Verona-Juventus 2-1: imboccata la via del non ritorno

di Fabio Giambò |

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Non è una questione di pro e contro, di vedove e nostalgici, di anti-quello ed anti-questo, la serata di Verona è semplicemente la fotografia perfetta di quello che è la Juventus oggi, 8 febbraio 2020: una squadra che sì, è in vetta alla classifica, ma che non ha un’entità di gioco neanche accennata, che ha una condizione fisica disastrosa o apparentemente tale, una fase difensiva raccapricciante a prescindere dall’avversario affrontato, non può far dormire sonni tranquilli neanche al tifoso più ottimista sulla faccia della Terra.

Non riuscire a sfruttare la buona vena di Ronaldo e Douglas Costa è un handicap che non si può permettere nessuno, lì in mezzo ci sono problemi troppo allucinanti per una squadra del genere, Rabiot ed anche Pjanic sparano a salve, Bentancur così non può fare miracoli, anzi perde di lucidità finendo per fare quello che ha fatto sul gol di Borini. Si spiegano allo stesso modo l’incapacità di manovra e le sofferenze dietro, a maggior ragione quando Alex Sandro veste i panni del fratello scemo visto a più riprese due stagioni fa, Higuain si disimpegna ad una velocità simile alla mia dopo il pranzo domenicale, Bonucci confonde il gioco del calcio col volley.

E’ davvero così facile mettere in difficoltà la Juve? Densità, fisicità, e i bianconeri non sanno più che fare. I singoli predicanti nel deserto non riescono a fare la differenza in un contesto così, il nervosismo di chi esce e di chi entra, senza che ci siano gerarchie precise, genera confusione, e, a proposito di predicanti nel deserto, incredibile come Douglas Costa sia costretto ai box quasi ogni due ore di gioco. Oggi non si può chiedere la testa di nessuno per ovvi motivi logici e burocratici, visto che ormai non avrebbe senso, visto che il calciomercato è chiuso, ma, a prescindere da come finirà questa stagione, sarà il caso di affrontare il futuro con meno improvvisazione possibile.