Se l'assist vincente si chiama Pjanic

di Juventibus |

Molto probabilmente contro la viola Allegri schiererà l’ormai collaudato 352. E si affiderà alla vecchia guardia. Già, perché Dybala e Mandzukic sono già la corazza della Juventus, anche se da un solo anno. Ma hanno impiegato poco per capire la Juventus. Il croato non aveva bisogno di nessun mentore, perché è uno degli eroi del grande slam bavarese, perché ha fatto il centravanti all’Atletico, squadra che di numeri 9 ne ha avuti, e che numeri 9… e anche perché è incazzato di suo quando entra in campo. L’argentino ha impiegato un po’ di tempo in più, ed era comprensibile, non avendo mai giocato in una grande squadra, non avendo l’esperienza del croato, non avendo nemmeno i mezzi fisici che si richiedono per tenere botta, soprattutto in campo europeo. Ma alla fine ha fatto il percorso, netto, del predestinato. Che una domenica d’inverno si prende la Juventus con un sinistro da fuori area, e non si fermerà più.
Contro l’Espanyol abbiamo visto sprazzi di 352 noioso, col vecchio cuor di leone Asamoah a fare l’esterno contiano, e nessuno glielo ha chiesto. Con Lemina che gioca un po’ per sé e poco per i suoi, con Dani Alves che si è dannato, causa una serie di imprecisi appoggi in suo sfavore. Con la BBC senza Bonucci, e non è la vera BBC. E con un Higuain che ancora non ha la perfetta forma fisica, ma che con la testa dimostra di mettercela tutta per tentare di arrivare al suo peso forma; certo, l’accelerazione è sempre uno dei pezzi forti, ma deve rimettersi e presto.
Poi c’è Pjanic. Che sembra essere il coniglio dal cilindro, ed è opera di Allegri. Perché in attesa di Marchisio, Miralem sembra il più intelligente a stare lì. Con la testa al solito posto, cioè sul collo. Ma con la testa anche a 25 metri dalla porta. Perché nelle 3 volta che si è portato al limite dell’area avversaria, ha piazzato 3 palle mortifere per qualsiasi difesa. Assist di classe pura, qualità sopraffina che sembra essere sprecata davanti alla BBC. Pjanic ricorda Pirlo, ma è qualcosa di totalmente diverso, perché Andrea aveva una visione a tutto campo, e anche dalla sua area metteva giocatori in porta. Roba alla Platini, insomma. Invece Pjanic si trova a sua agio dalla trequarti in su, ed è davvero la sua casa, perché ha un dono che hanno pochi, e si chiama ultimo passaggio. L’assist vincente si chiama Pjanic, che ti mette la palla rasoterra, o a scavalcare, ma ti mette in porta. Nella certezza del 352 Pjanic è il più intelligente e, paradossalmente, il più sprecato.

di Francesco Mazzocca