la quarta volta (Empoli dopo Sassuolo, Cagliari e, appunto, Dinamo Zagabria) la Juve mostra di saper annientare in pochi minuti, sotto piogge di gol, gli avversari meno dotati.

Abbiamo sempre visto nelle goleade del Barcellona, del Real o del Bayern contro le piccole (mentre noi conducevamo stancamente gli 1-0 concludendo le partite nella nostra metà campo, come a Palermo), una dimostrazione di forza che contribuiva a farci sentire molto distanti da loro. Iniziare a vincere – spesso – tanto a poco, concludere le partite al 60’, quando possibile, risparmiando energie, non ci sembra un dato da prendere con troppo snobismo. Anzi, magari ci farà dimenticare quelle parole di Chiellini (“noi non siamo il Real, dobbiamo vincere 1-0, 2-0 e pensare a non prendere gol, lo dice la storia”) che avevamo mal digerito nel contesto di una crescita “europea” nella quale, invece, le goleade ci stanno benissimo e a quel Real vorremmo iniziare a non sentirci inferiori.