Donny van de Beek, il tuttocampista perfetto per Sarri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Il tuttocampista è un neologismo calcistico, volto a rappresentare a 360 gradi il calciatore in grado di ricoprire molteplici mansioni.

È il perfetto identikit del centrocampista totale, il quale sta all’idea di calcio di Sarri come i Queen stanno al rock. Quel calciatore abile nella fase di possesso e non, che con la sua tecnica di base riesce ad essere cruciale nell’impostazione e nella finalizzazione. Lo sono stati Allan ed Hamsik nel suo triennio napolista, così come Kante nell’esperienza londinese. E alla Juventus che, tra un Rabiot ed un Ramsey non ancora esplosi, non gode di un giocatore così, chi, più di tutti, potrebbe rivestire tale ruolo? Se il tuttocampismo fosse la Pop Art del calcio, Donny Van de Beek sarebbe la reicarnazione di Andy Warhol.

Al di là delle performance dell’anno scorso contro la Vecchia Signora, il numero 6 dell’Ajax è il centrocampista del futuro. Non avrà lo strapotere fisico di Pogba e la tecnica di Thiago Alcantara, ma gode di una peculiarità che lo rende unico al mondo: essere al posto giusto al momento giusto, grazie ad un’intelligenza tattica che riporta alla mente le gesta del Khedira che fu.

Non porta la palla, non disegna calcio, ma nel rettangolo di gioco ha la funzione del più importante collante di reparti della squadra. In questo non ha rivali al mondo. Nello scacchiere di Ten Hag, pur avendo ricoprendo le vesti di una mezzala tendente al trequartista, Van de Beek è il giocatore chiave per capire la mentalità dell’Ajax. Pressing alto, svariare in ogni zona del campo, finalizzare ed impostare l’azione.

L’immagine superiore rappresenta l’atteggiamento di Donny in fase di non possesso, con un pressing alto sul portatore, mentre la seconda è un heat map che evidenzia le parti di campo mediamente occupate dall’olandese in ogni partita. Considerando la partenza dell’azione da destra verso sinistra, oltre ad una costante presenza nelle zone basse, non può passare inosservata la sua maggiore attività nella metà campo avversaria.

La sua capacità di inserirsi nello spazio, trasformandosi spesso nel terminale offensivo della squadra, lo hanno reso un centrocampista unico nel suo genere. L’immagine in verticale a sinistra mostra l’inserimento senza palla del classe ‘97 che, in occasione del match tra Valencia ed Ajax, sfrutta lo spazio lasciato libero dai due centrali e approfitta del cioccolatino di Tadic per battere il portiere. L’azione in verticale sulla destra è il replay della precedente, questa volta all’Hotspur Stadium nella semifinale della Champions League 2018-2019.

 

Tuttavia, oltre ad essere un abile finalizzatore, la sua visione di gioco condita con una buona tecnica di base gli consente anche di saper dettare il passaggio decisivo, trasformando l’azione in offensiva.

Un celebre cantante, noto anche per la sua fede interista, diceva che sono sempre i sogni a dare forma al mondo e, con l’Ajax incredibilmente in Europa League, per quanto sia improbabile a gennaio, perché non poter sognare l’arrivo di “MaraDonny”? Nessuna certezza in merito, se non che, dopo l’addio di giocatori come Vidal e Pogba, finalmente la Juventus godrebbe di un centrocampista vero.

di GIACOMO CHIARANDA’ (@GiacoChiaranda)