Verso Juve-Pescara: gli strappi di Cuadrado vanno bene per ogni situazione

di Jacopo Azzolini |

Juve Pescara

Nel leggere la classifica senza aver mai visto alcuna partita, il Pescara di Massimo Oddo può apparire ai più una formazione sciagurata. Basta pensare che gli abruzzesi sono addirittura la squadra ad aver ottenuto meno punti sul campo,  visto che la vittoria col Sassuolo (l’unico successo per giunta) è arrivata a tavolino.

In realtà, il Delfino ha ottenuto sensibilmente meno di quanto si sarebbe meritato, è una compagine che raccoglie a dir tanto un decimo di quanto costruisce. Già solo le statistiche più generiche (possesso e tiri in porta) sono quelle da squadra di metà classifica.

Numeri a parte, basta vedere qualsiasi gara del Pescara per rendersi conto delle peculiarità della formazione di Oddo. Si tratta di una formazione per certi versi anche da ammirare, perché contrariamente agli altri team italiani di simil livello prova sempre a giocare a calcio. Tra le “provinciali”, è probabilmente una delle più propositive.

Nonostante l’attacco sia il secondo peggiore del campionato, in ogni match il Pescara riesce a creare una quantità elevata di nette occasioni da gol, che per diversi motivi non vengono però concretizzate. Già alla terza giornata contro l’Inter – il primo caso in cui tutti ebbero l’occasione di vedere per intero una gara degli abruzzesi – si ammirarono chances a gogò per il Pescara.

E’ una squadra molto tecnica, brava a giocare sia in spazi brevi che in spazi lunghi. Certamente sanno risalire il campo con rapidità, ma comunque non si tratta della classica “piccola” che agisce unicamente in situazioni di ripartenza. Oddo dispone di profili giovani ed interessanti, come per esempio Verre e Caprari (il primo assente per la sfida dello Juventus Stadium), che consentono al tecnico di poter utilizzare più soluzioni. Entrambi romani e di scuola giallorrossa, Verre e Caprari sono i giocatori offensivamente più pericolosi: ottimo cambio di passo e buona qualità palla al piede, sono in testa sia per i key passes che per le conclusioni in porta, dimostrando pure un eccellente movimento in non possesso e la capacità di farsi trovare tra le linee.

 

L’ultima disastrosa sconfitta con l’Empoli può far suggerire una squadra in totale crisi di identità. In effetti, il punteggio è stato a dir poco nefasto se si pensa che finora i toscani avevano realizzato appena due reti in stagione, entrambe allo sciagurato Crotone e per giunta su calcio piazzato. In realtà, pure contro Martusciello il Pescara ha creato una moltitudine di palle gol (23 tiri totali), e non si sta parlando di conclusioni disperate, bensì di chances da zone tanto pericolose quanto ravvicinate.

 

Paradossalmente, per una squadra con un livello tecnico che non è certo quello di un top club, costituisce un rischio giocare sempre e comunque il pallone, rinunciando quasi per principio a una sana spazzata. Già contro l’Inter una gestione eccessivamente leziosa in fase di possesso aveva creato pericolose ripartenze in favore dei nerazzurri, anche negli ultimissmi minuti.

La transizione che ha portato al primo gol dell’Empoli è nata da un intenso forcing dei padroni di casa, con molti uomini riversati nella metà campo rivale: tutto ciò fa capire come Oddo accetti tranquillamente la possibilità di concedere duelli individuali nelle retrovie, situazione più unica che rara nel calcio italiano.

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Il livello non eccezionale degli interpreti, però, ha compromesso in toto i piani del Pescara. Protagonista in negativo della giornata è stato Zampano: prima si è perso Maccarone nel gol che ha sbloccato il match; successivamente, in una situazione di possesso basso, ha sbagliato il passaggio che ha poi portato al gol di Pucciarelli. D’altronde, se scegli di adottare una determinata filosofia a prescindere dagli interpreti a disposizione, è normale accettare delle cadute a vuoto e/o errori di esecuzione.

 

RICETTA: Ovviamente, le partite subito dopo la sosta (con tutte le loro fisiologiche complicazioni) sono sempre le più imprevedibili nello svolgimento, capita sovente di trovare qualche difficoltà in più nell’approccio. A ciò si aggiunge qualche incognita tattica sul Pescara: la pesante assenza di Verre costringerà Oddo a rivoluzionare per la prima volta la formazione, passando dal solito 4-3-2-1 a un più coperto 5-3-2, nel tentativo di subire il minimo possibile.

Le fresche dichiarazioni di Allegri dimostrano quanto il tecnico livornese tenga a Juve-Pescara, e non fanno pensare ad eccessive rotazioni in vista della terribile trasferta del Sanchez Pizjuan. Oltre alla vittoria in sé – Allegri ha sottolineato che da successi in gare di questo tipo passa lo scudetto – il principale desiderio dell’ambiente è quello di vincere senza troppi patemi, risparmiando energie in vista del viaggio in Andalusia. Insomma, si spera di non rivivere il match contro l’Udinese.

Oltre al lapalissiano divario di valori tecnici, l’andamento della gara dipenderà anche molto da ciò che hanno in mente gli abruzzesi. Sarà interessante vedere se Oddo, nel disperato tentativo di reggere, rivoluzionerà la propria filosofia calcistica adottando un atteggiamento più conservativo o se invece il Pescara proverà comunque a giocare la palla come fatto in queste prime 12 giornate. In tal caso, Cuadrado potrebbe rivelarsi l’uomo giusto: il Delfino, a causa dei diversi errori di disimpegno, concede diverse ripartenze. Manca un po’ di interdizione in mezzo al campo, pertanto il Pescara soffre molto i giocatori in grado di ribaltare velocemente il campo. Basti pensare al panico creato da Maccarone e Pucciarelli nello scorso match. Lo stesso Saponara, pur non essendo rapidissimo, ha messo in crisi i rivali con diverse progressioni palla al piede.

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Anche se il Pescara dovesse stare iper accorto, il colombiano è comunque in grado di far male, visto che Cuadrado non è affatto uno “specialista”, bensì un’ala estremamente versatile in grado di pungere sia in spazi lunghi che in spazi stretti. Certo, considerando il suo rientro dal Sud America, non è da escludere che Allegri decida di tenerlo a riposo.