Van Basten attacca, de Ligt fa debunking

di Roberto Nizzotti |

Uno dei protagonisti di questo nostro 38^ scudetto, 9^ consecutivo, è stato sicuramente Matthijs de Ligt, che si è calato in una realtà calcistica completamente diversa alla precedente dimostrando grande maturità, adattandosi in tempi brevissimi visto che è stato chiamato, sin da subito, a sostituire un mostro sacro come il Capitano Chiellini, infortunatosi alla 1^ giornata.

Al di là di certe pagelle che si stanno leggendo in giro e che poco hanno a che vedere con la realtà delle cose, la stagione di de Ligt è stata un continuo crescendo, sia dal punto di vista tecnico che da quello della personalità che gli ha fatto superare anche quei momenti che, causa un regolamento rigidissimo sui falli di mano applicato a fasi alterne, lo avevano visto sotto attacco dai vari critici sportivi.

Una crescita avvenuta sicuramente per merito suo, ma anche per gli insegnamenti ricevuti da Sarri in tutti gli allenamenti e per la presenza di leader come Bonucci che lo hanno accompagnato in questo percorso che ne ha confermato le eccellenti doti non solo sportive.

E’ lo stesso Matthijs a confermare la positività di questa sua prima stagione juventina in un’intervista rilasciata al quotidiano olandese The Telegraaf nella quale ha spiegato brevemente il suo percorso e che differenze ha riscontrato tra Ajax e Juventus.

In merito al periodo di adattamento De Ligt ha dichiarato di non essersi sorpreso delle difficoltà avute all’inizio e che era certo che le avrebbe presto superate considerato il fatto che le stesse difficoltà le aveva vissute nei suoi esordi con l’Ajax e con la maglia della nazionale olandese.

La grande differenza che De Ligt ha notato è stata nel tipo di gioco visto che quello ajacide era ben consolidato e rendeva più facile il difendere mentre, alla Juve, ha dovuto imparare a difendere anche in situazioni di uno vs uno, migliorando molto nella difesa pura e acquisendo, di conseguenza, più esperienza e più velocità.

Insomma, per il #4 juventino la prima stagione in Serie A è sicuramente positiva e, oltre a festeggiare lo scudetto, è cosciente di essere migliorato molto ed essere cresciuto come calciatore.

Dello stesso avviso però non è Marco Van Basten, suo illustre connazionale che con il Milan ha dato spettacolo in Italia e, soprattutto, in Europa e che nella trasmissione olandese Ziggo Sport ha espresso opinioni particolari, come ci ha abituato visto che, tempo addietro, aveva dichiarato di vedere un calcio senza fuorigioco, con rimesse laterali da battere con i piedi, con l’abolizione dei cartellini gialli e con gli shootout al posto dei rigori, per fare un esempio.

Come dicevamo, per il cigno di Utrecht De Ligt non è migliorato, anzi,  ha mantenuto lo stesso livello della scorsa stagione e sarebbe cresciuto se invece di andare alla Juve avesse firmato per il  Real Madrid, il Barcelona o il Manchester City.

Ora, considerando la maggior complessità degli avversari che ha dovuto affrontare rispetto alla media della Eredivisie, e considerando il fatto che ha dovuto cambiare modo di difendere, dichiarare che ha mantenuto lo stesso livello di prestazioni non è altro che fare un grande complimento a De Ligt

Poi come l’ex numero 9 del Milan sia giunto alla conclusione che con Real Madrid, Barcelona o Manchester City le prestazioni di De Ligt sarebbero state migliori è un mistero di difficile risoluzione.

Non contento il buon Van Basten ha dichiarato anche che la serie A non è un campionato di livello importante come può essere la Premie o la Liga e che, invece che giocare al fianco di Bonucci, che non guida la difesa (cosa guiderebbe quindi???) per De Ligt sarebbe stato meglio giocare con Chiellini.

Queste critiche verso il campionato italiano (ricordiamo al buon Marco che l’Atalanta è ai ¼ di Champions avendo annichilito il Valenca e che il Napoli è in corsa vs il Barcelona) e verso Bonucci denotano come Van Basten non abbia minimamente visto non solo mezza gara della Juventus ma neanche mezza gara del nostro campionato perché altrimenti non avrebbe potuto dichiarare una cosa talmente lontana dalla realtà che, al contrario, parla di un Bonucci che probabilmente, proprio perché ha dovuto guidare la difesa in assenza di Chiellini e guidando un, seppur fenomenale, rookie, ha disputato la sua migliore stagione e di una Serie A che sta tornando competitiva anche a livello europeo come confermano i campioni che stanno cominciando a tornare, Cristiano Ronaldo su tutti.

Da queste dichiarazioni di De Ligt e Van Basten possiamo ricavare comunque solo certezze, quella che Matthijs abbia disputato un’ottima annata e sia cresciuto, sensazione da lui stesso confutata, che il merito di questa crescita sia anche di un ottimo Bonucci, in grado di guidarlo e di guidare la difesa per tutta la stagione come deve fare un vero Leader, e di un campionato come la serie A che sta tornando ad ottimi livelli di competitività e lo ha allenato giocando un tipo di calcio diverso rispetto a quello al quale era abituato e, soprattutto, che il fatto di essere stati dei fenomeni come calciatori non significa che poi, di calcio, si sia anche intenditori.


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