Verso Juve-Napoli: più scelta di approccio contro chi non può perdere

di Jacopo Azzolini |

I recenti avvenimenti rendono lo Juventus-Napoli di sabato ben più che semplicemente significativo per la formazione partenopea. Per come stava viaggiando il Napoli meno di un mese fa, probabilmente Sarri si aspettava di arrivare a questa sfida con ben altre prerogative. Se il disastroso infortunio di Milik secondo molti ha già compromesso addirittura buona parte della stagione, la squalifica di Gabbiadini a Crotone priva Sarri dell’unica altra prima punta utilizzabile.

Insomma, al sortilegio Juventu Stadium si uniscono le recenti difficoltà, le quali hanno un po’ spento l’entusiasmo ad un ambiente che si aspettava grandissime cose. Il Napoli, quindi, arriva nel capoluogo sabaudo con più pressione addosso di quanto si potesse pensare, anche perché una sconfitta potrebbe rivelarsi già decisiva.

Per lo meno, prima della partita di sabato, Sarri ha avuto un test per provare Mertens al centro dell’attacco. Contro l’Empoli è stata schierata praticamente la formazione migliore disponibile, con l’eccezione dei panchinati Hamsik e Hysaj. Suscitava molta curiosità tattica il modo in cui si sarebbe schierato l’attacco azzurro, se l’assenza di una prima punta avrebbe fatto vedere qualche ibrido tattico. Tutto ciò riguarda direttamente la Juventus, visto che ha già fornito i primi segnali in vista di sabato.

Certo, a prescindere dalla posizione di Mertens, sarebbe stato utopico non assistere a qualche azione sull’esterno tipica del suo repertorio.

 

Tuttavia, il belga ha sorpreso perché, sostanzialmente, ha fatto la prima punta nello stesso modo in cui avrebbe agito qualsiasi altro giocatore di ruolo. Già solo le posizioni medie tenute dai partenopei e le zone ricoperte da Mertens parlano chiaro, con questi che si è mosso prevalentemente in zone centrali.

formazione

 

mertens-posizione

 

Anche vedendo la gara, comunque, si è potuta osservare con chiarezza la zona d’azione del belga, col classico tridente offensivo napoletano che non ha subito grosse modifiche.

20161027_104826

 

Ha senza dubbio sorpreso la naturalezza di certi movimenti, come abbia saputo farsi trovare al posto giusto negli ultimi metri quasi come un centravanti di ruolo. In quest’azione partenopea – col taglio di Callejon che è una delle giocate simbolo del Napoli, a cui Allegri dovrà porre le corrette contromisure -, solo il mancato controllo dello spagnolo ha impedito a Mertens di segnare già nel primo tempo.

 

Però, non va dimenticato che, come abbiamo visto anche qui su Juventibus nella presentazione dedicata, l’Empoli è abbastanza anomala tra le provinciali italiane: si tratta di una squadra che gioca e che lascia giocare, un avversario con cui ha più facilità a costruire rispetto ad altre compagini di simil livello. Pur conoscendo benissimo le caratteristiche di Mertens, i toscani non sono mai riusciti a limitarlo con efficacia: la scarsa aggressività di Bellusci e Costa non ha mai costretto il belga a giocare spalle alla porta, anzi, grazie a una velocità d’esecuzione notevole ha sempre avuto modo di puntare l’uomo e/o girarsi velocemente.

 

Senza parlare poi della profondità che è stata concessa, con l’intero Napoli che ci ha di conseguenza sguazzato. Mertens compreso, soprattutto quando Insigne ha azzeccato la giocata.

 

Va da sé che a Torino sarà ovviamente tutto diverso, con la retroguardia juventina che molto difficilmente consentirà all’ex PSV situazioni del genere.

 

RICETTA: Ormai del Napoli di Sarri abbiamo imparato a conoscere sia i pregi che i difetti. In generale, quest’anno sta manifestando più difficolta a bucare le difese schierate. I numeri aiutano a fornici qualche indicazione: nonostante i partenopei siano per distacco la squadra col maggior possesso palla del campionato, sono appena in quinta posizione per quanto riguarda i tiri dentro l’area di rigore, a pari merito con la Sampdoria.

Rispetto ad altre squadre che possono permettersi di andare a ritmi contenuti, un Napoli in non eccellente forma fisica perde molto del suo potenziale. Quella di Sarri è infatti una squadra che opta per un recupero piuttosto alto del pallone: l’esempio è quello del primo gol di Mertens, con Allan aggressivo e Jorginho (il brasiliano spesso si alza per impedire la prima costruzione dell’avversario) a smistare immediatamente la palla per Callejon.

 

Quando però le energie calano un attimo, la squadra rischia di assumere forme troppo sbilanciate, con la difesa che non viene adeguatamente protetta. E’ successo anche nel secondo tempo della partita di mercoledì ( i tiri concessi all’Empoli sono tutti avvenuti nell’ultimo quarto di gara), con Sarri che per questo ha inserito Diawara al posto di Jorginho.

Oltre allo scoglio del match contro la Juventus, martedì il Napoli sarà impegnato in un decisivo scontro in Turchia che potrebbe rivelarsi decisivo per l’esito del girone. Queste due sfide, oltre a essere un importante banco di prova, costringeranno Sarri a gestire uomini ed energie nel modo giusto.

Molti dei passi falsi del Napoli sono stati anche causati da errori sia individuali che di reparto, da vere e proprie amnesie. Ciò però a volte viene enfatizzato dalla scrupolosità con cui la squadra effettua i dettami di Sarri, come per esempio nella costruzione della manovra del basso. L’errore di Koulibaly nel match contro la Roma è il caso più celebre, ma va detto che certe situazioni sono successe con frequenza.

 

Come anche detto da Allegri in conferenza stampa, la partita di sabato sarà molto più decisiva per il Napoli che non per la Juventus, visto che un’eventuale sconfitta dei partenopei complicherebbe la classifica degli azzurri. Alla luce delle condizioni e delle caratteristiche dei partenopei, i bianconeri hanno diverse modalità con cui provare ad avere la meglio sugli avversari. Approfittando delle già citate difficoltà nello scardinare difese schierate – senza dimenticare la presenza di Mertens come prima punta -, Allegri potrebbe adottare una strategia più attendista, concedendo uno sterile possesso palla ai rivali che poi faticherebbero molto a tradurre in concrete occasioni da rete. Per quanto riguarda la scelta degli uomini, va sottolineato che, quando viene attaccata, la difesa del Napoli spesso si stringe troppo, quindi sia Cuadrado che Sandro possono essere valide risorse.

Un’altra possibile soluzione – a dire la verità insolita per la Juve di Allegri – sarebbe l’utilizzo di una pressione alta per mettere in difficoltà la manovra partenopea. Ciò però potrebbe provocare dei potenziali rischi nelle retrovie, col tridente offensivo che troverebbe profondità e, di conseguenza, ripartenze e situazioni in cui pungere. Insomma, frangenti che tecnico e senatori della Juventus hanno già dimostrato di gradire poco, sia a parole che nei fatti. A prescindere da quel che si deciderà, la prerogativa dovrà comunque essere quella di bloccare Jorginho, uomo forse troppo centralizzante nel gioco partenopeo: senza il proprio regista, il Napoli si ferma.

Con tutta probabilità, vedremo una gara piuttosto conservativa, in cui il timore di scoprirsi  troppo provocherà un match bloccato, non troppo dissimile da quello dell’anno scorso. Sperando che anche questa volta l’episodio premi la squadra coi maggiori valori tecnici.