Una Juve infallibile sulle ali di Dybala

di Sandro Scarpa |

La Juventus non decolla, Paulino Dybala sì.

E’ lui il faro, il talento, il prodigio e il bagliore che acceca l’Atletico Madrid in una gara importante per la Juventus per riscoprirsi non bella ma solida, tonica e dalla personalità adatta al palcoscenico Champions.

Sarri ha i due terzini riserva che si alzano bene e coprono meglio, senza soffrire i cambi campo che a Madrid ci fecero penare, poi gli interni più maratonetiMatuidi e Bentancur– col primo che lotta a modo suo e l’uruguagio che si ergerà sul podio dei migliori, con temperamento, movimenti verticali, recuperi e la percussione da cui nasce la punizione gioiello.

Tra il Re per una Notte Ancora Paulo e Rodrigo, un de Ligt imperiale, Chiellinico per attenzione e superiorità fisica che fa impazzire lo Stadium. Oltre ai 3 (un 20enne, un 22enne e un 26enne) e ai due discreti esterni, la Juve esprime velleità di gestire palla e produrre duetti e triangolazioni tra le linee ma produce poco volume offensivo, con Oblak che si limita a raccogliere dal sacco la saetta di Dybala. Nel primo tempo la Juve macina gioco senza sfondare mentre l’Atleti trova Szczesny con sortite blande.

Poi la gemma “Messianica” di un Dybala che aveva già fatto impazzire Trippier e compagni e nella ripresa Simeone riversa in campo tutti i panchinari offensivi costringendo la Juve a 20 minuti di apnea. A quel punto Sarri è ancora bravo a togliere un abulico Aaron Ramsey con Bernardeschi che almeno con due fiammate dà respiro. Si prosegue con un Atletico che si spegne lentamente, e una difesa bianconera mille volte più rocciosa rispetto a quella che si sgretolò negli ultimi 20 al Wanda.

In mezzo la Sostituzione: esce un Dybala che si stava sbattendo anche in difesa e resta in campo Cristiano.

L’intelligenza di Sarri ripaga psicologicamente Cristiano con una non-sostituzione che pure sarebbe stata doverosa, togliendo un Dybala formidabile; Cristiano non ripaga Sarri limitandosi a dribbling annacquati e scatti rugginosi.

Berna ritorna a sbagliare e Khedira (per Benta) già stanco dopo 5 minuti in campo che all’ultimo secondo fa poco filtro col brivido di Morata che ci grazia (forse in offside) e un Pjanic che alla distanza strappa la sufficienza piena, davanti ad una difesa stratosferica.

La JuveDiSarri non c’è ancora, ma è una corazzata che non subisce e non rinuncia mai a giocare. Ha un nuovo top player come de Ligt e ri-trovato altri top come Bonucci e Dybala. In attesa che la forma fisica di Ramsey e Ronaldo e le noie di Douglas possano davvero far decollare questa squadra.