Verso Juve-Empoli, con vista su Amsterdam

di Nevio Capella |

Anche questa volta la fastidiosissima pausa delle nazionali è stata messa in archivio e per restare fedeli alle tradizioni, non siamo riusciti a riaccogliere a Torino tutti i nostri giocatori andati in giro per il mondo con il piacere di trovarli nelle stesse condizioni in cui erano partiti.
In questo caso però il giocatore tornato ammaccato (e speriamo davvero sia solo un’ammaccatura di poco conto) è il più importante di tutti e questo ha riacceso per l’ennesima volta i ragionamenti in merito a quanto sia realmente insensato collocare una sosta in questo periodo dell’anno che per molti corrisponde al momento in cui ci si gioca tutto quello per cui si concorre.
Nel nostro caso, almeno per questa volta il campionato sembra abbastanza orientato, al netto della sconfitta senza repliche patita a Genova due settimane fa, ma il ritorno della Champions con i quarti di finale è ormai dietro l’angolo e questo rappresenta ulteriore motivo per sperare che Cristiano recuperi velocemente la condizione ottimale.

Quello che inizia con la partita contro l’Empoli è un filotto di 7 partite in 21 giorni che con la proiezione all’ipotetica semifinale europea può diventare di 10 in un mese: cosa dobbiamo aspettarci dalla Juve, oltre lo scontato countdown che la separa da Amsterdam?
Si parte da tre impegni di campionato molto ravvicinati a causa di un turno infrasettimanale se possibile ancora più cervellotico della pausa per gli impegni delle nazionali, perché se è vero che da diversi anni il mese di aprile ne ospita uno di quelli programmati in fase di compilazione dei calendari, è anche vero che quest’anno uno dei soliti quattro (quello di fine ottobre) è stato sacrificato sull’altare dell’italianizzazione del “Boxing day” inglese, e da questo punto di vista è da considerare davvero una piccola fortuna quella di essere stati eliminati dalla Coppa Italia che propone le semifinali di ritorno nell’unico mercoledì libero del mese di Aprile.

Ma tant’è, e così dopo l’Empoli coinvolto nella lotta salvezza, la Juventus farà tappa martedì sera a Cagliari per poi chiudere la settimana ospitando il Milan nell’anticipo di lusso di sabato 6 aprile.
Ovviamente non sappiamo ancora se e in quale misura Allegri utilizzerà queste tre partite per provare qualcosa in chiave Ajax, ma verosimilmente dovremmo vedere una discreta rotazione di uomini con pochissimi elementi impegnati sempre, se non in quei reparti in cui le defezioni rendono ancora obbligate alcune scelte.

Di sicuro ci sono almeno un paio di posizioni che la recente attualità di campo, comprese le due uscite della nazionale italiana, ha reso “da definire”, e parliamo di Kean e Spinazzola.
Il primo, complice lo stop forzato di Ronaldo, dovrebbe trovare abbastanza spazio come ci si aspettava già a Genova, e chissà che se il portoghese non dovesse essere pronto per l’andata in Olanda, non possa addirittura essere candidato ad un posto da titolare per quella partita.
Le sue due prestazioni con l’Italia, seppure al cospetto di due rappresentative di basso livello, hanno confermato quanto di buono si era visto sia contro l’Udinese che nell’ottimo impatto quando è subentrato a gara in corso contro l’Atletico Madrid.
Il ragazzo è chiaramente in un ottimo momento di forma e le circostanze gli offrono una grande opportunità anche in virtù del fatto che almeno contro Empoli e Cagliari, se lo schieramento resterà quello consolidato di questa stagione con tre attaccanti, saranno quattro i giocatori disponibili per tre posti.

Per Spinazzola il discorso è diverso perché nel suo caso c’è un dualismo secco con Alex Sandro che quest’anno ancora non ha dato la sensazione di aver svoltato per uscire da quella zona d’ombra in cui, il più delle volte, svolge il suo compitino e poco altro, accompagnato da una sorta di aura di impalpabilità che non appartiene certamente ad un calciatore del suo livello.
La squalifica del brasiliano nella gara di Torino contro gli spagnoli ha permesso a Spinazzola di rivelarsi agli occhi di tutti, e così come Kean, anche lui sembra attraversare il classico periodo di onnipotenza in cui riesce tutto.
Bisogna considerare che, come ha fatto notare qualcuno, ad Alex Sandro viene chiesto regolarmente di fare due fasi di gioco (compito che il giocatore assolve sempre diligentemente) mentre nel caso di Spinazzola la fase difensiva è pressoché assente, tanto che per lasciargli libertà di devastare i colchoneros, Allegri si era inventato Emre Can difensore centrale o terzino in caso di bisogno, e poi anche centrocampista tuttofare grazie alla serata di grazia che il tedesco ha vissuto.
A grandi linee, conoscendo il tecnico livornese dovremmo aspettarci Alex Sandro titolare, almeno nella gara di andata, ma per l’esterno marchigiano sono in arrivo, una dietro l’altra, delle ottime occasioni per candidarsi seriamente.

Dal punto di vista strettamente pratico, invece, bisogna trovare quanto prima quei punti che rendano ufficiale il più velocemente possibile la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo, perché la possibilità di trovarsi con un margine di vantaggio così ampio sulle inseguitrici rappresenta un precedente praticamente unico in cui la Juventus non si è mai trovata, se non nelle due occasioni in cui poi ha sì vinto la coppa, ma il solco in campionato era stato scavato a suo danno, e già a marzo le possibilità di vincere i campionati conquistati poi da Verona nel 1985 e Milan nel 1996, erano pressoché nulle.