“Ok, vi porto Cristiano Ronaldo”

di Luca Momblano |

Quando è troppo è troppo, e Cristiano Ronaldo pare troppo. Troppa roba, troppe cose, non le si può trattenere tutte quando il vaso delle notizie inizia a tracimare. Ogni volta qualcuno ha il bello e brutto vizio di scriverle, e questa volta tocca a me. Proveremo a farlo cercando di trattenere le ridondanze, evitare le trappole finanziarie per addetti a quel genere di lavori, ma soprattutto cercando di mantenere una quantomeno sufficiente dose di razionalità (che non è strettamente raziocinio, se no questo articolo non sarebbe mai venuto alla luce).

In ogni caso, come preambolo, chi scrive dice grazie. Grazie a lei, alla Juventus, per portarci solidamente a poter pensare che determinate cose, a 12 anni dalla Serie B e a 8 dal settimo posto, cose altrimenti indicibili e che se oggi dici e scrivi è perché in tanti possono sorridere ma nessuno può riderti in faccia (a parte i tanti amici dei social-network). Dunque, ancora, GRAZIE.

Lui è scritto nella prima riga: Cristiano Ronaldo. Lasciando quindi briciole provvisorie agli Icardi, ai Milinkovic-Savic, ai Kanté, ai Godin che meriterebbero già ciascuno eventualmente di loro la sonora e personale esultanza del tifoso. Parliamo (ovviamente si può dire?) di calciomercato. Il luogo in cui vale tutto fin quando non ci si brucia, e cinque minuti dopo, dieci, venti, mezza giornata, vale di nuovo tutto. Fino al gong, fino alla fine.

Sapete benissimo chi è Cristiano Ronaldo.

“Portacelo alla Juve!”

Ok, ve lo porto alla Juve”, Mendes immaginatelo come se l’avesse anche solo pensato al momento di quel sorriso in risposta al fedelissimo supporter all’aeroporto Sandro Pertini per l’arrivo notturno di Joao Cancelo.

E COMEEEEEE? CHIIIII? DOVE??? QUI??? QUANDOOOOO???

Ammissione: me l’hanno detto di non scriverlo. “Troppo”, gli ho risposto. Ero ormai entrato nel vortice generato da ciò che segue:

1 – Lui, Cristiano Ronaldo, prima e dopo Kiev si è intrattenuto telefonicamente con la massima dirigenza bianconera (GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!): che impressione l’applauso dell’Allianz Stadium, mai accaduta prima una cosa del genere, qui saresti il benvenuto, qui siamo intenditori, eccetera, eccetera. Fu raccontata come qualcosa più di una cortesia, e finì tutto lì.

2 – “Il marketing è ciò che distanzia la Juve dai club più strutturati d’Europa (Real Madrid, Barcellona, Manchester United e Bayern Monaco ndr)”. Più o meno è il concetto ribadito da Andrea Agnelli agli azionisti nel corso degli anni e dei mesi. E noi, come arieti a testa bassa, fermi sempre a guardare l’efficacia dei risultati sportivi (che magari sì, sono poi anche una conseguenza a breve/medio termine) come se si dovesse passare da lì per accorciare il gap. E invece no. In pratica: servirebbe una bolla dai riflessi bianconeri. Improvvisa, gigante, incalcolata e incalcolabile. I calcoli, quelli sì: c’è chi in Juventus è stato incaricato per una previsionale ipotetica, magari tendente al ribasso, per capire gli effetti di Cristiano Ronaldo. Vuol dire che fino a dieci giorni fa ci pensavano seriamente. Vuol dire che CR7 pensa davvero di lasciare le merengues.

3 – Poi, un giorno, di notte, plana a Torino Jorge Mendes. Eccerto, c’è Joao Cancelo. Foto all’atterraggio, foto alla firma, foto nel pregio della Continassa. Mai momento migliore ci fu per una visita (non solo perché, per fortuna, vantiamo un credito clamoroso per la parola che dette alla Juve per André Gomes). Mendes sta a Torino, gigioneggia, pensa a Favilli per il “suo” Wolverhampton. Sì, ufficialmente è così. E’ il 27 giugno.

4 – Già, è il 27 giugno e la campagna abbonamenti della Juventus non è iniziata. Ma che dico, non è proprio neppure annunciata. Non ci sono date, ci sono slittamenti (chi bazzica in quel ramo dice che gli slittamenti siano almeno due), quando a metà giugno tutto veniva già comunicato e reso meccanizzato in tutte le annate precedenti. Crederete mica alla storia dell’aumento del 30% medio di ogni settore anche per i rinnovi? Serve aspettare, solo aspettare. E io mi ripeto: aspettare per capire.

5 – Herbalife è uno soltanto tra la miriade di sponsor personali di Cristiano Ronaldo. Chi scrive non sa se tutti coloro che parlano di lui, il portoghese prossimo giocatore della Juventus, siano venuti a conoscenza dei fatti di cui sopra. Al punto che gli operatori italiani della multinazionale americana dissertino sul fatto che la prossima convention nazionale del colosso della nutrizione potrebbe non più aver luogo a Roma, ma già dal prossimo a anno a Torino perché arriva lui. Su una cosa almeno fidatevi: ne dissertano davvero. Amabilmente. Interisti, milanisti, granata, laziali. Tutti insieme.

6 – Della clausola sinceramente si legge. 120 o il contrario, ovvero 1000. Ma il prezzo c’è, e a quanto avrebbe detto Mendes ha anche del surreale: 100 milioni, quasi Pjanic (attenzione davvero al Psg, come se il Barcellona non bastasse), quasi Dybala (ma è sul mercato o no? ve lo state ancora chiedendo? E Alex Sandro che è già fuori e che fa il sordomuto?). Quasi una roba che non farei, sono juventino, suvvia, Pjanic e Dybala sono i leader tecnici, cioè sì Cr7… cierresette… cierr… ci… [morto].