Dal Vice Higuain ai vice Higuain

di Giovanni Lentini |

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Non è facile essere il vice di qualcuno. Figurarsi di uno come Gonzalo Gerardo HiguainCentravanti famelico di reti e minuti sul terreno di gioco, il Pipita è uno di quelli cui non è mai piaciuto guardare giocare gli altri. Come Cristiano Ronaldo, Messi, Ibrahimovic e pochi altri al mondo, il puntero argentino mal digerisce il concetto delle rotazioni (turn over, dicono quelli bravi) o quello del riposo in vista di più delicati impegni futuri. La vita del vice Higuain, quindi, non è delle più semplici. Servono pazienza e forza di volontà perché il rischio di rimanerne stritolati è elevatissimo. 

Nelle difficoltà di far coesistere in rosa un altro attaccante con l’ex Real Madrid si è già imbattuto il Napoli, con risultati non proprio lusinghieri, vista la crisi di nervi in cui è piombato Manolo GabbiadiniPerché il vice Higuain deve saper aspettare il proprio momento, senza avere fretta né forzare la mano. Non è solo un problema tattico o tecnico, quindi. Un altro Pipita in giro per il mondo, del resto, non c’è e, d’altra parte, sarebbe impossibile la coesistenza con un pari ruolo all’apice della carriera perché difficilmente questi accetterebbe di restare lungamente ai margini. Le circostanze portano ad una duplice tipologia di soluzioni

Giovane in rampa di lancio  Vero è che, da un lato, le possibilità di calcare il manto erboso non sarebbero poi così tante ma allenarsi fianco a fianco al miglior, o giù di lì, centravanti del mondoavendo l’opportunità di carpirne trucchi segreti, potrebbe agevolare il processo di crescita e maturazione del giovane di turnoDel resto, spesso si dice che si impara di più osservando i grandi campioni piuttosto che passando da una provinciale all’altraConcretamente? L’attaccante che più di altri si avvicina a questo profilo è sicuramente Kasper Dolberg. Dotato di notevoli doti fisiche ed una più che discreta tecnica di base, i ldanese avrebbe tutte le carte in regola non solo per permettere al Pipita di rifiatare ma anche, e soprattutto, per raccoglierne stabilmente l’eredità nel prossimo futuro. 

Giovane da rilanciare – Da un giovane ad un altro, seppur con una maggiore esperienza alle spalle. L’arrivo di Zlatan Ibrahimovic al ManchesteUnited ha ridotto al lumicino gli spazi di Anthony MartialDecisiva per il francese, passato Oltremanica due estati fa’ per una cifra record, potrebbe essere la voglia di riscatto dopo un’annata avara di campo e soddisfazioni. L’ex Monaco, che la Juventus ha affrontato in Champions League nella prima stagione dell’era Allegri, fa della duttilità una delle principali peculiarità, potendosi destreggiare tanto in zona centrale quanto nelle vesti di esterno offensivo. Tecnico, veloce e freddo dinanzi al portiere, anche Martial sarebbe una validissima alternativa al centravanti della Seleccion, sapendo, però, che anche con il Pipita le possibilità di giocare sarebbero ridotte.

La Juventus – Quello legato al vice Higuain è un tema spinoso che da tempo è al centro dei pensieri dei dirigenti della Juventus.Come già detto, l’argentino non ama lasciare il campo ai compagni ma l’elevatissimo numero degli impegni stagionali ed il passaggio al 4-2-3-1, con conseguente dirottamento di Mario Mandzukic, unico altro centravanti in rosa, sulla sinistra, rendono quasi impraticabile l’idea di attribuire l’intero peso dell’attacco ad un solo giocatore anche se questi risponde al nome di Higuain ed in carriera ha messo a segno oltre 250 reti. La sensazione è che le soluzioni reperibili sul mercato non convincano del tutto gli Stati generali della Vecchia Signora. 

Soluzioni interne – Ecco allora che proprio la virata verso il 4-2-3-1 potrebbe rappresentare la chiave di volta. Se è inutile scandagliare il mercato perché un vice Higuain probabilmente non esiste, meglio, allora, puntare sulla duttilità dei giocatori a disposizione. Non ragionare più in termini statici ma dinamici, grazie alla predisposizione degli uomini offensivi di Allegri a ricoprire più posizioni, traslando di porzione in porzione di campo, in parte come accade nella pallavolo. Mandzukic, del resto, è la perfetta rappresentazione di questo nuovo modo dintendere il gioco e di occupare il manto verde ed anche l’acquisto di Patrik Schick, oltre all’ormai noto interessamento per Federico Bernardeschi, sembrerebbero andare in tale direzione.

Ecco, quindi, che in caso di assenza del Pipita, il ruolo di centravanti potrebbe essere occupato dal croato, che, tornando alle origini, accentrerebbe il suo raggio d’azione, lasciando il suo posto ad un compagno, magari proprio al giovane della Fiorentina, se questo dovesse arrivare, o a Marko Pjaca, una volta superati i problemi fisici. Le caratteristiche dell’ex Bayern Monaco sono ovviamente differenti rispetto a quelle dell’argentino, con una Juventus meno tecnica ma più dinamica, fisica ed incline alle “sportellate” negli ultimi metri. Non è da sottovalutare neanche l’arrivo dell’attaccante proveniente dalla Sampdoria. A Genova, il ceco ha messo in evidenza un talento, abbinato ad una discreta fisicità, fuori dal comune. Poco cambiava al classe 1996 che il compagno di reparto fosse Quagliarella, calciatore più statico, o Muriel, attaccante di movimento.

 Schick ha spesso e volentieri fatto la differenza, ispirato da un talento che va al di là dei moduli e dei ferrei schemi tattici. Il giovane sembra dare il meglio di sé nel settore centrale del campo, candidandosi, dunque, quale alter ego sia di Dybala che del PipitaL’ex doriano rappresenta il prototipo del giocatore totale e con lui in avanti la Juventus acquisirebbe velocità e anche strappi improvvisi. La stessa Joya, inoltre, al Palermo agiva da unico centravanti, regalando un’ulteriore possibilità ad Allegri, che potrebbe alzare di qualche metro la posizione del numero 21, premiando alle sue spalle proprio Schick o Miralem Pjanic. Parli di duttilità e, guarda caso, viene in mente uno dei più chiacchierati obiettivi di mercato della Vecchia Signora: nel gioco delle rotazioni, sia di uomini che di posizioni, uno come Bernardeschi starebbe come il cacio sui maccheroni. Il fantasista viola, oltre a poter rivestire ciascuno dei tre compiti alle spalle del terminale, avrebbe anche le doti per agire in qualità di falso nuevefornendo al tecnico toscano l’opportunità di avvalersi dell’ennesima variante tattica. 

MandzukicSchickDybalaBernardeschi e Kean (che però manderemo a formarsi per un annetto) perché il vice Higuain non esiste e piuttosto che cercarne uno che non c’è meglio valorizzare rosa e gruppo. Niente pressioni o estenuante attesa del proprio turno, quando tutti possono agire in differenti zone del campo, scambiandosi di posizione anche nel corso della stessa partita. Dal vice Higuain ai vice Higuain il passo è breve.