Ho visto cose che voi juventini…/ 19 – Quelle pippe immonde di Evra e Rincon

di Giuseppe Gariffo |

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  • Ho visto Juventini che amano ripetere “i campioni vanno e vengono, la Juventus resta”. Frase condivisibile, comprovata e spesso riaffermata dalla storia del club. Ma quando stai parlando del calciatore che nei prossimi 7-8 anni potrebbe diventare il n.1 al mondo con pochi rivali, quando temi che possa essere venduto a uno dei due club spagnoli che si alternano – con rare eccezioni – nell’esercizio di sollevamento della coppa con le orecchie e dalle quali ci separa già un gap incolmabile nel breve, quel concetto risulta limitato e perfino un po’ provinciale. Certo che la Juve resta. Neanche la farsa del 2006 e lo sfregio della serie B ce l’hanno portata via, il sabato alle 15 eravamo fedeli davanti alla tv a tifarla contro l’Albinoleffe. Qui non è l’amore che è in discussione, ma l’ambizione. Nessuno tocchi Dybala (e nessuno lo paragoni a Pogba, altro ruolo, altra testa, altra storia)!

 

  • Ho visto Juventini dispiaciuti dal (probabile) addio di Evra. Altri esultare. Siamo bianconeri eppure spesso vediamo solo bianco o solo nero. Preferirei piuttosto ringraziare un campione che si è calato perfettamente nella mentalità Juve, ma che ultimamente ha mostrato di essere un calciatore in piena fase calante e che impallidisce al confronto con un top player che gli contende il posto nel suo ruolo. Su questo sito è già stato fatto, e brillantemente, perciò non mi dilungo oltre, ma zio Pat, spazzala o non spazzala, ha onorato la maglia e sono certo che continuerebbe a farlo nella remota ipotesi in cui rimanesse.

 

  • Ho visto Juventini scrivere “Magari…!” a commento della bufala di mercato che raccontava di un Pjanic destinato all’Arsenal. Chissà se sono gli stessi che avrebbero restituito dopo sei mesi Platini al Saint-Etienne, Zidane al Bordeaux e Nedved alla Lazio. O forse saranno quelli che dopo due mesi avevano ribattezzato Dybala (aridaje) “il nuovo Giovinco”? Vabbè, senza tirar fuori paragoni scomodi (e quasi certamente eccessivi), i numeri dicono che il bosniaco ha già un peso specifico non trascurabile in questa squadra. Mi si dirà che i freddi numeri, da soli, non raccontano il vero. Ok, l’osservazione, specie quella più recente, dice che questo ragazzo, in un contesto che inizia a maturare automatismi più definiti, possa diventare un fattore determinante. Specie se sostenuto e rafforzato nella convinzione.

 

  • Ho visto Juventini che “Allegri ha rotto, vinca quello che deve vincere e si levi dalle scatole” (cit. edulcorata). Non riapro la querelle sull’allenatore. Mi guardo bene dal fare confronti con i predecessori. Allegri può piacere o meno. Me ne frega il giusto. Qui non convince il dare per scontata la vittoria, focalizzandosi esclusivamente su altro per giudicare un tecnico (gioco, atteggiamento, esultanza ai gol, dichiarazioni alla stampa, etc.). Mi chiedo cosa direbbero gli stessi di un allenatore che mette in campo una squadra che dà spettacolo, dice sempre la cosa più “gobba” al momento giusto, ma non vince. Spero di non togliermi mai questa curiosità.

 

  • Ho visto Juventini dare della pippa immonda a Rincon senza avergli mai visto giocare 90’ di fila. Magari lo sarà anche, o forse no… Ma è saggio aspettare di vederlo in campo qualche volta prima di etichettarlo, ben sapendo che è stato preso per completare la rosa e non per mettergli in mano le chiavi della squadra. Certo, bei tempi quelli in cui prendevamo solo fenomeni belli e fatti dal Barca e dal Real e mai scommesse. Peccato che non ci siano mai stati. Poi magari scopri che quelli che vogliono Rakitic (che prende 8 milioncini netti lì dov’è) sono quelli che non ne darebbero 7 a Dybala (ariaridaje) perché “i campioni vanno e la Juve resta”. E il cerchio si chiude.