Ho visto cose che voi juventini… / 23 – “Sapevamo solo rubbare”

di Giuseppe Gariffo |

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Ho visto juventini che si aspettavano punizioni esemplari per Dybala e la mano negata ad Allegri. Altri chiedere scuse ed ammissioni di pentimento urbi et orbi, come se avesse pubblicato la sua autobiografia a ventitrè anni scrivendo peste e corna di tutti (ogni riferimento non è puramente casuale). Brutto gesto il suo, ma noi, a post strappalacrime preconfezionati e copiaincollati su Instagram abbiamo preferito i panni sporchi lavati in casa e la reazione sul campo di ieri sera. Quando giustizia avrebbe voluto che, tra rovesciata e traversa, almeno un eurogol venisse fuori e quando, dopo una prestazione di qualità e sacrificio, ha accettato la sostituzione senza battere ciglio. Come è normale che accada. Con buona pace di chi lo vede nervoso, triste, distratto dal rinnovo del contratto e con la testa già alla Liga.

Ho visto juventini che “sì, bello questo modulo, ma troppo dispendioso. Nelle partite che contano si dovrà tornare all’antica”. Dopo la prestazione di ieri sera alcuni hanno continuato a sostenere il concetto, elogiando l’Inter e la sua capacità di “giocarsela alla pari” contro la prima della classe, grazie anche alla spregiudicatezza eccessiva del modulo juventino. Riguardando la partita ci siamo accorti che la Juve ha concesso due ripartenze e due occasioni in mischia. Sottolineando così, piuttosto, la necessità di concretizzare la superiorità espressa con sette palle gol nitide (due a testa per Dybala, Mandzukic e Pjanic, una per Higuain) oltre al gol di Cuadrado. Perchè se non la chiudi e cerchi di gestire l’1-0 rischi di beccare il pareggio in mischia, e poi hai voglia di parlare di partita anestetizzata o di campionato ucciso… Nelle tre partite con questo modulo tre clean sheet e una miriade di palle gol divorate. Secondo voi serve più equilibrio o più cattiveria?

Ho visto juventini sparare a zero su un calciatore alla volta. Partito Evra e risparmiato Hernanes, prossimo all’addio e che ormai faceva più tenerezza che rabbia, ci si è scagliati su Pjanic. Da quando il bosniaco ha iniziato a esibire prestazioni di livello, è partito lo stesso refrain per Dani Alves. Tralasciamo l’ironia social di ieri, quando, recuce da uno stop di tre mesi, il terzino ha mostrato uno stato fisico ancora approssimativo. Ci riferiamo piuttosto a chi lo considera irrimediabilmente un ex-calciatore per via di qualche post di troppo e per qualche leggerezza difensiva nei mesi pre-infortunio. Solo il tempo ci dirà, ma al momento, con un modulo di gioco più votato al possesso e all’offensiva e la Champions alle porte, noi non vediamo l’ora di rivedere in campo l’esterno brasiliano in una squadra composta da undici giocatori tutti capaci di dare del tu al pallone. L’ex blaugrana quella coppa l’ha sollevata già tre volte, e una ce la ricordiamo bene, da protagonista. Aspettiamo a bollarlo. Poi a giugno si faranno i conti, mal che vada la Cina è sempre più vicina…

Ho visto juventini rovinarsi il lunedì per le polemiche interiste sui penalty non concessi da Rizzoli. A noi l’unica cosa che ha dato fastidio è che quei rigori non ci fossero. Ci siamo dimenticati come si rubbba. Peccato!