Self-control: il primo diktat di Andrea Pirlo

di Valerio Vitali |

La Juventus sta perdendo troppi punti in questa Serie A dopo situazioni di vantaggio. Sono troppi i blackout che persistono ormai da anni. Era un problema lo scorso anno con Sarri e lo era prima ancora con Allegri. Un tema di discussione e di riflessione che all’interno del gruppo squadra e dell’ambiente bianconero ciclicamente si ripropone anche oggi con Pirlo.

Come ultimo esempio di questa situazione la partita di ieri contro l’Atalanta. La Juve infatti dopo il vantaggio iniziale ha progressivamente perso ritmo e dominio del campo. Un cortocircuito inspiegabile visto anche il valore della squadra, soprattutto a livello mentale, che è stato uno dei maggiori punti di forza dell’ultimo decennio.

Già in questo campionato infatti la squadra ha gettato alle ortiche possibili vantaggi. Basti pensare anche alle trasferte contro Lazio e Benevento, ma anche quella di domenica scorsa contro il Genoa o con lo Spezia. In tutte queste situazioni la Juventus ha rischiato di tracimare. Un crollo psicologico che puo’ essere riconducibile anche ad una stanchezza atletica visti i tanti appuntamenti ravvicinati ma che, contro compagini di valore altamente inferiore, dovrebbero essere sopperiti, appunto, dalla forza mentale nonché tecnica.

Non perdere il controllo dopo il vantaggio iniziale. Deve essere questo il primo diktat che Pirlo e il suo staff devono mettersi in testa. Partire da qui, sulla concentrazione massimale nell’arco dei 95 minuti delle gare e non farlo solamente per buoni tratti del match. Un pensiero che tra l’altro ha espresso lo stesso allenatore ieri nel post Atalanta. Cio’ che manca oggi sono quei “2-0 all’inglese” tanto cari al DNA Juve. Un segno distintivo sia del triennio targato Conte che di grandissima parte del ciclo “allegriano”. Testa, cuore e gambe nel cammino verso il “decimo”. Ma soprattutto testa.