Verso Palermo-Juve: continuità di gioco contro chi ha poche soluzioni offensive

di Jacopo Azzolini |

Tra le squadre che spesso attraversano situazioni interne tanto difficili quanto indecifrabili, il Palermo è senza dubbio la principale. Dopo la travagliata stagione scorsa, in cui è successo di tutto anche per gli standard di Zamparini, quest’estate è trascorsa in modo piuttosto incandescente, tra plateali divergenze con Ballardini e trattative per vendere la società. Alla fine, il patron rosanero ha rifiutato l’offerta dell’imprenditore italoamericano Frank Cascio, consegnando inoltre la panchina a De Zerbi dopo le dimissioni del precedente tecnico.

A Bergamo l’ex giocatore del Napoli ha cambiato nuovamente modulo, rinunciando ormai definitivamente alla soluzione Diamanti falso nueve che si era vista contro i partenopei. Per la prima volta ha optato per la difesa a 3, utilizzando un 3-4-2-1. Davanti all’estremo difensore Posavec, il terzetto difensivo è formato da Cionek, Goldaniga ed Andelkovic. Al centro del campo ci sono Chochev e Bruno Henrique, con Rispoli e Aleesami sugli esterni. Dietro l’unica punta Nestorovski agiscono Diamanti ed Hiljemark.

 

In realtà, Hiljemark ha giocato in una posizione leggermente più arretrata, che ha fatto più prendere al Palermo la dimensione di un 3-5-1-1, come la grafica Fox Sports suggerisce:

atalanta-palermo

Cosa che tra l’altro è apparsa piuttosto evidente fin da subito anche guardando il campo, con i terzini ad abbassarsi (almeno in questo caso) e lo svedese che diventava centrocampista aggiunto:

5-3-2

Rispetto alle precedenti gare, il Palermo è parso decisamente più propositivo. Prima della vittoria di Bergamo, infatti, i siciliani erano fanalino di coda sia nelle classifiche per possesso palla che in quelle per conclusioni dentro l’area di rigore. Contro un’altra squadra in condizioni non certo ottimali (appunto quella di Gasperini), può darsi che i giocatori di De Zerbi abbiano visto il match come palcoscenico giusto per scendere in campo più determinati. Basta solo vedere la posizione dei terzini, molto più alta rispetto a quanto ci  si potesse attendere, anche considerando le caratteristiche dell’avversario.

Quindi, è stato parzialmente abbandonato l’atteggiamento oltremodo attendista delle primissime giornate, coi rosanero che hanno accettato l’eventualità di subire qualche duello individuale nelle retrovie o comunque dei rischi in più. Ciò ovviamente è successo diverse volte, nelle circostanze in cui Rispoli e Aleesami avanzavano.

esterni-alti

Le difficoltà maggiori il Palermo le ha avute in fase di impostazione. In teoria, l’uomo di più qualità in mezzo al campo, quello con le caratteristiche giuste per far partire la manovra, è Bruno Henrique, centrocampista brasiliano arrivato dal Corinthians. In effetti, quando si accende, fa intravedere le sue qualità. L’occasione del palo di Rispoli, la più clamorosa del primo tempo, è nata proprio da un suo strepitoso lancio, che ha pescato Diamanti sulla destra.

bruno-henrique-lancio

Purtroppo, però, questo è stato uno dei suoi pochissimi lampi. E’ apparso con poca personalità, oltre che con un’imprecisione eccessiva per chi gioca in tale posizione (pass accuracy del 77%). Diciamo che è ancora un po’ troppo lento e poco reattivo: va però detto che, per chi viene da un campionato sudamericano, ci va del tempo per abituarsi a ritmi più europei.

Quindi, con poche idee e soluzioni in mezzo al campo (Chochev, l’altro centrocampista, è principalmente un giocatore di rottura), Diamanti si è caricato sulle spalle buona parte della manovra palermitana. Pur partendo inizialmente da destra, ha poi praticamente agito a tutto campo in completa libertà.

cattura

Inoltre, nei momenti di maggior difficoltà, ha pure arretrato di parecchio la propria posizione per far partire l’azione da dietro, divenendo praticamente un regista aggiunto.

posizione-diamanti-1

I numeri non fanno altro che confermare quanto il talento toscano sia stato accentratore del gioco palermitano, visto che Diamanti ha il record di passaggi, dribbling e passaggi chiave. Poco dopo dietro di lui, si trovano Rispoli e Aleesami, che dimostrano quanto l’atteggiamento dei terzini sia stato offensivo.

 

RICETTA: Prevedere il futuro è sempre difficile: quel che si può dire è che sarebbe ingenuo prendere la trasferta di Bergamo come metro di paragone troppo influente. Il Palermo, visto il contesto e il bisogno di punti, ha pensato che fosse sensato approcciare la sfida con l’Atalanta in maniera leggermente più propositiva e “spregiudicata”. Al Barbera, De Zerbi difficilmente dirà ai suoi terzini di agire così alti senza badare di prestare il fianco ai contrattacchi bianconeri. Insomma, a meno di eventi sorprendenti, non si vedrà il pressing alto che – con risultati più o meno buoni – la Juventus ha subito nelle ultime due partite. Verosimilmente, verrà adottato il tipico (e comprensibile) atteggiamento super attendista che la “piccola” di turno utilizza quando va allo Juventus Stadium, e per questo non è da da escludere che il centrocampo venga rinforzato con gente più di sostanza, come per esempio il neo acquisto Gazzi.

Tolto un Bruno Henrique ancora in difficoltà di adattamento, Diamanti è l’unico vero giocatore di inventiva di cui dispone De Zerbi, quindi se si blocca lui (e abbiamo visto come si muove in qualsiasi posizione) si blocca praticamente tutto il Palermo. Sono poi da tenere d’occhio i calci piazzati, contesto in cui i rosanero han dimostrato di essere pericolosi. Nell’ultima gara, tre occasioni nette (compreso il gol di Neterovski) sono proprio arrivate da circostanze di questo tipo.

Se la Juventus vuole effettivamente avvicinarsi ai principali top club europei, sarebbe un segnale di forza importante liquidare gare di questo tipo con tranquillità e prepotenza. Proprio come si è visto col Cagliari, proprio come – nella stragrande maggioranza dei casi – fanno Barcellona, Real e Bayern nei rispettivi campionati (anche se un Deportivo Alaves ogni tanto può capitare)

Di certo, se i rosanero sperano di non essere puniti eccessivamente da Higuain, certi errori individuali nelle retrovie non dovranno avvenire. D’altronde, con tutto il rispetto, la precisione sotto porta del Pipita è un tantino superiore rispetto a quella di Marco D’Alessandro…