Verona-Juve 1-3: lampi di Joya, finalmente Dybala

di Fabio Giambò |

dybala smile

Tre panchine di fila (al netto della Coppa Italia), settanta minuti di giri per il campo senza combinare nulla di particolare, poi due lampi che stendono il Verona e permettono alla Juve di conquistare i tre punti in palio e restare dunque ancorati al Napoli capolista: si può riassumere così la prestazione di Dybala, e forse anche della Vecchia Signora andata in scena al Bentegodi. Partita che sembrava potersi incanalare subito sui binari giusti visto il vantaggio firmato da Matuidi, poi però tanta difficoltà legate allo schieramento non proprio adatto alle caratteristiche degli uomini in campo: Dybala e Mandzukic insieme nel tridente con Higuain costringono Allegri a correre ai ripari sistemando la squadra con un 4-4-2 stranissimo col croato largo a destra e Matuidi sull’altra fascia.

Ad inizio ripresa è Bentancur a farne le spese, sostituito con Bernardeschi, una sostituzione che sa di bocciatura stasera fra l’altro neanche tanto immeritata. Il rientro in campo è, però, non eccezionale dal punto di vista caratteriale, il Verona spinge, trova il pareggio, ma qui svolta di nuovo la partita: come detto, ci pensa Dybala, anche se non si può alzare un dito, chiedere scusa a Lichtsteiner, mezzo gol è suo, un pezzettino lo diamo anche a Khedira, due piccoli guizzi da canto del cigno probabilmente. L’1-3 è tutto della Joya che riceve da Chiellini e semina tutti, grido liberatorio e sospiro di sollievo per tutto il popolo bianconero.

Era importante vincere, sarebbe stato meglio succedesse con qualche patema d’animo in meno, ma raccogliamo il positivo della serata e guardiamo avanti: non ci sono margini d’errore, ma anche stasera, in un modo o nell’altro, si esce col massimo risultato. Bene così.