Ho visto cose che voi juventini…/ 12 – Quelli che era meglio arrivare secondi

di Giuseppe Gariffo |

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Dalla sera della bruciante eliminazione agli ottavi di Champions patita a Monaco lo scorso marzo, il leitmotiv più gettonato tra i tifosi bianconeri è stato più o meno: “Il prossimo anno bisognerà vincere il girone a mani basse, così potremo avere un ottavo di finale più abbordabile ed affrontare le big più avanti”. La stessa convinzione traspariva dalla delusione dopo il pari interno con il Siviglia all’esordio, che non comprometteva di certo la qualificazione, ma complicava la vittoria nel gruppo, arrivata poi comunque grazie al 3-1 del Sanchez Pizjuan nel match di ritorno.

L’esito dei gironi ha purtroppo evidenziato ancora una volta ciò che ci era già noto: la componente “casualità” di questa manifestazione che ne è forse, al tempo stesso, uno dei tratti più affascinanti. La fortuna con la C maiuscola, che raramente ci ha accompagnato nelle nostre campagne europee, ha permesso a squadre favorite e protagoniste di un girone deludente (Bayern e Real su tutte) di accogliere il secondo posto come una benedizione, mentre costringerà i tifosi bianconeri ad assistere al sorteggio di Nyon attingendo a tutti i riti scaramantici possibili.

Ma siamo proprio sicuri che, come sostiene gran parte della stampa e alcuni dei tifosi bianconeri, “sarebbe stato meglio arrivare secondi”? Ci vengono in mente almeno cinque ragioni per non essere d’accordo:

 

  • Immaginate cosa sarebbe significato brindare al secondo posto e beccare, lunedì nell’urna, il Barcellona (con match di ritorno al Camp Nou)? Roba da mangiarsi le mani fino ai gomiti.
  • Lo scenario più favorevole, in caso di seconda posizione, sarebbe invece stato un doppio scontro con il Leicester di Ranieri. Ma la nostra pessima tradizione in Champions contro squadre nettamente più deboli (dall’Amburgo al Dortmund fino alle più recenti danesi e al Galatasaray) ci insegna che non sempre è un vantaggio affrontare un club, sulla carta, meno attrezzato. Immedesimiamoci, anche qui, con l’ipotesi di un’eliminazione contro Tinkerman, e la notte dell’Allianz Arena ci sembrerà un ricordo dolce.
  • Il Bayern, sotto la guida Ancelotti, non ha raggiunto ancora, apparentemente, i livelli di solidità degli scorsi anni, e la lunga pausa invernale del calcio tedesco potrebbe prolungare il percorso di riacquisizione di quelle certezze. Il Real potrebbe non avere Bale agli Ottavi. Incontrarle più avanti può essere ancora più difficoltoso. Senza dimenticare la brama di “vendetta” che ci animerebbe contro i bavaresi e la tradizione negativa che i merengues hanno contro di noi da detentori del torneo.
  • Anche se tutti speriamo in un sorteggio più morbido, il vantaggio di affrontare una big con il ritorno in casa non è trascurabile. Più avanti nessuno lo garantirebbe. Su questo punto, da qualche anno, ci sono visioni discordanti e non tutti ritengono un vantaggio il retour match tra le mura amiche. In presenza di un buon risultato all’andata, però, l’urlo dello Juventus Stadium nei 90’ decisivi sarà comunque una grossa spinta.
  • Come Andrea Agnelli ci ricordò all’indomani della finale persa a Berlino, arrivare fino in fondo alla Champions deve essere una consuetudine, non un’eccezione. Quindi serve autorevolezza, e il primo modo per mostrarla è vincere il group stage ogni anno, senza se e senza ma. Anzi, chi ci pesca nel girone dovrebbe abituarsi a pensare, come accadeva qualche decennio fa, che si gioca solo per il secondo posto.

 

Il proprio dovere bisogna farlo sino in fondo. E la Juventus, fin qui, lo ha fatto. Adesso vedremo quanto le palline ci saranno amiche, ma qualunque sia il loro responso il tema non cambia: per alzare la coppa con le orecchie a Cardiff (arrivarci per vederla sollevare ad altri è un articolo che non ci interessa) bisogna batterle tutte. Quindi non va sottovalutato alcun avversario – che si chiami Leverkusen o Real poco cambia – ma allo stesso tempo non bisogna avere paura di nessuno. Perchè la Champions può essere una lotteria, ma l’unica cosa che non perdoneremmo ai nostri sarebbe proprio un primo tempo di paura come quello all’andata con il Bayern lo scorso anno. Siamo la Juve, signori!