Verso Juve-Barcellona: novità e debolezze dei catalani

di Mattia Demitri |

 LA VERSIONE 2017 

Il Barcellona 2016/2017 è una squadra a due facce. La prima nella veste del 433, già incontrata a Berlino, è la squadra che quest’anno non ha brillato particolarmente accumulando uno svantaggio notevole in Liga nei confronti del Real Madrid (scivolando momentaneamente al terzo posto, scavalcata dal Siviglia) per poi concludere con la debacle clamorosa a Parigi in Champions League. La seconda, reinventata felicemente da Luis Enrique con il 343 a rombo, è sorta proprio dalle ceneri di quella disfatta, complici gli infortuni di Jordi Alba e Aleix Vidal.

La nuova versione dei blaugrana appare per la prima volta nel difficile scontro diretto del Calderon, vinto 1-2, e successivamente per altre sei gare, comprese le prestigiose vittorie con Siviglia, Valencia e la leggendaria remuntada del camp nou sul PSG.
Lo score offensivo è impressionante, 6 vittorie, 27 gol segnati, media di quasi 4 gol a partita; dall’altro lato però 7 gol subiti e una sola gara a porta inviolata.

È un Barcellona che fa i conti con i suoi limiti e prova a nasconderli pigiando forte l’acceleratore per sotterrare di gol l’avversario. Per far questo, lo stile di gioco è stato modificato di conseguenza, richiamando concetti guardiolisti. La squadra in campo non è più sorniona con un baricentro basso ad attirare il pressing per poi eluderlo aprendo le praterie per i tre fenomeni della MSN. La linea difensiva ora è molto più alta e l’uomo in più a centrocampo fa densità per serrare gli spazi e provocare l’errore, si rivede il pressing proattivo degli attaccanti. L’intento è quello di soffocare sul nascere la fase offensiva avversaria per subire meno attacchi e contemporaneamente portarne di più.

Nell’undici tipo trova posto Rakitic, che era finito ai margini anche per motivi contrattuali. E’ lui l’uomo in più a centrocampo, Messi è spostato al centro per un’efficacia immediata, ed è tornato a brillare, a destra Rafinha, ora infortunato, o Sergi Roberto hanno l’importante funzione di elementi equilibratori per un XI molto sbilanciato.

Qui ad inizio azione Sergi Roberto si abbassa a fare il centrocampista mentre Rakitic si apre sulla destra alto.

A possesso consolidato Sergi Roberto si alza in posizione di ala destra e Rakitic prende il canonico posto nel rombo di centrocampo, il croato si inserisce sempre nel corridoio sul centro destra che viene lasciato libero da Messi, tra Suarez e Roberto.

Il motivo di questa particolare scalata è la disposizione difensiva che come per il 433 prevede Rakitic sulla linea dei centrocampisti e Roberto sulla linea dei difensori.

 DIFFICOLTA’ E DEBOLEZZE 

Nell’ultima giornata a Malaga, a causa di assenze forzate, è tornato il 433 e con esso la sconfitta: un 2-0 netto, chiaramente dovuto, al di là dei fattori intrinseci al modulo, anche allo scarso apporto delle riserve rispetto ai titolari, un problema che affligge i catalani da tutta la stagione. I maggiori responsabili secondo la stampa spagnola sarebbero André Gomes e Jeremy Mathieu, che nelle loro 14 e 11 partite da titolari in Liga avrebbero fatto perdere ai catalani rispettivamente 15 e 12 punti. Il portoghese è stato anche protagonista in negativo nella sconfitta di Parigi agli ottavi di coppa, ed è uno dei probabili sostituti dello squalificato Busquets per la gara dello Stadium.

L’assenza di Sergi Busquets è un duro colpo per Luis Enrique. Al di là del valore assoluto del fuoriclasse spagnolo, è un elemento cardine della formazione, e nessuno nella rosa può vantare il suo assortimento di caratteristiche. Chiunque andrà a sostituirlo rappresenterà un appiglio tattico per Massimiliano Allegri. Nelle poche partite saltate da Busquets ci sono stati diversi avvicendamenti: al suo posto hanno giocato Rakitic, Mascherano e André Gomes.

Il portoghese è stato utilizzato come metodista nelle ultime due occasioni, in gare però poco probanti contro Leganés e Athletic Bilbao, l’argentino invece è stato il prescelto per la semifinale di Copa del Rey contro l’Atlético Madrid.

Oltre alle ragioni tattiche, c’è un malus strettamente tecnico derivante dalla squalifica del numero 5 blaugrana: l’inferiorità aerea.

Busquets è l’unico fra i titolari insieme a Piqué a raggiungere il metro e 90, e questo potrebbe costare caro contro la Juventus.

Quando ha giocato con il 343 a rombo, il Barcellona ha schierato da destra a sinistra la linea difensiva Mascherano, Piqué, Umtiti dimostrando una certa criticità sul lato destro, zona in cui ha subito la maggior quantità di occasioni. Una difficoltà dovuta prevalentemente alla presenza di Mascherano che con l’età sta diminuendo la qualità delle sue performance. Nella sua zona verosimilmente andrà a stazionare Mario Mandzukic.

La disposizione in pressing del barcellona, con i 4 davanti sui 4 difensori, i due interni su Pjanic e Khedira, potrebbe costringere Enrique ad abbassare Sergi Roberto e/o ad allontanare dal pacchetto di centrali Mascherano per prendersi cura di Mandzukic.

In questa recente veste tattica la riscoperta del pressing ultra offensivo il Barcellona espone nuovamente il fianco al contropiede, una debolezza che era stata arginata con l’avvento di Luis Enrique e l’introduzione di un calcio più speculativo. Come detto, la disposizione difensiva dei catalani è approssimativa, specialmente a centrocampo la linea che viene a formarsi (Neymar, Iniesta, Busquets, Rakitic) non è abbastanza solida e quindi fatica ad evitare che gli avversari creino situazioni di palla scoperta. Queste situazioni sono gli incipit dei contropiedi, e il Barça cerca di evitarle recuperando immediatamente la palla in pressing.

 CHIAVI TATTICHE 

La gara è di facile lettura per la Juventus, e sembra apparecchiata appositamente per favorire i bianconeri, la chiave del match è riuscire in qualche modo ad evitare il pressing alto del Barcellona per spostare la contesa su quelle fasi di gioco che gli spagnoli cercano di evitare a tutti i costi, i momenti in cui devono difendersi da situazioni di contropiede. Mandzukic rappresenta una soluzione ovvia per scavalcare il pressing con dei lanci, ma anche collateralmente un modo per impegnare Sergi Roberto, che qualora scendesse a marcarlo, libererebbe il terzino sinistro juventino per uno scarico facile in sovrapposizione.

La Juventus dovrà quindi attaccare e costringere il Barcellona a difendersi, esponendone i limiti di posizionamento in fase di non possesso e diminuendo così anche il numero di occasioni per il tridente infernale, in maniera simile a quanto fatto dal Paris Saint Germain nella gara di andata.

In difesa servirà una prestazione di grande personalità, sia per fermare Messi & co. sia per giocare la palla sotto pressione. Allegri dovrà escogitare un modo per neutralizzare Messi, che agisce ora in una posizione particolarmente fastidiosa, sulla trequarti, Khedira e Pjanic potrebbero essere inefficaci nel contrastarlo tra le linee.

Il Barcellona è in forma dopo un periodo d’appannamento, ma la Juventus sembra averne di più, oltre ad aver gestito con il turn over gli impegni precedenti, l’intensità sarà una componente critica, sia per contenere le individualità degli spagnoli, sia per sfiancare il loro pressing.

 LE PROBABILI FORMAZIONI 

Il dubbio definitivo sull’utilizzo o meno della difesa a 3 sarà dissipato solamente tra qualche ora. Il ballottaggio principale, eventualmente, riguarderebbe André Gomes ed Alba. I rimanenti 10 sono apparentemente intoccabili.