Verso Juve-Porto: come arrivano i dragoni alla sfida dello Juventus Stadium

di Matteo Viscardi |

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Da quando il massimo torneo continentale per club ha cambiato denominazione, nell’ormai lontano 1992/1993, la Juventus ha vinto l’andata di un turno ad eliminazione diretta, in trasferta, solamente in due circostanze. Una, nell’anno domini 1997, all’altezza delle semifinali, contro l’Ajax (già sconfitta l’anno prima in finale). L’altra, nel recente 2013, sotto la guida di Antonio Conte, sul campo del Celtic Glasgow (ottavi di finale). In Olanda il successo ebbe le dimensioni del 2-1, in Scozia quelle macroscopiche del 3-0. In entrambi i casi, la squadra torinese seppe ripetersi anche al ritorno in Piemonte, incamerando un altro successo e passando il barrage senza particolari patemi.

I bianconeri si trovano dunque in una comfort zone, accentuata anche dai numeri relativi agli avversari. I dragoni portoghesi, infatti, quando hanno perso l’andata di un K.O. stage in Champions League con più di una rete di scarto, non importa se in casa o fuori, non sono mai riusciti a ribaltare l’esito infausto del primo confronto. Questi dati sono senza ombra di dubbio pesanti, e aiutano a dipingere la condizione iniziale (propizia) dalla quale si partirà allo Juventus Stadium domani sera, eppure il traguardo (dei quarti) è ancora tutto da conquistare.

La banda di Allegri ha saputo gestire al meglio la gara del Do Dragao, controllando a piacimento i ritmi dell’incontro e pungendo, due volte, al momento opportuno. Va però detto che l’espulsione di Telles, nella prima mezz’ora di gioco, ha indubbiamente condizionato l’incontro, costringendo i padroni di casa ad un atteggiamento ultra modo difensivo, che alla lunga non ha regalato soddisfazioni agli uomini di Nuno.

Al ritorno l’ex tecnico di Rio Ave e Valencia proverà a rendere difficile la vita di Buffon e soci. Ma quali sono le cose che la Juventus dovrà evitare, per passare una serata serena? Un gol ospite nei primi minuti potrebbe accendere l’entusiasmo lusitano, infondendo nei Dragoes quell’autostima che, negli ultimi anni, è venuta spesso a mancare al cospetto delle big del continente. L’approccio alla gara dovrà dunque essere tale da ferire subito il corpo del match, con l’intento di chiarire agli ospiti le bellicose intenzioni bianconere. Fondamentale sarà anche evitare di concedere un alto numero di piazzati in zona offensiva.

Il club del presidentissimo Pinto Da Costa, infatti, dispone di ottimi battitori. Tiro diretto, cross nel mezzo o esecuzione di schemi sfarzosi sono tre delle armi più efficaci a disposizione della truppa ospite, assieme al talento smisurato di Brahimi e alla verve dell’uomo del momento, “Tiquinho” Soares. Disinnescare le due stelle portoghesi (cosa già riuscita brillantemente all’andata) annullerebbe definitivamente le già ridotte chance di rimonta e si rivelerebbe l’ennesima prova di forza del sistema difensivo zebrato.

Non meno importante sarà la gestione emotiva dell’incontro, con la necessità di passare oltre serenamente ad eventuali provocazioni, anche e soprattutto in vista dei prossimi turni (i cartellini gialli e le squalifiche potrebbero pesare enormemente). Anche nel caso in cui, però, la situazione dovesse complicarsi, la Juventus dispone comunque di una superiorità tecnica tale per la quale, con la dovuta calma sarà in grado di trovare il giusto mazzo di chiavi per aprire una serratura lusitana, improvvisamente arrugginitasi. La speranza è che la notte dello Stadium possa essere un succoso antipasto di primavera europea, tutta a tinte bianco e nere. Ma pur sempre senza dimenticarsi di tenere occhi aperti e mente salda. Del resto il Porto, in Italia, quest’anno, uno zero a tre lo ha già ottenuto…