E se… il VAR al contrario

di Sandro Scarpa |

Questo è un racconto di fantarealtà, qualsiasi riferimento a fatti arbitrali e tesserati o iscritti all’albo dei giornalisti è casuale o comunque è solo nella vostra testa, non nella mia. Anche qualora il riferimento sia a fatti e personaggi reali la storia è romanzata, perché la realtà sarebbe ben peggiore.

 

Domenica 22 ottobre: Juventus-Inter. 3 giorni all’Apocalisse

Sotto il diluvio nell’anticipo delle 18 la Juve è passata in vantaggio alla prima occasione: gol di Higuain che beffa Handanovic. L’Inter però mantiene la calma, attacca e arriva al pari su corner con un incredibile autogol di Sandro che inzucca nella porta di Buffon. 1-1. Non è finita perché con una splendida azione arriva l’1-2 di Vecino di testa imbeccato da un cross di Candreva. Già in vantaggio l’Inter trova il palo con una magnifica girata di Icardi, sfortunato.

Poi il fattaccio. Su un morbido cross di Icardi dalla destra Perisic è in vantaggio su Lichtsteiner. L’ala croata nerazzurra è sola davanti alla porta ma viene toccato da Licht al momento dell’impatto, con lo svizzero che finisce per agganciarlo anche con l’altro piede. E’ fallo da rigore, sarebbe il potenziale 1-3 che chiude i giochi, con un giallo per Licht che già in occasione del 1-2 è entrato duramente. E poi, c’è il VAR!

Ecco l’episodio, potete notare il cross della punta argentina all’ala croata interista (per l’occasione in maglia giallo che fa tanto China) e il fallaccio del terzino bianconero:

 

Sarà un anno complicato dai…

Posted by Juventibus.com on Sonntag, 22. Oktober 2017

 

Incredibilmente però l’arbitro non assegna il calcio di rigore sacrosanto, il VAR non interviene e Perisic viene anche aggredito da Lichtsteiner. L’arbitro completa l’opera ammonendo entrambi e all’ovvio leggero disappunto di Perisic LO ESPELLE!

Apriti cielo. Il diluvio aumenta e tra le nubi minacciose fanno capolino fulmini, saette, tuoni e ire divine. In tempo reale sui quotidiani on-line monta una rabbia inaudita: la prima sollevazione popolare arbitrale anti-Juve dell’era VAR: vergognoso!!! indecente!!!! scandaloso!!!!!

CorSport riempie l’homepage di video, gif e disegnini schizzati del fallo su Perisic con la scritta: JUVAR!

Gazzetta durante l’intervallo riesce ad avere 2 esclusive con Gigi Simoni e Zdenek Zeman (che è al cesso, risponde per lui il figlio Karel) e titola in homepage: VARAONDA!

Non è finita. L’Inter regge stoicamente in 10, ma a inizio della ripresa, subisce il 2-2 per questo colpo di testa di un abbronzatissimo Chiellini, ecco l’immagine:

 

Insomma, pare, sembra, forse, millimetri, insomma è fuorigiochissimo!! Ma incredibilmente il guardalinee non sbandiera, l’arbitro convalida, il VAR sta muto!

Esplode la rabbia, Spalletti imbufalito, Perisic e Icardi circondano l’arbitro, perfino Nagatomo insulta l’assistente in giapponese e Ausilio riesce ad arrampicarsi sul trespolo del VAR battendo colpi durissimi al gabbiotto.

 

23 ottobre: 2 giorni all’Apocalisse

I social esplodono. La polizia postale è costretta ad intervenire. Twitter e Facebook registrano la più elevata ondata di indignazione della loro era. Samsung ed Apple introducono subito l’emoji “JuveRubba” raffigurata dal volto di Chiellini con tuta da arbitro.

CorSport e Gazzetta mettono in homepage solo delle strisce bianconere con la scritta lampeggiante NO VAR, NO VAR, NO VAR!

Il CorSport titola: SuperVARgogna! 12 pagine col paginone centrale dedicato a Turone.

La Gazzetta titola: JUVE, COSI’ NON VAR! 24 pagine di cui 4 listate a lutto sui due episodi, 4 dedicate agli sfoghi legittimi e commossi di tutti i calciatori interisti, sia quelli in campo il giorno prima, sia quelli delle ultime 20 stagioni. Poi le interviste estese a Simone e Zeman (padre e figlio), e il superdossier con tutti i nomi degli arbitri, dei VARs, dei tecnici, dei produttori di TV, telecamere, auricolari e il titolo: “FIAT lux?”. Segue l’incredibile scoop del video di Inter Channel in cui si vede Chiellini che fa l’occhiolino a qualcuno in tribuna a fine gara. Forse quelli del VAR?

A Sky un Bergomi a lutto si rifiuta di parlare di calcio (?) e a Premium richiamano di fretta e furia Pistocchi nominato d’imperio nuovo Direttore Generale. Fioccano interrogazioni parlamentari.

Ziliani torna dal Portogallo accolto come Lider Maximo. Liguori e Giordano si incatenano imbavagliati a due televisori da 32 pollici che stanno a simboleggiare il Mostro VAR.

La situazione è pesante ma non tragica quando Zhang finalmente esterna: La prima volta perdoniamo, ma alla seconda il nostro popolo si solleverà.

 

24 ottobre: 1 giorno all’Apocalisse

Si arriva così al big match Napoli-Juve che i media preparano stemperando il clima senza fare accenni agli episodi. Nulla. Ormai dopo 2 giorni non si fa infatti riferimento al “rigore su Perisic” o al “gol di Chiellini” ma al “PECCATO MORTALE N. 1 e N.2” o in modo più informale alle “LADRATE IMMONDE”, “RUBERIE EPOCALI”. Una sezione della Gazzetta è intitolata già Varopoli, con migliaia di pagine linkabili con tutti i grandi scandali mondiali: gli eccidi di prima e seconda guerra mondiali, l’olocausto, le foibe, moggiopoli e ovviamente il rigore su Perisic e il gol di Chiellini.

Anche i media partenopei scelgono un atteggiamento soft, il Mattino fa un paginone con “Le Quattro Giornate di Napoli non bastano, per accoglierli meglio Hiroshima o Nagasaki“. In città l’ambiente è maturo e una ampia coalizione che va dai neo-borbonici a De Magistris e dall’intellighenzia napolista area dem ai “5 stelle noi, 3 stelle rubate voi” accoglie la Juve col pacifico slogan: #LOveTEam, ma senza “ve”e “am”, LOTE insomma.

 

25 ottobre: Napoli-Juve – l’Apocalisse

Prima della gara vengono lette alcune pagine del Diario di Perisic in cui il croato parla dell’angheria subita (allegato alla Gazzetta di quel giorno) e su tutti i campi di A viene rispettato un minuto di riflessione contro le RUBERIE della Juve dei giorni precedenti.

Gara iniziata, 60mila paganti e 85mila non paganti al San Paolo, all’ingresso della Juve fischi assordanti e l’urlo “MARIUOOOLIIII” che l’Osservatorio Vesuviano confonde per un sisma magnitudo 5.7.

Al 10°, dopo fasi di studio, il terzino bianconero Alex Sandro entra in area del Napoli e cade senza alcun contatto con Koulibaly che lo segue da vicino, nel vuoto pneumatico del San Paolo, si sente un fischio: RIGORE! Ecco l’episodio (fate uno sforzo di immaginazione anche qui):

 

 

In quel momento, al San Paolo, quando la gente prende coscienza che sì, è stato DAVVERO assegnato quel rigore, e che il VAR non è intervenuto, accade quello che le generazioni successive ricorderanno con questo ritornello:

Mai, mai scorderai
l’attimo, la terra che tremò.

L’aria s’incendio’ e poi silenzio.
E gli avvoltoi sulle case sopra la città, senza pietà.

Chi mai fermerà la follia che nelle strade va?
Chi mai spezzerà le nostre catene?
Chi da quest’incubo nero ci risveglierà, chi mai potrà?

Inizia l’era Luddista 2.0, non solo viene abolito all’istante il VAR, non solo viene sospeso per 12 mesi il calcio, ma anche qualsiasi altro sport con palla o senza, ma la Rivoluzione e l’Apocalisse che scaturisce da quel fischio assume proporzioni bibliche.

C’è la rivolta totale e senza ritegno di tutti gli uomini e le donne nei confronti delle macchine, degli schermi in particolare. Vengono distrutti a martellate tutti i televisori, i telefonini, i monitor, gli schermi dei cinema, tutto quello che può anche lontanamente somigliare al VAR viene spento, distrutto, sfasciato bruciato al rogo. Ma anche tutto quello che è rettangolare viene preso di mira, bandito e dichiarato tabù.

E tutto e solo per quel maledetto fischio…