Verso Doha: Pjanic e Dybala per la supremazia territoriale

di Jacopo Azzolini |

La Juventus chiude il 2016 contro una delle tre squadre finora riuscita a sconfiggere i bianconeri. Per quanto la classifica del Milan sia ancora ottima se rapportata alle (basse) attese, le ultime gare hanno fatto perdere punti cruciali ai rossoneri, ora usciti anche dalla zona Champions.

In realtà i limiti della squadra di Montella rimangono piuttosto evidenti, e sono quelli già ampiamente sottolineati due mesi fa: si tratta forse della squadra che ha raccolto di più in relazione a quanto espresso. Semplicemente, in confronto a molte vittorie di inizio stagione, contro Roma e Atalanta non è riuscita a sfruttare gli episodi favorevoli: l’esempio più eclatante è il rigore fallito da Niang. E’ quindi venuto a mancare il cinismo che aveva accompagnato la truppa di Montella, truppa che quest’anno è sempre stata caratterizzata da solidità e pragmatismo.

Milan-Juventus di ottobre è stata senza dubbio una sconfitta sfortunata: vuoi per il gol annullato a Pjanic, vuoi per aver subito sostanzialmente all’unico tiro in porta (oltretutto da una posizione neanche chissà quanto letale). Si sta comunque di una delle prestazioni peggiori dei bianconeri per tutta una serie di motivi ed inefficienze.

In generale, anche a causa delle pesanti assenze di Dybala e Marchisio, la manovra offensiva juventina si era rilevata altamente lacunosa, mostrando una notevole difficoltà nel costruire occasioni da rete contro avversari schierati. Un Higuain praticamente mai servito, Pjanic poco al centro dell’azione e un possesso tanto lento quanto orizzontale. Insomma, un gioco offensivo tutt’altro che esaltante.

Con gli importanti ritorni, però, ora la Juve può esprimere una manovra sensibilmente migliore (e parzialmente lo si è già visto). Il Milan, a causa delle caratteristiche dei propri centrocampisti, si preoccupa principalmente di coprire le zone centrali del campo, tattica adottata da molte italiane che hanno affrontato la Juventus. Tuttavia, il giovane Locatelli non offre ancora adeguate garanzie davanti alla difesa, e certe amnesie in interdizione rischiano di costare caro, come in occasione del gol di Nainggolan: quindi l’uomo tra le linee (Dybala, per esempio) può rivelarsi decisivo.

 

Segnando nei primi minuti, la Juventus contro la Roma ha potuto mettere la gara nei giusti binari. Quando i bianconeri si chiudono e difendono come loro sanno fare, per qualsiasi squadra di Serie A segnare è un’impresa ai limiti del sovrumano: e lo sarebbe a maggior ragione per una squadra con le lacune tecniche del Milan. Se però il gol non arriva subito, non sempre i bianconeri hanno dato la sensazione di fare la partita con grande efficacia, anzi si sono notate diverse problematiche nella costruzione del gioco.

Dando per scontato che Pjanic ce la faccia a partire dal primo minuto, bisogna far valere la propria superiorità tecnica e provare fino in fondo a far venire a galla i limiti del Milan. Per quanto tendenzialmente le squadre di Allegri non vadano a pressare alto l’avversario, potrebbe essere funzionale adottare un atteggiamento più aggressivo, visto che i rossoneri non sanno eludere in modo ottimale il pressing dalle retrovie.

Inoltre, può essere il contesto giusto per non partire con tre difensori centrali di ruolo, in modo da accompagnare l’azione con più uomini e rendere la manovra più fluida (anche se la disposizione tattica dipenderà dalle condizioni di Lichtsteiner). In generale, riuscire ad abbassare il più possibile il baricentro del Milan metterebbe in seria difficoltà la risalita del campo da parte dei rossoneri, lacuna che si è vista con insistenza nelle ultime gare (soprattutto quando manca Niang e Kucka non è in forma).

Come già scritto prima della gara di ottobre, occhio al disimpegno: il Milan più volte ha approfittato di errori del centrale in costruzione bassa, e specialmente Suso – oggi molto accentratore nel gioco offensivo – ne ha approfittato, creando nette occasioni da gol.

https://www.youtube.com/watch?v=PcUyuFAefcI