Verso Chievo-Juve: prenderli ai fianchi, ma occhio a Birsa

di Jacopo Azzolini |

Nonostante la testa sia all’ennesima prestazione deludente di Champions, domenica si torna in campo. Ed il Chievo non è affatto l’avversario più agevole che ci si possa trovare davanti, visto che la formazione di Maran è una delle principali sorprese di questo avvio di stagione.

La scorsa domenica è stata storica, visto che allo Scida è avvenuta la prima vittoria in Serie A del Crotone, uno dei rari passi falsi commessi dai clivensi in questi primi mesi di campionato. Probabilmente gli ospiti hanno sottovalutato l’avversario, credendo che per aggiudicarsi la posta in palio sarebbe bastata una prestazione soft, con attenzione e ritmi più bassi. Non è stato così, e certi leziosismi di troppo nella prima frazione dimostrano come forse il Chievo abbia preso sottogamba l’incontro. La fortuna non ha poi neanche girato troppo dalla parte dei gialloblu, visto che il gol che ha messo in salita la gara è arrivato praticamente a primo tempo scaduto. L’intera ripresa col Crotone impegnato unicamente a difendere non ha fatto altro che enfatizzare le palesi difficoltà veronesi in fase di costruzione.

Scivolone calabrese a parte, è comunque affascinante osservare come, nonostante una rosa costruita al risparmio, un’età media piuttosto elevata e un’evidente mancanza di qualità, la formazione di Maran riesca a ottenere risultati di tal livello e a rivelarsi un avversario ostico per chiunque.

Le difficoltà in fase di palleggio sono piuttosto evidenti, infatti il Chievo non prova neanche ad insistere con azioni prolungate.

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Maran fa quindi di necessità virtù, sforzandosi di trovare situazioni che possano esaltare i suoi uomini e mettere in difficoltà i rivali. Le transizioni sono un chiaro esempio, tra le più organizzate ed efficienti di tutto il campionato. Quando il Chievo è in controllo del pallone, si cercano immediatamente le punte, tutte brave nell’agire da sponda e fare lavoro di sacrificio, permettendo quindi ai compagni (mezzali soprattutto, con Castro che si esalta in queste fasi di gioco) di salire velocemente. Insomma,  è una squadra che va in porta in modo molto diretto, sfruttando in maniera eccezionale tutte le situazioni “sporche”, come per esempio il vasto utilizzo del lancio lungo o lo sfruttare le seconde palle in zone del campo cruciali. Pure nella negativa gara di Crotone si può osservare una circostanza del genere: rimessa di Frey quasi nella trequarti a cercare Inglese e immediato stacco aereo che libera Birsa al tiro da posizione favorevolissima. Si era proprio agli inizi, un eventuale gol avrebbe cambiato la partita.

Proprio Birsa è uno degli uomini chiave di Maran, capocannoniere e miglior uomo assist della formazione clivense. E’ l’ex Milan la principale fonte di raccordo tra centrocampo e attacco oltre che, molto genericamente, per distacco il giocatore con più qualità di tutta la rosa, come dimostra l’elevato numeri di passaggi chiave (e non) nell’arco del singolo match. L’uomo col piede più elegante della formazione, senza alcun dubbio.

 

Nei frangenti – e sono molti – in cui la partita è particolarmente bloccata, arretra la propria posizione e diventa un vero e proprio regista. Ne è un esempio la ripresa dell’incontro col Crotone, in cui il Chievo ha dovuto fare la partita contro un avversario chiuso.

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Si tratta del solo in grado di creare qualcosa dal nulla quando ci sono poche soluzioni disponibili. Anche tramite calci piazzati, che lo sloveno batte molto bene.

 

RICETTA: Come già scritto in apertura di articolo, molti tifosi vedono la trasferta del Bentegodi come una noiosa formalità su cui pende ben poca enfasi, soprattutto dopo la deludente prova di mercoledì. In realtà, per una squadra che ha finora dimostrato in molteplici partite problematiche non da sottovalutare, la gara col Chievo è oltremodo interessante per il rendimento bianconero. La squadra di Maran, infatti, è proprio il tipo di avversario che la Juventus ha maledettamente sofferto in questo inizio di stagione, con oltretutto una flessibilità notevole nelle varie fasi di gioco.

Si tratta di una squadra che in non possesso si preoccupa principalmente di coprire le linee centrali del campo, togliere profondità e creare non troppo spazio alle spalle dei difensori. L’utilizzo di forte copertura in mezzo è stata una delle armi più usate contro Allegri nelle prime giornate, e ha offerto prestazioni decisamente sottotono (viene in mente la trasferta di Palermo). In maniera palese, i gialloblu preferiscono spostare la spinta dei rivali sulle corsie esterne: considerando l’assenza di Dybala e la conseguente presenza del tandem Mandzukic-Higuain, sarebbe ancora più incomprensibile rispetto a mercoledì la scelte di tenere in panchina gente come Cuadrado ed Alex Sandro.

In relazione alla qualità degli interpreti e ai numerosi investimenti, il livello del gioco è stato troppe volte ben sotto le aspettative. In particolare, la manovra offensiva è ancora altamente lacunosa, con una forte mancanza di idee nell’ultima trequarti e, in generale, nel sapere cosa fare quando l’avversario è schierato (mancherà una pedina fondamentale come Dybala, ma anche con lui in campo non erano state solo rose e fiori). Considerando la sosta imminente, è verosimile pensare che ad Allegri possano bastare i tre punti per evitare due settimane bestiali a livello di critiche. Tuttavia, spuntarla ancora una volta solo grazie ed episodi, guizzi individuali o qualche transizione azzeccata sarebbe senza dubbio positivo per la classifica, ma non mostrerebbe alcun concreto segnale di crescita. Che è proprio ciò di cui avrebbe maledettamente bisogno questa Juventus.