La verità sulle dottrine filosofiche bianconere

di Michael Crisci |

La vastità degli imperi, unita alla loro longevità, porta inevitabilmente a un continuo turbinio di ideologie al proprio interno, molte delle quali vanno a contestare direttamente lo status quo. Dal dopo Conte in poi, quando vincere è diventata una routine (che verrà amaramente spezzata nel giro del prossimo mese e mezzo), anche all’interno della Juve, tra noia e orgoglio, si sono create branche e spaccature ideologiche di ogni genere. All’inizio del grande novennio, l’ambiente Juve era simile a un paesino di provincia, di quelli che tutti si conoscono e tutti sanno tutto di tutti, dove c’è grande complicità, e le assemblee di paese registrano il tutto esaurito. Alla fine, le divisioni si presentano pressapoco in questo modo:

ALLEGRISMO: Dottrina filosofica nata e promulgata dagli eredi traditi del primo contismo, nel 2014 D.C. Inizialmente si basava sulla sublimazione dell’addio del vecchio condottiero, andando poi a irrobustire i suoi ideali nel tempo, dopo le campagne di Germania e di Galles. Dal 2018 D.C. in poi, la dottrina allegrista si è basata su un risultatismo da televideo estremo, del tipo “catenaccio di 100 minuti, anche se in campo ci sono contemporaneamente Neymar, Mbappè, De Bruyne, e Marcelo e Dani Alves dei bei tempi sugli esterni. Di norma, gli adepti di questa dottrina si riuniscono in un gabbione, non pregano per più di 15 minuti, e sono soliti chiamare i rivali “Fan di Patatino“. Le branche più importanti dell’allegrismo sono:

  • Il Mandzukismo: Dal nome del Maometto Allegriano, è una dottrina nata nel 2016 D.C., che si basa sulla forza, la grinta e le scivolate a metà campo. E sull’avversione verso ogni tipo di altro esterno, soprattutto brasiliani e portoghesi.
  • Il Khedirismo: Branca nata approssimativamente nel 2018 D.C., dopo la dipartita del profeta Sami Khedira. Alcuni adepti ne sono rimasti fedeli fino alla sua mummificazione, avvenuta nel 2021 D.C., ad opera di alcuni benefattori alemanni.
  • Il Senatorismo: La cieca devozione alla BBBC e al culto degli 1-0, che si allineano al pensiero del Grande Padre da Livorno “te ne intendi di ippica? Lì basta avere il musetto davanti, si vince di corto muso

Di contro, si è stagliato un movimento avversario ferocissimo;

DYBALISMO: Dottrina filosofica nata nell’aprile del 2017 D.C., quando il profeta Paulo Bruno Exequiel Dybala da Laguna Larga mise KO le truppe catalane di stanza a Torino. Alcuni adepti, poi dichiarati eretici, arrivarono a compare il Dybalismo al Messismo, dottrina dominante del tempo. La dottrina Dybalista si basa sul primato del talento, l’abiura della grinta e del tuttocampismo, e sull’antirisultatismo: “I gol subiti non contano, meglio vincere 6-2 che 1-0”. I Dybalisti sono soliti chiamare i loro acerrimi nemici “Fan del fantino” La branche principali sono:

  • L’Antisenatorismo: Branca che vede nei senatori e nei non giovani, la principale causa delle non vittorie europee da parte della Juventus. Andando alle sottobranche, alcuni Dybalisti incalliti si sono dichiarati addirittura AntiRonaldisti, giustificando i recenti bassi del profeta laguniano con l’esuberanza e l’ego del lusitano. Altri invece hanno creato poli AntiNedvedisti, puntando il dito sull’avversione, presunta, del ceco nei confronti di Dybala.
  • L’Adanismo: Dal nome di un anonimo profeta televisivo bresciano, questa branca si basa sulla venerazione del giochismo, ovvero sulla venerazione di tutti quegli allenatori che si spezzano letteralmente la schiena per creare schemi e triangolazioni: le sottobranche più famose sono il DeZerbismo, il Guardiolismo, il Sarrismo, il Kloppismo e il Gasperinismo.
  • Il Cancelismo: Dal nome di un milite ignoto portoghese, è una branca che ha come mantra l’idea, considerata blasfema dall’opposta fazione, che un terzino debba saper attaccare piuttosto che saper difendere. I seguaci di questa branca aborriscono le scalate, le diagonali e i terzini diligenti come De Sciglio (a lungo protetto del profeta Max da Livorno e presunta “scommessa vinta“)

E per quanto l’avvento di questo Chiesa possa veramente portare a creare un movimento religioso, la logica conclusione è che, ora che la Juve rischia di tornare a essere un paesino, ma dove tutti vanno in disaccordo, non ci sia allenatore migliore dell’attuale: La Juve dei pirla!


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