Vidal, Inter e Juve: 80 anni di tentativi di imitazione

di Sandro Scarpa |

Dopo Marotta, dopo Conte ora Arturo Vidal!

Continuano gli 80 e passa anni di imitazione, finora mal riuscita, dell’Inter nei confronti della Juventus.

Negli ultimi anni, il tifo interista, stimolato dallo stesso club, rivendica una diversità e presunta superiorità morale a più riprese: noi siamo diversi, vinciamo (??) senza rubare, anteponiamo valori e ideali alla vittoria a tutti i costi, con tanto di comunicati ufficiali. 

Ogni volta che uno Juventino vincente viene accostato all’Inter l’ambiente nerazzurro prima esplode: “Ma come? Proprio lui?”, Marotta? Conte? Simboli di potere, palazzi, eversione delle regole con l’esibizione degli scudetti revocati.

Eppure, sono più di 80 anni che l’Inter continua imperterrita a COPIARE la Juventus.

Prima gli interisti si indignano per gli acquisti, poi li esaltano (alla prima vittoria), poi attaccano la “juventinità” dei nuovi arrivati (al primo KO) e infine gli ex-juventini vengono idolatrati non tanto se vincono, ma quando sussurrano frasi da strumentalizzare: “Quando c’è da dare uno schiaffo lo si da sempre all’Inter”, e attaccano col ritornello: “Bravo! Ora capisci com’è stare da questo lato! Non eri abituato di là, eh?!”. 

Lo stesso capiterà con Vidal:

“Bravo eh, ma un’altro juventino?” – “Grande Arturo, giocatore vero!” -“Ecco, abbiamo preso un altro vecchio che vinceva solo grazie agli aiutini!” – “Vidal espulso! Alla Juve non eri abituato, eh!”.

Con Vidal, urge ricordare una serie clamorosa di trasferimenti dalla Juve all’Inter,  tentativi di emulazione nerazzurra di vittorie bianconere che mostrano inequivocabilmente che, tra un’indignazione e l’altra, COPIARE è sempre meglio di provare ad essere differenti.

Quinquennio 1930-35: 5 scudetti Juve. Nel ’35 muore Edoardo Agnelli (padre di Gianni e Umberto) e la Juve sceglie l’austerity. Così l’Inter si fionda sui campioni Juve e scippa alla Juve GIOVANNI FERRARI (tra i migliori dell’epoca) con ingaggio record: nonostante l’accoppiata Ferrari-Meazza l’Inter dovrà aspettare 2 anni per rivincere lo Scudetto.

Primi anni ’70: la Juve vince 5 Scudetti in 7 anni con PIETRO ANASTASI, tra i più amati di sempre, 3 scudetti, finali di Coppa Fiere, Campioni e Intercontinentale, uno dei migliori “9” del decennio. L’Inter, a secco da 5 anni, prende Anastasi nel 1976, ma la Juve vince ancora 2 scudetti di fila. Per le cronache “Il furbo Boniperti non si era sbagliato: Anastasi ha finito la benzina. Mazzola si danna per ridargli fiducia invano. Lentamente ma inesorabilmente, Pietruzzu si intristisce.

ANNI ’80: Nel frattempo alla Juve arriva il mister GIOVANNI TRAPATTONI, ed è trionfo. 10 anni dal ’76 al ’86 con 6 scudetti, 1 Uefa, 1 Coppa Coppe e l’agognata (e tragica) Coppa dei Campioni del 1985. Assieme ai campioni Juve di quel decennio (dagli eroi del Mundial ’82 a Platini) è il Trap l’eroe di un ciclo immenso. E, come nel classico dei copia-incolla, l’Inter acquista prima Marco Tardelli (10 anni alla Juve) poi affida la squadra al Trap che, dopo un avvio stentato (assieme agli ex-Juve De Agostini e Serena), solo al 3° anno riuscirà a riportare l’Inter allo Scudetto (9 anni dopo l’ultimo) e una UEFA vinta al 5° anno.

ANNI ’90: Dopo Totò Schillaci (dalla Juve all’Inter nel 1992), nel ’94 la Juve vede il futuro in MARCELLO LIPPI con l’ennesimo straordinario ciclo: in 5 anni 3 Scudetti e 4 finali Europee, 1 in Uefa e 3 in Champions, con la vittoria della seconda Coppa. Lippi incarna lo spirito Juve: disciplina, cultura del lavoro (col fido Ventrone) e tracotanza spiccia del vincente. Altro ciclo Juve e altro tentativo di imitazione Inter. Nonostante per gli interisti Lippi sia l’arrogante che ha “scippato” lo Scudetto nel 1998 (Iuliano-Ronaldo, per capirci), il viareggino viene ingaggiato assieme ad Angelo PeruzziPaulo Sousa, Vladimir Jugovic e poi Christian Vieri, in una squadra che vede già Roberto Baggio. Due anni flop, poi ritorno alla casa madre, nel 2001, con altri 2 scudetti vinti, tra cui, beffa delle beffe, il proverbiale Scudetto del 5 maggio.

ANNI 2000: La storia si ripete: dopo il flop di Edgar Davids, dopo il proverbiale scambio Carini-Cannavaro e dopo aver provato ad ingaggiare Luciano Moggi, l’Inter depreda una Juve retrocessa, privata di due scudetti, acquistando in saldo Ibrahimovic e Vieira. Con loro i nerazzurri inaugurano una parentesi vincente dopo anni flop. Ancora una volta i protagonisti di una Juve odiata e denigrata vengono acquistati dai nerazzurri per tornare a vincere.

OGGI: La storia si ripete: l’Inter si affievolisce, la Juve rinasce con l’era più vincente di sempre in A con 9 scudetti, 4 double, 2 finali di UCL e gap tecnico, economico e societario inaudito, e la capacità di ingaggiare una superstella come Ronaldo. Non potendo strappare giocatori alla Juve, l’Inter prima offre ingaggi a chi non rinnova: Kwadwo Asamoah (6 Scudetti con la Juve), poi i due simboli assoluti del Potere Juventino: Marotta e Conte.

Va male lo stesso: ZERO titoli con un secondo posto in Serie A e la sconfitta in finale di Europa League.

Ma l’Inter non lascia lo spirito di imitazione e raddoppia: Conte vuole Arturo Vidal, l’uomo dei due scudetti (30 e 31) tatuali sul bicipite che solo poche settimane fa tributa il suo amore per i colori bianconeri (“Se Pirlo mi chiama volo!”).

Sappiamo che Arturo è uno che si ama (così come Conte) quando ce l’hai in squadra, e così accadrà, ancora una volta, sperando che il risultato della “copia” sia lo stesso: fallimentare.

La Juve vince grazie ai soldi della FIAT!” (e offrono più soldi a Ferrari…)
La Juve è amata al Sud solo per i dipendenti meridionali FIAT! (e prendono Anastasi…)
La Juve vince grazie al potere degli Agnelli!” (e prendono Trap e Tardelli…)
Juve dopata!” (e prendono Lippi, Peruzzi, Baggio, Sousa, Jugovic, Vieri e Davids...)
La Juve compra gli arbitri!” (e provano a tutti i costi a ingaggiare Moggi…)
La Juve Rubba!” (e prendono Ibra e Vieira…)
La Juve è aiutata!” (e prendono Asa, Conte e Vidal!…)
La Juve è disonesta e immorale!” (e prendono Marotta…)

Fino alla prossima copia!