Verso Juve – Samp: il gioco oltre il risultato, Giampaolo non si nasconde

di Alex Campanelli |

Non c’era momento peggiore per affrontare la Sampdoria: i blucerchiati di Marco Giampaolo prima del derby di Genova avevano racimolato appena 2 punti nelle ultime 6 gare, senza mai trovare la vittoria, anche di fronte ad avversari modesti come Pescara e Palermo. Il derby della Lanterna, che come spesso accade in queste occasioni ha premiato la squadra sfavorita, ha restituito fiducia nei propri mezzi alla Samp, che arriverà allo Juventus Stadium sulle ali dell’entusiasmo e senza nulla da perdere.

La squadra di Giampaolo, per la verità, barricate non ne ha mai fatte, cercando sempre di fare risultato attraverso il gioco; così si spiega l’ottavo posto per quanto riguarda il possesso palla (51,4%) e il sorprendente secondo posto (dietro al Napoli) per tempo di gioco nell’ultimo terzo di campo, il 32% del totale, in pratica la Sampdoria trascorre un terzo della gara oltre il cerchio di centrocampo. Complice l’assenza prolungata di Pavlovic, per la verità non ancora sugli standard visti lo scorso anno a Frosinone, tamponata da un centrale adattato come Regini, la manovra dei doriani è pesantemente sbilanciata verso destra, dove agisce l’unico terzino di ruolo, il rigenerato Sala: il 41% delle azioni d’attacco manovrate origina dal versante destro, con Muriel, Bruno Fernandes quando è in campo o il già citato Sala che vanno sul fondo per andare al cross o appoggiano per i centrocampisti al limite dell’area. La manovra sulla fascia è una componente vitale del gioco della Sampdoria, che è la terza squadra della Serie A per cross a partita, benché non abbia in rosa nessuno dei crossatori più prolifici del campionato (Ricky Alvaerez, il migliore, è appena 23esimo). In questo senso, è davvero strano che Giampaolo abbia concesso poco spazio a un colpitore di testa letale come Ante Budimir, il migliore dello scorso campionato di Serie B. A conferma dell’ottimo lavoro di Giampaolo in fase propositiva, il sesto posto per tiri nello specchio (poco più di 5 a partita) e il settimo per tiri totali (15 a gara), davanti a squadre sulla carta superiori come Milan, Sassuolo e Fiorentina. La tabella qui sotto illustra inoltre come la Samp si comporti quasi allo stesso modo in casa come in trasferta, mostrandosi anzi per certi versi più spavalda lontano dal Ferraris.

sampdoria-tab

Il primo gol realizzato al Genoa è figlio di una delle tipiche situazioni create dalla Samp: Sala prende campo sulla destra e appoggia in profondità sulla fascia per l’accorrente Bruno Fernandes, che da trequartista si allarga quasi come un esterno di centrocampo e crossa al centro. Il traversone trova Quagliarella, che ha la freddezza di non concludere appoggiando per il meglio appostato Muriel che mette in rete. Il lavoro del numero 27 è cruciale per la manovra dei doriani, dato che la vera prima punta (seppur atipica) della squadra è proprio Muriel, mentre Quaglia si abbassa spesso quasi a formare un 4-3-2-1 con lui sul centro-sinistra e Bruno Fernandes o Alvarez sul centro-destra.

Tra gli uomini chiave della squadra va menzionato il regista Lucas Torreira, cuore pulsante della Samp: l’uruguaiano classe ’96, reduce da una stagione da protagonista nel Pescara di Oddo, dove ha dovuto sostituire Mandragora, è il giocatore che effettua più passaggi ogni 90′ (quasi 55), il migliore negli intercetti (2,6 a gara, ben staccato dai secondi Regini e Sala) e il secondo dopo Barreto per dribbling riusciti, fondamentale delicatissimo per chi gioca davanti alla difesa. Con numeri così, e una naturalezza impressionante nel prendere in mano la squadra nonostante abbia appena vent’anni, non stupisce che Giampaolo abbia accantonato un’istituzione del nostro campionato come Cigarini per fargli spazio.

Passando ai demeriti, è inevitabile che l’atteggiamento propositivo della Sampdoria debba scontrarsi con la qualità tecnica non eccelsa di alcuni interpreti: ottavi per passaggi tentati a partita, i doriani crollano quando si parla di percentuale di passaggi riusciti (80%, dodicesimi) e di palloni corti e lunghi sbagliati ogni 90′ (rispettivamente quarta e sesta in graduatoria). Per quanto riguarda la fase difensiva, nonostante la Samp abbia la dodicesima difesa del campionato con 12 gol subiti, alla pari con l’Inter, sorprende come i doriani siano la quarta squadra che concede meno tiri in porta agli avversari (poco più di 10 a partita), dietro ai cugini del Genoa, al Napoli e alla Juve. Il punto debole della retroguardia doriana è senza dubbio lo slovacco Milan Skriniar, che in sei gare da titolare al centro della difesa ha commesso ben tre errori decisivi: contro la Roma, contro il Milan e contro il Palermo. Ragazzo dalle ottime doti fisiche, il 20enne blucerchiato ha sinora mostrato dei preoccupanti cali di concentrazione nei momenti topici delle gare.

Emblematico, e anche decisamente clamoroso, il liscio che ha permesso la rete a Nestorovski del Palermo: cross basso di Aleesami dall’out di sinistra, l’attaccante macedone è l’uomo di Skriniar che gli corre davanti senza tenere sotto controllo né la sua posizione né la traiettoria del pallone, il traversone coglie impreparato il centrale e il palermitano è liberissimo di depositare in rete.

La ricetta – Difficilmente la Sampdoria arriverà allo Juventus Stadium con l’obiettivo di portare a casa lo 0-0, più probabile che i doriani, come in ogni gara, provino a orchestrare il proprio gioco e a mettere paura ai bianconeri sin dalle prime battute. La Juve non potrà mostrarsi troppo attendista, dato che lasciare il pallino del gioco in mano agli ospiti per troppo tempo potrebbe risultare pericolosissimo, considerando inoltre che la Samp è dotata di temibili tiratori dalla distanza come Quagliarella, Muriel e Torreira. Meglio soffocare fin da subito l’entusiasmo dei doriani provando a chiuderli nella propria metà campo e stroncandone le velleità offensive sul nascere, magari posizionando la difesa alta. Se il rientrante Chiellini dovrà fare particolare attenzione al tandem Sala-Fernandes sul suo out, per contro Alex Sandro potrebbe trovare spazio per far male vista la tendenza della Doria a spingere molto sulla destra. Giocando da Juve, e soprattutto imponendo un ritmo più alto rispetto a quello delle ultime gare, portare a casa la vittoria non dovrebbe essere impossibile.