Verso Juve-Roma: perché Dybala può essere la chiave

di Jacopo Azzolini |

Juve-Roma

Considerate le differenze di valori all’inizio del campionato, in ben pochi si sarebbero aspettati uno Juventus-Roma alla diciassettesima giornata  con appena 4 punti di distanza tra le due compagini. I giallorossi hanno ora l’opportunità di andare a tallonare la capolista da vicinissimo, con la squadra di Spalletti che viene da due successi pesanti contro Lazio e Milan. Alla luce di questo, la Roma può apparire come lanciata a mille.

Invece, al netto dei risultati, le ultime prestazioni hanno lanciato qualche segnale di preoccupazione che ha diviso l’ambiente. Si è in primis capito quanto Salah sia totalizzante nel gioco offensivo giallorosso per praticamente tutti gli aspetti: profondità, verticalità, imprevedibilità e risalita del campo.

Senza l’egiziano, infatti, le gare contro Lazio e Milan sono state a dir poco scialbe (soprattutto quella contro i rossoneri). Nulla a che vedere con l’andamento tipo dei giallorossi, che in ogni partita riuscivano a creare un elevatissimo quantitativo di palle gol, come dimostra il miglior attacco della Serie A. La pericolosità generale è nettamente diminuita, con la produzione nella trequarti rivale che per larghi tratti si è dimostrata quasi assente: insomma, un netto calo in termini offensivi.

Guardando l’altra faccia della medaglia, si può però dire che per la Roma sia positivo essere riusciti finalmente a vincere sfide così complicate (oltre che importanti). La qualità della rosa alla fine ha pagato, coi singoli episodi che hanno premiato – come succede nella maggioranza dei casi – la squadra migliore. Non può però passare in secondo piano il livello tecnico oggettivamente basso delle ultimissime partite.

 

TATTICA

A causa di una quantità sovrumana di infortuni – Spalletti non ha praticamente mai avuto Mario Rui e Vermaelen, senza dimenticare quanto successo a Florenzi e ora a Peres e Salah -, l’allenatore toscano si è trovato costretto più volte a inventare una formazione.

Ora ha scelto, come fanno d’altronde molte altre squadre, di cambiare disposizione tattica in base a chi ha il pallone. In fase di possesso, si è vista chiaramente una difesa a 3, con Emerson che andava ad agire larghissimo (e le heatmap ci aiutano).

roma

Quando però gli avversari avanzavano, l’esterno brasiliano scalava andando a comporre una linea difensiva a 4, con Rudiger terzino destro e Bruno Peres che invece si manteneva più alto. Qui De Rossi ha appena intercettato un lancio lungo dei rivali, con Emerson Palmieri che è pronto per scattare in avanti e ricomporre il 3-4-2-1.

emerson

Per un motivo o per un altro, però, il tridente difensivo è sempre durato per pochi minuti. Con la Lazio a causa di scelte tattiche di Spalletti, mentre la scorsa domenica l’infortunio di Bruno Peres ha scombussolato i piani sia nell’immediato che nel futuro, visto che l’ex Toro mancherà allo Juventus Stadium. Per quanto l’esterno brasiliano abbia i suoi limiti, coi suoi strappi costituisce una risorsa fondamentale per risalire il campo quando il match è bloccato e le idee scarseggiano.

Proprio nella seconda parte di primo tempo la Roma ha trovato il maggior momento di difficoltà, col Milan che sfruttando qualche amnesia tattica giallorossa ha seriamente rischiato di passare in vantaggio. In mezzo a una totale incapacità di creare gioco, il ritrovato Dzeko si è confermato elemento imprescindibile: il lancio lungo per il bosniaco è stato uno dei principali tentativi di alzare il baricentro e trovare qualche soluzione; proprio allo scadere di tempo, su uno spiovente di Rudiger, l’ex Wolfsburg ha approfittato del cattivo posizionamento di Paletta e Romagnoli e sfiorato il palo con un tiro uscito di poco.

 

La posizione di Nainggolan – schierato come trequartista – è uno dei nodi principali, che divide buona parte del tifo. Spalletti lo mette lì per garantire più equilibrio alla squadra: lo ritene in grado di disturbare l’avvio della manovra avversaria. Tuttavia, la sua capacità di palleggio tra le linee è ovviamente limitata rispetto alla presenza di un vero fantasista. Insomma, al belga tocca principalmente un lavoro di rottura, che secondo molti costituisce un vero e proprio spreco. Si sta comunque parlando di un giocatore di livello superiore, che in ogni caso trova il modo di rendersi decisivo. Ne è una prova la bellissima rete contro il Milan, che sfrutta l’ennesimo errato posizionamento di Locatelli.

 

Quindi, con le ultime uscite, ci si trova a commentare una Roma totalmente diversa da quelle delle settimane precedenti. Dalla squadra ultra verticale ed iper offensiva di inizio campionato – che però concedeva davvero molto-, abbiamo davanti una formazione reduce da partite bloccatissime, con una produzione di gioco assai lacunosa. Quasi una Roma più “italiana” nel senso negativo del termine, anche se le molteplici assenze non sono certo un’attenuante da poco per Spalletti.

 

RICETTA

Per quanto i giallorossi, vincendo, abbiano l’opportunità di avere una posizione di classifica oltre ogni più rosea aspettativa, sarebbe eccessivo aspettarsi una gara molto propositiva da parte dei giallorossi. Prima di tutto perché si gioca su uno dei campi più difficili d’Europa, in cui i bianconeri vincono praticamente sempre e che, da quando esiste, ha solo provocato (nette) sconfitte per la Roma.

Inoltre, le assenze tanto pesanti quanto numerose riducono per forza di cose le velleità della Roma, con Spalletti che dovrà in fretta e furia trovare qualche soluzione per reggere l’onda d’urto. La Roma si trova limitata in quelle che parevano le proprie caratteristiche più evidenti: profondità, verticalità e capacità di ribaltare velocemente il campo. Anzi, senza gli strappi di Salah e Peres, la risalita è uno degli attuali punti critici. Certo, l’egiziano pare sia recuperato, ma si tratta di un giocatore che si basa principalmente su velocità ed esplosività: non è detto che le abbia già in maniera significativa subito dopo l’infortunio.

Col ritorno di Dybala, la Juventus ha tutte le carte in regola per fare bene. Sia per via centrali (l’uomo tra le linee viene spesso sofferto dalla Roma, per quanto con De Rossi e Strootman si sforzi di coprire principalmente le zone interne del campo: basti vedere le chances nate dai piedi di Suso domenica scorsa) che per vie esterne, zone in cui Spalletti accetta maggiormente che l’avversario giochi il pallone. Con le lacune della Roma, i duelli individuali potrebbero fare la differenza: verosimilmente, la linea difensiva a 4 sarà composta da Rudiger ed Emerson, con soprattutto quest’ultimo che va in difficoltà quando attaccato. Chi agirà largo a sinistra – verosimilmente El Sharawyi – dovrà quindi supportarlo.

Anche quando provano ad essere più compatti, i giallorossi danno sempre la sensazione di non avere grosso equilibrio tra i reparti, con la Juve che dovrà essere brava ad approfittare di queste situazioni: specialmente una volta recuperato il controllo del pallone, con la transizioni negative e la corsa all’indietro che sono tra i principali difetti della Roma.

 

Non è comunque da escludere la tipica accorta partita “allegriana“, condita da molta pazienza, attenzione dietro e dal saper aspettare l’episodio propizio per affondare. Con le già citate difficoltà della Roma, pare difficile i capitolini siano in grado di creare molte chances se la Juve gioca prudente come sa fare. Bisogna però ammettere che, contro una formazione rimaneggiata, i bianconeri hanno l‘occasione più unica che rara per mandare un segnale prepotente al campionato. Vedremo quale intenzione prevarrà in Allegri, fermo restando che in termini di classifica un pareggio farebbe dormire all’ambiente sogni tranquilli, e che non è scontato aspettarsi una Juve che provi in tutti i modi ad ottenere i tre punti.