Vado in guerra con Ronaldo, anche zoppo

di Giacomo Nannetti |

Sembra essere passata un’era geologica dal quel 25 marzo, in cui i cuori di tutti i tifosi bianconeri si fermarono per un istante dopo che il Re CR7 abbandonò il campo per infortunio al 30’ di Portogallo – Serbia. Eppure oggi siamo di nuovo qua a scrivere, parlare ed elogiare il campione portoghese per l’ennesimo gol in un quarto di Champions, non proprio il calcetto del venerdì sera, a soli 16 giorni da quel maledetto 25 marzo. In queste due settimane e spiccioli, l’ansia di non avere Cristiano per la sfida della Johan Cruyff Arena saliva di giorno in giorno nonostante le parole rassicuranti dello stesso ex Real la sera dell’infortunio: “Non sono preoccupato, conosco il mio corpo. Sono tranquillo, so che tornerò in forma in una o due settimane”.

 

Anche questa volta aveva ragione lui. Probabilmente la forma non è ancora quella delle migliori occasioni, ma la sostanza è ciò che conta e lui per la 126esima volta in Champions ha timbrato il cartellino. Il primo grande sospiro di sollievo è arrivato grazie alle parole di Allegri in conferenza stampa: “Cristiano domani partirà titolare”. Già questa è stata un’ottima notizia, però come si sa alla fine la parola che conta è sempre quella del prato verde. Dopo una prima mezz’ora di rodaggio, Ronaldo inizia ad alzare i giri del motore confezionando una grande sponda a Bernardeschi. Tutti però stanno aspettando il lampo del campione, e lui deve dare la prova tangibile che: “Eu estou aqui”.

 

C’è un momento migliore rispetto agli ultimi secondi del primo tempo per andare in vantaggio in una gara del genere? No, e lui lo sa. Al 44esimo e poco più, Ronaldo riceve la palla spalle alla porta a centrocampo, e allarga immediatamente per Cancelo sulla destra. Il 20 bianconero porta la sfera sulla corsia, mentre nel frattempo centralmente Cristiano fa 40 metri a 100 all’ora pronto a ricevere in area. Cancelo confeziona un assist al bacio per Ronaldo, liberato da un grande inserimento di Bentancur, che da centro area in tuffo di testa piazza il pallone alla sinistra di Onana, che può soltanto toccare.

 

Primo tiro primo gol. Corsa verso la bandierina, salto e “siuuu”. Con questo sono 64 centri nella fase ad eliminazione diretta, 24 in 21 quarti di finale giocati, una sentenza sempre e soprattutto quando conta. C’è da ricordare che l’alieno non era al massimo della forma, ma solo ad un 60%. Il tutto addolcisce l’attesa verso il ritorno allo Stadium. Proprio lì dove un mese fa, nella sua ultima apparizione in campo a Torino, il Re piazzò altri tre colpi critici ad una bestia dura a morire come l’Atletico. CR7 c’è e ci sarà, perché certe notti lui non può proprio saltarle.