Ho visto cose che voi juventini… / 11 – #UnitedWeStand

di Giuseppe Gariffo |

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 Saranno state le due settimane di astinenza forzata per l’ennesima noiosa sosta per le nazionali, avrà forse dato una mano il match di campionato poco impegnativo, contro un Pescara non ancora a suo agio nella massima serie, ma questo fine settimana non ha alimentato lo stucchevole fuoco amico tra vedove e filosocietari di cui avevamo dato conto. Ci siamo chiesti il motivo di questo strano weekend di granitica concordia ed abbiamo individuato alcune concause:

– Un’estate di speranze, illusioni e disillusioni. “Va via”, “resta”, “Raiola vuole monetizzare”, “è l’Adidas che lo vuole a Manchester”, “no, è stato lui a volersene andare”, alla fine Pogba saluta e torna allo United. La dirigenza cerca Matuidi, poi Witsel, poi non arriva nessuno e giù con “hanno avuto un’estate per sostituirlo e non è arrivato nessuno”, “ma che dici? il sostituto lo avevano già preso, era Pjanic!”, “Marotta dimettiti”, “vi meritate Secco e Blanc”. Poi guardi la Premier, vedi uno United senza idee, un Polpo spaesato e mal utilizzato e, pur non rinnegando il valore del calciatore, i rimpianti sbiadiscono. Ma soprattutto si fa fronte comune sull’evidenza che manca più la Juve a lui che lui alla Juve. Specie se il Profeta si mette a segnare alla Pogba (è una battuta, eh!?).

– Una settimana Ziliani anticipa una denuncia per falso in bilancio in arrivo per Agnelli (a proposito, com’è finita?), una settimana Pistocchi, citando Raiola, denuncia una TPO su Pogba (dimenticando che fino al 2015 non erano illegali), una settimana torna di moda l’hashtag #iononcomprolagazzetta dopo l’articolo su scansopoli. Con cadenza regolare e incessante la stampa nostrana si impegna a nutrire il sentimento popolare, temendo che qualcuno possa dimenticare il dogma “La Juve rubba”. Così la vicenda degli accrediti aggiuntivi negati a due giornalisti della Gazzetta, pur ridimensionata nella dinamica e negli effetti, riunisce il popolo gobbo, in attesa da tempo di vedere una reazione societaria nei confronti di certa (e tanta) stampa poco serena ed equilibrata (detto con tono sabaudo) quando deve occuparsi di Madama. Reazioni di giubilo ed esultanze così bipartisan non se ne leggevano dalla notte del gol di Morata al Bernabeu.

– Siamo primi, sì, ma giocando in modo inguardabile. La Roma invece dipinge calcio. Nainggolan , sempre sobrio, se ne accorge e dice “se la Juve gioca così possiamo raggiungerla”. Il primo tempo a Bergamo quasi ti convince che sì, forse bisogna temerli davvero. E che forse non hanno tutti i torti quelli che “Spalletti è molto meglio di Allegri”. Poi un secondo tempo monstre dell’Atalanta, la Roma in ginocchio a centrocampo non viene aiutata da alcuni cambi cervellotici del suo tecnico e perde la partita. E alla fine, che piaccia di più Conte, Allegri o Spalletti, chi mette d’accordo tutti è Gasperini, sempre uno di noi. Nella Primavera Juve, all’Inter (sopratutto) e ieri pomeriggio. Sperando che il 3 dicembre si scansi come fanno tutti.

– Quando si arriva ad assistere al posticipo serale Milan-Inter chiedendosi quale sarà la lingua ufficiale della tribuna Vip di San Siro, certi di andare a nanna con almeno un +5 sulla seconda, notando una qualità in campo a tratti imbarazzante, anche il più incallito antielkanniano accende un cero alla propria dirigenza. E al massimo – ma insieme ai fratelli filosocietari – si chiede: “ma come cavolo abbiamo fatto a perdere contro questi?”.

Ps. Continua la marcia – speriamo per lui – trionfale di Antonio Conte in Premiership, quindi non temete: il “cessate il fuoco” durerà pochissimo 😉