Vince il risultato o il bel gioco? Che vinca il calcio

di Roberto Nizzotti |

L’eliminazione della Juve per mano dell’OL è stata una disfatta sportiva, molti ne hanno visto la caduta dell’idea del bel calcio, teoria che agli occhi di questi ha preso forza dopo le clamorose eliminazioni di Barcelona (clamorosa per il risultato non per l’avversario contro il quale è avvenuta) e del Manchester City di Guardiola per mano proprio dell’OL.

Questi risultati prodotti da questa Champions particolare per formula e per momento, ma più in generale una sconfitta può mettere in discussione un’idea? O può, al contrario, far rivalutare un concetto precedentemente etichettato come “vecchio” ?

La Juve, e i suoi tifosi, devono rivalutare quanto fatto da Sarri?

No, per quanto mi riguarda non è così che si dovrebbe ragionare, anzi, è proprio il tipo di pensiero frettoloso nel quale cercare di non cadere mai perché un risultato non può influenzare positivamente o negativamente un giudizio, soprattutto se si tratta di filosofia calcistica, di correnti di pensiero che esistono da sempre e che hanno visto i loro momenti positivi e negativi alternarsi, come è logico che sia.

La filosofia calcistica professata dal Barcelona, da Guardiola, da Sarri, basa i suoi principi, poi fatti propri e rivisitati in base alle proprie personalissime idee, su quanto proposto dall’Ajax di Jack Reynolds tra il 1918 e il 1947, prima dell’approdo di Rinus Michels e, andando agli albori del calcio, dal football scozzese che si differenziava da quello inglese proprio perché al posto del classico “palla lunga e pedalare” preferiva il gioco manovrato palla a terra.

Una filosofia di pensiero, se veramente chi la professa crede in essa, non cambierà mai a fronte di 1, 2 o 10 sconfitte, semmai potrà essere oggetto di riflessione per il modo con il quale è stata applicata, una modalità che può cambiare in base alle caratteristiche umane e sportive a disposizione in quel preciso momento.

E questo, unito ad una gestione non ottimale dello spogliatoio, è quello che ha portato all’insuccesso di Sarri, il non essere riuscito appieno a far digerire certi concetti ai giocatori, probabilmente non adatti.

Questo però non fa della filosofia calcistica professata dal tecnico toscano una chimera, una mera illusione.

Sarri continuerà a professare, giustamente, quel modo di vedere il calcio che lo ha portato poi alla ribalta con Empoli e Napoli e che riproporrà nella sua prossima avventura, con l’esperienza in bianconero che lo aiuterà a non commettere più certi errori, anche di gestione.

E la stessa idea di calcio, implementata come detto prima con le proprie idee, e supportata da interventi sul mercato da parte della società Juve, la riproporrà anche Andrea Pirlo.

Le sconfitte di Barça e Manchester City, le uscite di scena di tecnici come Guardiola, Sarri e Setien non rappresentano quindi la fine di quel pensiero, di quel modo di intendere il calcio a favore di un approccio con meno barocco e più pragmatismo?

No, non è la fine né l’inizio di niente, è semplicemente sport, fatto di momenti, non esiste un modo di vedere il calcio giusto e uno sbagliato, esistono dei gusti personali, delle idee differenti che vengono sposate ma che se equivalgono e sono ugualmente di successo.

La bravura del tecnico sta nel saperle proporre in base a quanto ha a disposizione, quello che ha fatto Rudi Garcia, facendo esprimere al massimo il Lione con un calcio diretto, fatto di grande attenzione nella fase di non possesso e grande rapidità e cinismo nelle transizioni. Se Garcia avesse voluto far giocare all’OL il calcio del City, probabilmente non sarebbe a giocarsi una semifinale Champions (per inciso, ci provò Silvynho ad inizio anno, ma poi venne esonerato con l’OL vicino alla zona retrocessione).

Queste battaglie continue tra i sostenitori del bel gioco e del risultato, purtroppo viste anche in tv, sono battaglie fini a sé stesse, che non portano a nulla se non a creare discussioni che non avranno mai fine, inutili.

L’unica cosa da capire è che il calcio può essere visto e interpretato in molti modi, alcuni possono piacere di più ed altri di meno, ma sono tutti degni di rispetto e, soprattutto, se applicati nel contesto giusto e con gli opportuni accorgimenti, vincenti.

Non vinca il risultato, non vinca il bel gioco, vinca il calcio.


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