Ho visto cose che voi juventini… / 2 – Touchscreen di mercato

di Giuseppe Gariffo |

juventiin

Che sabato, per molti gobbi, fosse “più importante l’intervista pre-partita di Marotta, che la partita stessa” non stupisce. Non potrebbe stupire me, in particolare, che a fine agosto 2015 e 2016 – anzichè godermi lo splendido mare siracusano – rischiai entrambe le volte di lesionare il touchscreen del mio smartphone, facendo refresh del mio Twitter. Erano i giorni delle sei lettere di Falcao, prima, e di Julian Draxler, poi.

Massima comprensione, dunque. Il countdown di fine calciomercato ci appassiona e ci fa tornare a tratti sognatori, a tratti commercialisti, comunque youtubers. Chi non ha “peccato”, chi non è diventato profondo conoscitore di Calhanoglu, Tielemans o Bazoer scagli la prima pietra. Quello che diverte, semmai, è la volubilità dei giudizi. Fallita la trattativa, “quella pippa di Matuidi” diventa improvvisamente un colpaccio mancato, generando una delusione cocente, e la società viene attaccata dagli stessi detrattori del francese per l’assenza di un “piano B”. Allo stesso modo i “talebani di Beppone”, virano con naturalezza dall’eccitazione per un acquisto di grande qualità al serafico “giusto rimanere così”.

La mancanza di equilibrio, dopotutto, è quello che differenzia un critico da un tifoso, e “ci può stare”. Danno fastidio i critici che tendono a diventare tifosi – costruendo giudizi a seconda del colore delle maglie o scrivendo editoriali opposti nel giro di una settimana a seconda del risultato delle partite (ogni riferimento non è puramente casuale) – perciò non chiediamo che avvenga il contrario.

Una sola attenzione, però, ci sembra doverosa. Ricordiamoci che di scudetti estivi ne abbiamo vinti pochi. Folle di tifosi avversari festanti nelle sale “arrivi” degli aeroporti di Milano e Roma ne abbiamo viste ogni anno, a luglio e agosto. A noi sono sempre interessati maggio e giugno: non dimentichiamolo, comunque finisca il calciomercato. Insomma “con Gabigol e JoaoMario si chiude il mercato entusiasmante dell’Inter. Peccato per quelle fastidiose trentotto partite tra un’estate e l’altra”. Anzi, trentasei, visto che con Chievo e Palermo s’è già giocato…