Verso Fiorentina-Juve: la personalità di Bonucci (e il 352) per aggirare la pressione viola

di Jacopo Azzolini |

Verso Fiorentina-Juve

Tra una situazione di classifica ormai compromessa e i numerosi malumori interni, mai come quest’anno Fiorentina-Juventus può essere la partita della stagione per i tifosi viola.  Rovinare i piani scudetto dei bianconeri rischia veramente di costituire uno degli ultimi concreti obiettivi da raggiungere.

Era onestamente utopico aspettarsi troppo in termini risultati dalla Fiorentina di questa stagione: la rosa è ancora più modesta di quella (già altamente lacunosa) della stagione passata. I difetti rimangono quindi essenzialmente immutati, con una squadra oltretutto meno forte. Nonostante ciò, Sousa continua con grande tenacia a portare avanti la sua filosofia calcistica: pur con interpreti non certo esaltanti, rimane una squadra che non prescinde dall’avere il controllo del pallone, provando sempre e comunque a giocare a calcio e a far partire l’azione da dietro.

Già l’anno scorso i Viola di Sousa si erano evidenziati per l’elevata versatilità tattica, passando con grande rapidità dalla difesa a 3 a quella a 4. Ora si sta  assistendo a un interscambio ancora più netto, col tecnico portoghese che ha schierato un gran quantitativo di moduli, passando anche alla soluzione doppio centravanti (Kalinic-Babacar).

Di recente, in fase di non possesso la retroguardia ha iniziato a schierarsi anche a 5, merito di un Chiesa che sta dimostrando grande sacrificio in zone arretrate del campo. Contro il Napoli, quando i partenopei insistevano nella parte sinistra del campo, era notevole la velocità con cui il numero 29 andava a comporre la linea difensiva (nella circostanza sotto, Salcedo si era staccato in avanti per andare a contrastare il portatore di palla). Probabile che Sousa stia sempre più optando per tale scelta nel tentativo di coprire meglio l’ampiezza del campo, uno storico grande difetto della sua difesa.

Fiorentina2

 

Da segnalare  il deciso avanzamento della posizione di Bernardeschi. Il numero 10 viene spesso cambiato di fascia a seconda delle circostanze, perché sfruttarlo nel migliore dei modi vuol dire aumentare sensibilmente ai toscani l’imprevedibilità e fluidità nella trequarti rivale. Per quanto giostri sulla carta largo (e lo fa bene sia a destra che a sinistra), è solito tagliare verso l’interno e, di conseguenza, accentrare la propria posizione. Ciò viene enfatizzato nelle gare in cui mancano Ilicic e Borja Valero, e gli consente di sfruttare al meglio anche la sua notevole conclusione dalla distanza. Questa è la sua Heatmap relativa al match contro il Napoli.

Bernardeschi

 

 

RICETTA

Un allenatore essenzialmente realista e pragmatico come Allegri ha probabilmente tratto grosse indicazioni dai precedenti con Sousa. Una Juventus che si difende con la solidità che la contraddistingue non fa altro che risaltare la primaria difficoltà Viola: ossia, creare occasioni da rete quando l’avversario è schierato. Lo Juventus-Fiorentina del 2015-2016 mise in mostra in maniera palese i limiti fiorentini, col tecnico di Viseu che in conferenza stampa sottolineò amareggiato quanto fosse difficile segnare alla BBC.

Difendere bassi e negare la profondità sono i metodi principali per stroncare sul nascere buona parte delle velleità offensive avversarie. I movimenti di Kalinic sono piuttosto totalizzanti per l’attacco fiorentino, ed esaltano sia lui che i compagni.  Quando gli avversari sono coperti, la sterilità in attacco è una delle prime cose che si nota della squadra di Sousa, col proprio centravanti che fatica davvero molto. Quando invece la linea difensiva dei rivali è più alta, la Fiorentina è in grado di arrivare in porta con estrema facilità grazie a improvvise verticalizzazioni, che siano di Badelj, Ilicic o Bernardeschi.

La punizione che ha portato al pareggio contro il Napoli è nata proprio così. Alla luce delle caratteristiche citate, è evidente il motivo per cui il modo (avanzato) di difendere dei partenopei abbia concesso così tanto alla Fiorentina (in avanti la formazione di Sarri ha comunque disputato una grande gara).

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Allegri verosimilmente non perderà l’opportunità di schierare 3 difensori centrali di ruolo. Nel (probabile) 3-5-2 che ha in mente non è da escludere l’assenza dal primo minuto di Pjanic, forse poco adatto come interno in un contesto del genere: verrebbe richiesto al bosniaco un lavoro non propriamente nelle sue corde. Insomma, rispetto alle ultime uscite che ci hanno consegnato una Juventus più “palleggiatrice”, potremmo vedere dei bianconeri un po’ più “vecchio stampo”, con una prestazione più attendista e meno dominante palla al piede.

In ogni caso, che sia a tratti o con costanza, non bisognerà assolutamente rinunciare alla pressione alta: nella Fiorentina, l’azione parte sempre dai difensori, che hanno un ruolo attivissimo nella costruzione del gioco. La qualità del reparto non è però certo sublime individualmente, quindi vanno in difficoltà se aggrediti. La prima giornata di questa Serie A è stata emblematica, con la pressione alta juventina che per un tempo intero ha letteralmente impedito la costruzione dai difensori, chiudendo la Fiorentina quasi nella propria area. Pure nell’ultima giornata il Napoli  ha insistito su situazioni di questo tipo, raccogliendone i frutti: è quindi frequente assistere a svarioni in zone nevralgiche.

 

Nel caso in cui si dovesse arretrare eccessivamente il baricentro, saranno vitali gli strappi di Cuadrado e Alex Sandro (il brasiliano è un sicuro titolare, non lo è invece il colombiano) per risalire il campo. Inoltre, quando mossa dall’entusiasmo, spesso la Fiorentina prova a recuperare il pallone in zone piuttosto avanzate: ciò però non avviene sempre in maniera impeccabile, quindi con una lucida gestione del possesso si è in grado di eludere il pressing ed arrivare nella porta avversaria rapidamente (e il Napoli lo ha dimostrato). E’ quindi richiesta brillantezza in uscita alla retroguardia juventina, col rientro di Bonucci che può riportare maggiore creatività e personalità alla costruzione bassa della Juventus.