Verso Juve-Siviglia: gli andalusi pensano al 343 random

di Juventibus |

Di Mattia Dimitri

Tre rivoluzioni tecniche, tre coppe europee di fila, un record. A Siviglia più che una sfida contro le altre squadre, la competizione pare più una gara contro sé stesso del DS Monchi, ogni anno alle prese con una rivoluzione tecnica low cost: partono i big, arrivano delle incognite, e dopo un inizio travagliato, a maggio viene sollevata un trofeo.
Quest’anno la prova sarà ancora più ardua, oltre al solito esodo di giocatori, fare a meno dell’allenatore che ha plasmato la squadra e scritto la storia.
Unai Emery ha salutato da vincente, al suo posto una scelta da esteti, Jorge Sampaoli, un figlioccio intellettuale di Bielsa, in argentina lo definiscono “rockero y bohemio”.

Cosa cambia rispetto alla squadra che è riuscita a battere la Juventus?
Sampaoli mantiene la vocazione offensiva di Emery, e anche il gioco prevalentemente sviluppato sulle fasce, la volontà di entrare col pallone in porta, segno di una manovra efficente, consapevole di potersi far strada nella trama difensiva. Un gioco corale imponente, visibile, che vorrebbe non dover contare sulle giocate estemporanee dei singoli.
C’è una fondamentale differenza strategica nello sviluppo del gioco, la squadra di Emery era piuttosto verticale, giocava in ripartenza, mentre quella che oggi viene a far visita allo Stadium è una squadra che vuole occupare il campo e schiacciare l’avversario nella propria metà. Una squadra che vuole giocare la palla e perciò va a prendersela, riducendo il campo attraverso un intenso pressing ultraoffensivo, accompagnato e sostenuto dalle marcature preventive di una linea difensiva alta (e temeraria). Un film già visto, un sequel del Cile di Sampaoli, che martellava per 90 minuti i suoi avversari.
Nelle intenzioni gli andalusi rockegganti incutono timore, e lo hanno confermato in conferenza, vengono a Torino per attaccare. In realtà tutta questa confidenza sembra pretattica, perchè attualmente non sembrano proprio un rullo compressore. Questo modo di stare in campo espone la loro difesa a scorribande in contropiede, e infatti nonostante i tiri subiti si siano dimezzati rispetto all’anno passato, i gol sono parecchi.
Se il pressing non riesce ad ostacolare efficacemente l’impostazione degli avversari la squadra di Sampaoli più che suonarle… balla. In effetti questo è stato il leit motif delle prime giornate di Liga del Siviglia, un pittoresco 6-4 con l’Espanyol, uno 0-0 a Villarreal, con i gialli più brillanti, e un deludente successo per 2-1 contro il piccolo Las Palmas, che ha invero meritato e condotto fino all’89’.


[5 gol in 3 partite, contro avversari non irresistibili, in quasi tutti i gol qui vediamo una situazione ricorrente nelle altre gare, un manipolo di difensori del Siviglia rincula incalzato in contropiede da innumerevoli avversari indisturbati.]

Normalmente il Siviglia ha sempre avuto partenze barcollanti, per via della preparazione fisica e del rodaggio necessario per far conoscere i vari nuovi fra loro e al mister, ma qui forse il problema risiede anche nella composizione della rosa, in particolare a centrocampo.
Grzegorz Krychowiak, passato al PSG, era il pilastro della squadra, il migliore, un vero e proprio animale, da solo si sobbarcava gran parte del lavoro di interdizione. Ora al suo posto tante mezze punte e trequartisti, nessun nuovo giocatore di sostanza a parte il promettente ma giovanissimo Kranevitter, in prestito dall’Atlético. Restano soltanto N’Zonzi e Iborra, che in ogni caso non sono stati schierati insieme.
In difesa ha salutato il capitano Coke, un giocatore carismatico, esperto e forte che ha lasciato un grosso vuoto, non solo tecnico, esemplificato dal fatto che in 6 impegni ufficiali il Siviglia si è presentato con 6 difese diverse, sia per interpreti, che per schieramento. Tra i volti nuovi potrebbe giocare al suo posto il nazionale argentino Mercado. In porta è arrivato Sirigu, stasera possibile esordiente, come portiere per la coppa.
Sampaoli ha usato vari moduli, il 433, il 3313, il 4231, senza soluzione di continuità, non c’è quindi un modo di prevedere lo schieramento. È probabile però che decida di schierare come al solito una batteria di giocatori offensivi: qui Monchi ha voluto fare un lifting alla rosa vendendo l’altro giocatore chiave, Banega, il bomber, Gameiro, un titolare talentuoso, Konoplyanka, e le loro riserve Llorente e Reyes. Le nuove star sono Nasri, Sarabia, Vietto, el mudo Vazquez, Paulo Henrique Ganso, Kyotake, l’ex samp Correa e Ben Yedder. Una banda di giocatori completamente random, talentuosi, volubili, enigmatici, capaci di prestazioni top player… quando vogliono.

I media spagnoli sono concordi sulla probabile formazione per stasera, questa la grafica di Marca.com:
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