«Vinceva il Napoli»: Marchisio e quelle parole mai dette

di Mauro Bortone |

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e qualche volta anche tra il dire, lo scrivere e l’interpretare. Ne sa qualcosa il “Principino bianconero”, Claudio Marchisio, finito suo malgrado a “pronunciare” parole mai pronunciate.

Subito dopo l’ufficializzazione della sentenza della corte sportiva d’Appello della Fgic, con cui è stato respinto il ricorso del Napoli sulla sconfitta a tavolino e confermato il 3 a 0 per la Juve con punto di penalizzazione ai partenopei, infatti, l’ex centrocampista della Vecchia Signora, ha voluto, come tanti, commentare e dire la sua, affidando a un tweet il proprio pensiero.

Marchisio scrive letteralmente: “Fossi un tifoso del Napoli oggi sarei deluso, perché sul campo questa squadra avrebbe dato filo da torcere alla Juventus. Sentenza giustissima, secondo me. Comunque spettacolo indecente per il nostro calcio nel mondo”.

Il letterale, però, ad un certo punto viene ripreso da una testata tifosa (il Napolista, ndr) e viene rilanciato con un titolo che recita nella prima parte: “Marchisio: Sentenza giusta, ma sul campo avrebbe vinto il Napoli”. Basterebbe, dunque, leggere le parole dell’ex bianconero per capire un dettaglio molto semplice, ovvero che quella frase, Marchisio non l’ha mai pronunciata.

Del resto, un conto è sintetizzare un concetto o parafrasarlo, altro inventarselo di sana pianta, perché “dare del filo da torcere” in italiano non significa “vincere”, ma semmai “mettere in difficoltà”. Non è una novità, purtroppo, questo malcostume, nel mondo dell’informazione, di alterare parole e concetti, “riscrivendoli” per attribuire loro un senso differente, aderente più alle intenzioni di chi lo riprende che a quelle dell’autore. Si potrebbe obiettare che è consuetudine nei siti “tifosi”: il problema è quando questa modalità trasmigra anche sui quotidiani, come fatto da alcuni dei principali giornali sportivi italiani, che hanno ridotto il “Marchisio pensiero” con “Se fossi tifoso del Napoli oggi sarei deluso” che lascia intendere tutto e il contrario di tutto e non il reale motivo della delusione a cui fa riferimento l’ex calciatore.

È evidente, però, che questa “mutazione lessicale” (a cui spesso si assiste purtroppo e che sta diventando prassi, ahinoi, soprattutto in chiave anti-juventina), nel caso di specie preso in esame, fa parte di una strategia mediatica che sembra puntare alla ricerca di un dettaglio “assolutorio” dentro una vicenda dai contorni sempre più imbarazzanti, come evidenziato anche dai toni pesanti e rigorosi della sentenza di secondo grado (che peraltro Marchisio definisce “giusta”).

Non reggendo, in sostanza, più il mantra del Napoli “difensore della salute pubblica”, dal capoluogo campano arriva un nuovo claim da veicolare: “l’avremmo vinta”. Peccato che la sfera magica col senno di poi non l’abbiano ancora inventata né a Napoli né a Torino. E soprattutto che la partita che “avrebbero vinto” hanno deciso proprio loro di non giocarla…


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