Verso Dinamo Zagabria – Juve: mille talenti e poche certezze per Sopic

di Alex Campanelli |

Non esiste momento peggiore per provare a raccontare, spiegare e magari analizzare la Dinamo Zagabria, avversaria della Juventus nel girone di Champions League. La squadra campione di Croazia infatti ha recentemente cambiato allenatore, con Zlatko Kranjcar (padre del Niko ex Portsmouth e Tottenham) che ha rassegnato le dimissioni a causa della troppa pressione. “I giocatori non la vivono come la vivo io, non riesco a sopportare le tre sconfitte consecutive“, queste le sibilline dichiarazioni dello scioccato, ancorché esperto tecnico, con un passato anche sulla panchina della nazionale croata. Un quadro non difficile da teorizzare se si conoscono le dinamiche interne al club più potente (non solo sul campo) dello stato, magistralmente raccontate dal nostro Lazar Perovic.

Al posto di Kranjcar è stato promosso il viceallenatore Zeljko Sopic, il quale dovrebbe rappresentare una soluzione temporanea, ma che in appena un paio di uscite ha stravolto quasi completamente la squadra: un nuovo e iperoffensivo modulo, giocatori precedentemente fondamentali relegati in panchina o addirittura in tribuna, largo ai giovani di valore e agli esperimenti. I fatti dicono che finora l’allenatore ad interim ha raccolto una vittoria in coppa per 5-0 con un 11 imbottito di riserve e un successo di misura in campionato in casa della Lokomotiva Zagreb, che può essere considerata poco meno di una “squadra satellite” della Dinamo (per saperne di più vi rimandiamo al medesimo articolo di Lazar).

Andiamo con ordine: fino a qualche settimana fa la Dinamo, indebolita dalle partenze di Rog e Pjaca, è stata schierata da Kranjcar col consueto 4-2-3-1, con qualche esperimento di centrocampo a 4 in linea o di difesa a 5, quest’ultima disperatamente naufragata nel 5-2 di Rijeka che ha spinto il tecnico a dimettersi. Sopic ha invece imposto come modulo base un 4-3-3 molto offensivo, con mezzali più portate all’inserimento e al ricamo che alla lotta, sistema prima testato con successo in coppa contro i semiprofessionisti del Veli Vrh e poi riproposto in campionato, anche se col già citato Lokomotiva è arrivata solamente una striminzita vittoria per 1-0 confezionata dai due centrali difensivi Benkovic e Sigali contro una difesa a dir poco immota.

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Tra i pali è rimasto titolare il 18enne Adrian Semper, potenziale lucrosissimo uomo mercato che con ogni probabilità verrà confermato anche in Europa, dato che le alternative Livakovic e Mikulic, poco più che ventenni, non offrono grandi garanzie. Il leader della retroguardia è un altro potenziale piccolo crack, anche se in realtà il ’97 Filip Benkovic domina dall’alto del suo metro e 94 e può già contare più di 50 partite da professionista tra la prima e la seconda squadra della Dinamo e le varie selezioni nazionali della Serbia. Possente e pericoloso sui calci piazzati, Benkovic può essere impiegarto anche davanti alla difesa ed è il diamante di una retroguardia completata dall’altro centrale Leonardo Sigali, 29enne argentino, dal 27enne terzino sinistro Pivaric e da uno tra Stojanovic (altro ventenne), titolare con Kranjcar, e Kobie Morris, lanciato dal nuovo tecnico in coppa e confermato in campionato. Alternativa ai due centrali il nazionale Gordon Schildenfeld, mentre può giostrare su entrambe le fasce il 18enne Borna Sosa.

A centrocampo Sopic ha clamorosamente escluso il capitano Domagoj Antolic in entrambe le uscite; uomo d’equilibrio con Kranjcar, che lo impiegava ora davanti alla difesa ora da falso trequartista, non è chiaro se Antolic sia stato risparmiato in vista della Juve o se il nuovo tecnico continuerà a preferirgli il più offensivo Pavlcic, anche se l’impressione è che martedì vedremo una Dinamo meno sbilanciata di quella analizzata finora. Una delle due mezzali sarà quasi sicuramente Ante Coric, ennesimo Under 21 della rosa, talentuoso fantasista accostato a diversi club italiani, che però ha sempre giostrato un passo più avanti e con meno compiti di copertura. Contro il Lokomotiva assieme a lui è stato schierato il ’96 Fiolic, anche lui più trequartista ed ala che centrale di centrocampo;  più facile immaginare l’inserimento di almeno un giocatore più esperto e solido, come il capitano Antolic, l’iraniano Karimi o il brasiliano Jonas, un imprescindibile per Kranjcar.

Per quanto riguarda l’attacco, l’esperimento di Paulo Machado, centrocampista portoghese dal discreto palmarès internazionale, finto centravanti è durato lo spazio di 45′; all’inizio della ripresa della gara contro il Lokomotiva Sopic ha inserito una punta vera come Angelo Henriquez, facile ipotizzarlo titolare contro la Juventus. Ai suoi lati i titolari sarebbero il nazionale algerino Soudani e il carioca-cileno Junior Fernandes, uomo di fantasia del reparto avanzato, ma attenzione a Mario Situm: l’ex Spezia ha avuto un impatto positivo nei 40′ disputati contro il Lokomotiva, la sua velocità potrebbe essere sfruttata a partita in corso.

Al momento è decisamente complicato ipotizzare una probabile formazione, che comunque sarà quasi sicuramente piena di ragazzi dal ’95 in giù che hanno tutto da dimostrare e niente da perdere. La freschezza e la gioventù della Dinamo possono anche rappresentare anche il suo più grande liite, dato che più di metà squadra è praticamente al primo vero impegno internazionale. Starà al sorprendente Sopic schierare un 11 credibile che possa mettere in difficoltà la Juve, incanalando il talento dei tanti diamanti grezzi a disposizione.

Dinamo Zagabria (4-3-3): Semper; Stojanovic (Morris), Sigali, Benkovic, Pivaric; Coric, Antolic (Pavlcic), Fiolic (Machado); Soudani, Henriquez, Junior Fernandes.