Verso Juve-Inter: Mandzukic ed Alex Sandro la possono risolvere sulla sinistra

di Jacopo Azzolini |

Juve-Inter

La sconfitta interna contro la Lazio ha interrotto la notevole striscia di vittorie di Stefano Pioli, che comunque perdura in campionato. Per quanto siano stati oltremodo eccessivi e superficiali i giudizi che descrivevano l’allenatore bolognese come un “normalizzatore” (anzi, la sua Lazio giocava in modo piuttosto coraggioso), è indubbio che all’ambiente interista servisse nell’immediato un profilo con elevata conoscenza del calcio italiano. I risultati estremamente positivi sorridono a tale scelta, che dimostrano oltretutto quanto il livello globale della rosa sia di livello: d’altronde, al netto di qualche acquisto sbagliato, i soldi investiti in queste sessioni di mercato non sono stati certo ridotti.

Senza dubbio si tratta di una squadra ora profondamente più compatta, in grado di sfruttare meglio i propri punti forti, come l’utilizzo delle corsie esterne (significativo l’aumento dei cross per un Icardi più nel vivo del gioco). L’acquisto di Gagliardini ha reso i nerazzurri una squadra più sicura nella gestione della palla, con l’ex Atalanta che ha già dimostrato grande personalità nel dettare i tempi fornire una manovra più fluida ed equilibrata. Ora certi elementi, prima in grandissima difficoltà, stanno riuscendo a trovare un loro senso tattico, come per esempio Kondogbia. Inoltre, l’avanzamento di Jao Mario si è rivelata una mossa vincente per il gran contributo che il portoghese riesce a dare in entrambe le fasi.

Per quanto, dopo la debacle col Napoli, i gol subiti si siano ridotti in maniera considerevole (appena 2 in 7 partite), questo dato non deve assolutamente trarre in inganno: l’Inter ha continuato nella stragrande maggioranza delle gare a concedere numerose nette occasioni da gol agli avversari. Il modo di giocare dei nerazzurri, nonostante i già citati miglioramenti nelle prima eccessive spaziature tra i reparti, concede numerosi duelli individuali nelle retrovie: sia al centro, sia sulle corsie esterne. Quando si incontrano avversari più qualitativi, è fisiologico concedere molteplici chances. L’esempio più eclatante è nella gara di Udine, dove solo per grazia divina Handanovic non ha chiuso la gara con almeno 3 reti subite.

I centrali interisti vanno terribilmente in crisi quando puntati nell’ 1 vs 1: Murillo è costantemente vittima di brutti infortuni (lo si è visto anche nella clip sopra), mentre pure Miranda è in difficoltà quando è costretto a difendere con ampie porzioni di campo alle spalle. Un suo retropassaggio sbagliato contro la Lazio stava per produrre il raddoppio di Immobile.

RICETTA

 

Suscita senza dubbio curiosità il modo con cui Pioli preparerà la sfida. Non tanto (o non solo) per l’elevato tasso tecnico della Juventus, bensì perché col cambio modulo i bianconeri sembrano fatti apposta per sfruttare a pieno le debolezze nerazzurre. La facilità nell’eludere il pressing, cambiare il gioco e risalire il campo posso mettere in grossa difficoltà i rivali, soprattutto sulle corsie esterne: sia sulla fascia destra che su quella sinistra, terzino ed ala riescono sempre a creare parità o superiorità numerica con sovrapposizioni ed elevata interscambiabilità. Contro la Lazio, la gara è stata risolta principalmente sulla destra, mentre in Coppa Italia i gol sono arrivati grazie al gran lavoro di Mandzukic ed Asamoah, col croato che ha di fatto creato lo spazio per il ghanese (anche approfittando della pigrizia di Suso).

Una squadra abile nelle transizioni come la Lazio ha abbondantemente dimostrato le lacune interiste in fase di non possesso. Ansaldi è uno dei punti deboli: per quanto abbia qualità nel disimpegno, ha problemi difensivi notevoli e si fa spesso attrarre in zone piuttosto avanzate, quindi fuori posizione. Se poi non viene neanche aiutato dall’esterno davanti a sé sono seri guai, con gli avversari che hanno l’opportunità di arrivare in porta facilmente e velocemente.

Per il modo “spregiudicato” (nel senso buono del termine) con cui gioca questa Inter, è difficile immaginare che Pioli vada a chiedere un eccessivo lavoro di ripiegamento a Candreva e Perisic, fase di gioco poco nelle corde soprattutto per quanto riguarda l’ex Lazio. Se quindi sarà ancora 4231 per i bianconeri – e dovrebbe succedere un cataclisma affinché Allegri cambi modulo -, la gara sarà probabilmente risolta sulle fasce, con la Juve che è chiamata a dare continuità alla bontà delle ultime prestazioni, sfruttando il maggior tasso tecnico sulle corsie esterne. Inoltre, per quanto non ai livelli drammatici dell’era De Boer, lo spazio tra centrocampo e difesa è ancora spesso elevato, con Dybala che quindi ha l’opportunità di poter fare la differenza tra le linee.

Da tenere d’occhio la probabile scelta di Brozovic al posto di Jao Mario tra le 3 mezzepunte dietro Icardi. Non è de escludere che Piola voglia il croato come guastatore per aggredire la costruzione bassa della Juve, sulla falsa riga di quello che Spalletti chiede a Naninggolan. All’andata, un pressing alto e deciso mise in crisi l’avvio di manovra della Juve. Con un centrocampista in meno e senza Marchisio, la retroguardia bianconera è chiamata a dimostrare un salto di qualità nell’uscita del pallone, visto che il Sassuolo ha fatto saltare qualche campanello d’allarme.